domenica 28 febbraio 2010

Grazie a tutti


Ieri sabato 27 febbraio nel tardi pomeriggio il tribunale ha confermato telefonicamente l'ammissione della lista provinciale della Federazione della sinistra alle prossime elezioni regionali.Desidero ringraziare tutti i compagni che hanno sottoscritto per la nostra lista.Le prossime elezioni regionali saranno molto importanti per il proseguo del cammino appena iniziato da parte della Federazione della Sinistra.Comincia da oggi un nuovo impegno per la campagna elettorale, che ci deve vedere nella piazze,davanti alle fabbriche,tra la gente a esporre le nostre idee sulle tematiche del Lavoro-Scuola-Sanità-Nucleare-Acqua e molto altro.

venerdì 26 febbraio 2010

Aperitivo col "Supergiovane"

Bella serata in compagnia di Mangoni noto al grande pubblico come il «supergiovane» di Elio e le Storie Tese che ha risposto all'invito Federazione della Sinistra di Brescia.Candidato nella listino che vede Agnoletto candidato Presidente della Regione alle prossime elezioni.
Le istituzioni, oggi, hanno bisogno di uno svecchiamento vero, che non sia cioè solo anagrafico: veline, letterine, ministri under 40 senza una storia alle spalle sono facilmente gestibili. Noi vogliamo essere coerenti e ingestibili!». Conosce Agnoletto da 30 anni, ed è proprio questo legame che ha spinto Mangoni ad appoggiarlo nella corsa al Pirellone: «Lo apprezzo molto come persona, oltre a condividerne il pensiero politico, perché rispecchia una sinistra aperta nei confronti della società».
La Lombardia ha bisogno di ricomporre una realtà sociale e culturale - sottolinea Fiorenzo Bertocchi, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, candidati nel listino come Dario Fo, Margherita Hack, Moni Ovadia dimostrano un ritrovato interesse.

Progetto Macogna

Ieri sera all'oratorio di Pedrocca (Cazzago S.M.) è nata ufficialmente l'associazione Progetto Macogna con l'ambizioso progetto di aprire la strada alla gestione del PLIS Macogna che ha la necessità di un riconoscimento da parte della Provincia di Brescia.
E' un grande passo che investe anche la nostra comunità di Rovato. I cittadini di quattro comuni (Rovato, Cazzago S.M., Berlingo, Travagliato) si uniscono per dire basta a progetti di sfruttamento del territorio, basta a escavazioni selvaggie e basta a riuso come discariche di buchi che dovevano invece essere recuperati ambientalmente.
Con 5€ all'anno si può diventare soci dell'associazione(trovate qui tutte le info per associarvi)Un caloroso invito a tutti affinchè l'assemblea di questa sera possa essere partecipata. Ricordo che un'associazione di questo tipo da stasera sarà titolata anche a produrre ricorsi al TAR se lo riterrà opportuno. Un elemento in più a tutela del nostro territorio contro gli speculatori.

lunedì 22 febbraio 2010

domenica 21 febbraio 2010

SINTESI DELL'INCONTRO CON DINO GRECO E VITTORIO AGNOLETTO

Interessante incontro ieri a Brescia con Vittorio Agnoletto e Dino Greco. Vanni Botticini, capolista alle elezioni regionali nella circoscrizione Brescia, ha aperto gli interventi parlando del momento difficile che l'Italia vive, in cui ormai chi ruba è un furbo, chi non lo fa uno stupido. Si ruba ai ragazzi togliendo fondi alla scuola; si ruba agli anziani togliendo soldi alle pensioni. Al centro di tutte le nostre istanze c'è il lavoro. E un altro punto importante è la difesa dei più deboli e degli immigrati, visti solamente come schiavi che, quando c'è il lavoro e la produzione è forte, sono utili e quando si è in difficoltà sono un peso. Nel caso si superasse il quorum ha dichiarato che si porteranno in regione le istanza della gente non dei singoli.
Dino Greco, direttore di Liberazione, ha parlato del giornale, di come stia dando risultati positivi. Ora è anche visibile nei due formati, cartaceo e telematico, avendo inaugurato da pochi giorni il nuovo sito on-line. Siamo in un momento di attacco violento ai giornali; l'intenzione del governo di bloccare i finanziamenti pubblici alle testate farebbe morire la pluralità d'informazione. Sottolinea però l'importanza dei controlli in quanto vi sono testate che prendono il finanziamento pubblico ma non hanno una redazione e non vengono nemmeno pubblicate. Ha poi toccato i problemi del partito, evidenziando quanto di buono è stato fatto, ma quanto ci sia ancora da fare. La nostra proposta politica deve crescere, anche con un ricambio generazionale dei dirigenti.
Vittorio Agnoletto, candidato presidente alla Regione Lombardia, appena tornato dalla Val di Susa per stare a fianco ai NO-TAV, ha criticato l'oscurantismo dei media su ogni argomento che va contro gli interessi dei poteri forti. Ha poi spostato l'argomento sulle elezioni imminenti, dichiarando di sentirsi l'unico candidato di sinistra, perchè Penati non può definirsi tale. I punti fondamentali del suo programma saranno:_il lavoro, che deve dare garanzie a tutti, soprattutto ai precari; _la sanità, che ormai è lasciata troppo a sè stessa, così come la scuola pubblica;_ no al nucleare;_sostegno alla campagna contro la privatizzazione dell'acqua;_trasparenza.
Ha poi fatto un esempio della cattiva gestione di Formigoni citando la provenienza dei 500 milioni utilizzati per costruire la nuova sede regionale: tutti questi soldi sono stati sottratti all'edilizia popolare. Un altro aneddoto rilevante è stata la denuncia che Penati non vuole partecipare a nessun dibattito in cui sia presente Agnoletto, probabilmente uscirebbe sui temi sociali con le ossa rotte. Un biasimo arriva anche a Sinistra Ecologia e Libertà e all'Italia dei Valori. La prima, dopo aver ben accettato l'aiuto della Federazione della Sinistra in Puglia contro Boccia, si schiera con Penati che è ancor più moderato del candidato PD pugliese. Ed ora tappezza la regione di manifesti recanti l'immagine di Vendola, tanto che la gente si chiede se Vendola sia il candidato in Lombardia. All'IDV si imputa la non coerenza sul fatto della trasparenza: oltre alla ben nota vicenda campana su De Luca, sostenendo Penati, hanno deciso di stare dalla parte di una persona che voleva Bertolaso come commissario per l'EXPO 2015. Ha concluso affermando che bisogna coinvolgere nuovamente i compagni di lotta, stare tra la gente, diffondere le notizie attraverso i nuovi e vecchi canali, come il web o i volantinaggi, ma non si deve rimanere nelle sedi di partito. Vittorio è ottimista sulla possibilità di superare l'asticella del 3%, perchè c'è molta gente scontenta delle scelte e dell'appiattimento dei programmi di SEL e del PD.

Dal Blog : andreasciotti.blogspot.com

giovedì 18 febbraio 2010

Bombe cluster: 30 stati ratificano la Convenzione Onu, l'Italia in ritardo

In questi giorni con la ratifica da parte di Burkina Faso e Moldavia la Convenzione Onu che mette al bando le 'bombe a grappolo' ha raggiunto il quorum dei 30 stati ratificanti necessario per la sua entrata in vigore che avverrà il 10 agosto.
In attesa che l’Italia riesca a dar seguito alla ratifica come promesso in diverse sedi e in assenza di una legge nazionale sulle bombe cluster, la Campagna Italiana chiederà al Governo e ai parlamentari di promuovere un’immediata moratoria unilaterale del nostro Paese sulla produzione, uso e commercio di questo sistema d’arma, in linea con le definizioni della Convezione di Oslo.Sono felice che si sia giunti finalmente alla messa al bando di questa micidiale arma.Voglio ricordare che anche il Consiglio Comunale di Cazzago San Martino aveva accolto una mia proposta di delibera per schierarsi dalla parte dei promotori della campagna per la messa al bando delle "Cluster Bombs".Per approfondire l'argomento:qui

mercoledì 17 febbraio 2010

In pensione con meno soldi e più tardi

Questo è sempre stato l'incubo di lavoratori e lavoratrici. Incubo che si sta maledettamente concretizzando con l’azione congiunta dei padroni e dei governi che si sono succeduti dal 1992 in avanti (senza particolari distinzioni tra centrodestra e centrosinistra, anzi i provvedimenti di questi ultimi sono stati quelli più “efficaci” in tal senso).controriforma Amato del '92 che sganciava le pensioni dalle dinamiche salariali,

Dopo la Riforma Dini del '95, che ha introdotto il metodo di calcolo contributivo totale e misto (totale per i nuovi assunti e misto per chi alla data del 31/12/’95 avesse meno di 18 anni di anzianità contributiva), in base al quale la pensione non è più calcolata sulla media degli ultimi anni di salario, BENSI’ VIENE CALCOLATA sulla base dei CONTRIBUTI VERSATI moltiplicati per un coefficiente di Trasformazione.

Dopo la Riforma di Prodi del 2007 che incrementava l'età pensionabile tramite l'introduzione delle QUOTE calcolate dalla somma dell’età anagrafica + gli anni di servizio (Attualmente la quota utile per andare in pensione è 95, data dalla somma tra un minimo di età anagrafica di 59 anni + 36 anni di anzianità contributiva oppure 60 e 35. Nel 2011 la QUOTA sarà 96, data dalla somma di un minimo di 60 anni di età e 36 di anzianità oppure 61 e 35. Dal 2013 la QUOTA sarà 97 risultante da 61 +36 oppure 62+35),

OGGI per tutti coloro che sono a SISTEMA CONTRIBUTIVO TOTALE E MISTO si prospetta un nuovo salasso.

Senza alcuna nuova controriforma, ma applicando una norma contenuta nella vecchia riforma Dini, - finora mai applicata nell'ultima controriforma Prodi – dal 1° gennaio 2010 e con cadenza triennale PARTIRA’ un adeguamento al ribasso dei cosiddetti coefficienti di trasformazione, cioè UNA RIDUZIONE di quei numeretti che moltiplicati per i contributi effettivamente versati dal singolo ridurranno nettamente il valore dei futuri importi pensionistici. La perdita per gli attuali quarantenni è al'incirca di un 3-4.000 euro annui e per i nuovi assunti di oltre 5.000 euro. Con il passar degli anni, le perdite saranno ancora più consistenti. Eppure in passato ci avevano parlato di tali riforme come di una necessità per salvaguardare il futuro previdenziale delle giovani generazioni.

Tali coefficienti sono legati all'età anagrafica : ora a 57 anni il coefficiente di trasformazione è 4,720 e nel 2010 sarà 4,419 con un calo del 6,38%; a 65 anni si passa dall'attuale 6,136 al prossimo 5,620 con un calo dell'8,41%) ed in percentuale la perdita è maggiore se si resta più anni al lavoro.

Ma non basta, alla chetichella, nello scorso agosto in un decreto onnicomprensivo, il ministro del lavoro Sacconi ha inserito una clausola in cui si stabilisce che dal 2015 scatterà un incremento automatico dell'età pensionabile collegato all'aumento delle aspettative di vita e le stime prudenziali fatte sempre dagli amici degli amici ci assicuranno che nei prossimi 40 anni ci sarà un incremento di 6 anni per l'età minima per andare in pensione.

In poche parole, direttamente dal lavoro alla tomba.

Sempre che nella tomba non ci si finisca mentre si lavora.

Per coloro che sopravvivono, niente paura, ci sono pronti quei Fondi Pensione che lavoratori e lavoratrici in grande maggioranza hanno finora e giustamente rifiutato e che ora vengono caldamente rilanciati da governo/opposizione di sua maestà/Confindustria/sindacati concertativi.

Cgil-Cisl-Uil e l'attuale loro ruota di scorta (Ugl) hanno sempre o subito o molto spesso apertamente sponsorizzato tutte queste controriforme perchè sono direttamente interessate a difendere la mangiatoia clientelare dei Fondi Pensione, fregandosene altamente del processo in atto di progressiva demolizione della previdenza pubblica.

Confederazione Cobas



sabato 13 febbraio 2010

Assemblee Congressuali alla Stefana

Si sono chiuse oggi le assemblee congressuali alla Stefana di Ospitaletto, hanno partecipato tra iscritti e simpatizzanti 200 lavoratori mentre hanno votato 93 iscritti.
Le mozioni sono state spiegate in modo chiaro ed obiettivo dal funzionario della Fiom Franzoni, che pur essendo schierato dalla parte della mozione 2(come del resto quasi tutta la Fiom di Brescia)ha dato spazio anche alla posizione espressa dal documento del segretario della Cgil Guglielmo Epifani.I voti a favore della mozione 2 "La Cgil che vogliamo "ha avuto 92 voti contro 1 voto alla mozione 1.C'è stato purtoppo poco spazio per spiegare in modo approfondito i documenti relativi il Congresso,ma erano troppi i problemi sul tappeto che andavano discussi.
Come sapete in questi giorni la Direzione ha affisso un avviso in bacheca dove si invitano gli operai a firmare un modulo (che probabilmente avremo nella busta paga)che ci obbligherebbe a frequentare dei corsi di formazione pena la perdita della retribuzione della Cigs.Come spiegato in assemblea questo documento non và assolutamente firmato perchè riguarda gli operai(artigiani) che sono in cassa integrazione in deroga.Un altro problema riguarda la forzature messa in atto dall'azienda negli stabilimenti di Nave e Montirone e che arriverà sicuramente anche da noi,dove si chiede agli operai che svolgono mansione di carrellisti e griusti, di sottoporsi alle analisi delle urine per verificare lo stato di tossicodipendenza.Anche questa decisione presa dall'azienda è già stata contestata perchè fuori da ogni regola che regolamente la materia.La legge prevede infatti che siano messie al corrente le Rsu ,si individuino con loro i soggetti da sottoporre ai controlli, e si formino tali soggetti tramite un corso effettuato dal medico competente che spiegherà i rischi e i pericoli derivanti dall'assunzione di sostanza stupefacenti.Solo al termine di questo percorso la direzioone potrà effettuare le analisi avvisando 48 ore prima il dipendente.No mi voglio soffermare e commentare quanto successo nell'assemblea di venerdì pomeriggio dove 2 operai del laminatoio hanno deliberatamente offeso le Rsu e il funzionario.Posso capire il comportamento del più giovane ma sicuramente non quello dell'operaio più anziano che era venuto in assemblea chiaramente per provocare(senza avere motivi validi e giustificati per farlo).Sappiamo bene che la situazione del laminatoio è pesante, anche in virtù del fatto che ci siano state le dimissioni dell' Rsu presente in reparto,ma questo non autorizza nessuno a offendere chi si impegna in fabbrica per cercare di migliorare
la situazione dei lavoratori.
Ai lavoratori del laminatoio(sopratutto i più giovani)chiediamo di collaborare con le Rsu perchè quello messo in atto dalla direzione è un chiaro attacco al Sindacato,non pensino i giovani lavoratori che le prediche di qualcuno possano portare dei benefici alla loro condizione.Le conquiste dei nostri padri o dei loro nonni per darci tutto quello che abbiamo,compreso lo statuto dei lavoratori messo oggi in discussione dal Governo non sono state regalate ma guadagnate con gli scioperi e le mobilitazioni di tutte le fabbriche.



giovedì 11 febbraio 2010

Germania, i metalmeccanici provano a salvare il lavoro

Mentre in Italia la CGIl è in attesa del congresso, che dovrà decidere se continuare con la linea del Segretario Epifani o voltare finalmente pagina sposando la mozione 2,in Germania l’IG Metall vara il “Jobpaket” centrato sulla difesa dei posti di lavoro invece che sugli aumenti.

Il sindacato non presenterà alle imprese le tradizionali richieste di aumento, che in genere si sono sempre aggirate attorno al 5% (per poi ottenere molto di meno), ma ha varato un “Jobpaket” che ruota attorno a due punti: difendere l’occupazione e assicurare quantomeno aumenti salariali reali che coprano il costo della vita.Tra le proposte che il sindacato metterà sul tavolo c’è quella di inserire nel contratto eventuali riduzioni dell’orario di lavoro, con conguagli salariali che rendano il sacrificio finanziariamente sostenibile per i lavoratori.

Huber(presidente dell'Ig Metall) ha fatto appello al senso di responsabilità delle imprese e ha chiesto “sostegno” alla politica. Quest’ultima, ha detto il dirigente sindacale, dovrebbe erogare tempestivamente i contributi sociali alle imprese attraverso l’Agenzia federale del lavoro. Un altro strumento auspicato dal sindacato è una deroga fiscale sui conguagli salariali.
“Con la tutela dell’occupazione vincono tutti”, ha detto Helga Schwitzer, membro della presidenza dell’IG Metall e responsabile delle politiche contrattuali: “Vincono i lavoratori, che non perdono il posto. Vincono le imprese, che non perdono l’esperienza dei dipendenti. E vince la politica, che risparmia il denaro che dovrebbe sborsare per i disoccupati in più”.

mercoledì 10 febbraio 2010

Un segnale di ottimismo

Chissà che gioia per gli operai dell'Alcoa, per i precari della scuola, per i neo disoccupati e per gli operai di Termini Imerese, quando sono venuti a sapere che il ministro Renato Brunetta prende 3.000 euro netti di pensione, in aggiunta al lauto stipendio, diarie e benefits da parlamentare, privilegi da ministro. In questo marasma triste che è il paese, è bello avere un segnale di ottimismo. C'è pure un tocco di neorealismo: vendeva le gondolette in un terribile stato di indigenza, ma a 23 anni era già assistente all'università, un velocissimo riscatto sociale, oggi impossibile ai comuni mortali. Chissà che soddisfazione per tutti i plurilaureati con master e tutti i titoli in regola che aspettano un concorso, nel sapere che Brunetta - legittimamente, per carità - diventò professore grazie a una sanatoria per precari. E chissà che gioia per i ricercatori italiani sapere che mentre Brunetta faceva il deputato europeo (con un notevole tasso di assenteismo, peraltro) la sua cattedra stava lì ad aspettarlo buona buona. E chissà che entusiasmo, per i conti dell'Inps dover rendere in soldi veri tanti anni di contributi figurativi maturati (legittimamente, ovvio) in aspettativa. E chissà che bello per i figli dei (pochi, ormai) occupati stabilmente con beneficio dell'articolo 18, sapere che chi vuole abolire quell'articolo porta a casa, solo di pensione, due-tre volte la busta paga di papà, quel parassita schifoso che impedisce il futuro ai giovani con il suo egoismo. E chissà che gioia quando in una delle sue numerosissime comparsate tv il ministro Brunetta, o il candidato sindaco di Venezia Brunetta, si scaglierà contro i doppi stipendi, contro i pensionati che lavorano, contro quelli che vanno in pensione prima di 65 anni, contro i cascami di un welfare cattivo che penalizza i giovani. Bamboccioni che non sono altro, incapaci e fannulloni al punto che non sanno nemmeno mettersi in tasca pensione, più stipendio, più benefits, più prebende varie, sconti, agevolazioni e privilegi. Scemi. Alessandro Robecchi Manifesto 07 02 10

giovedì 4 febbraio 2010

LA GRANDE ALLEANZA CONTRO PRC

La politica non finisce mai di stupire. Tutti insieme PD-LEGA-PDL pur di battere il nemico: Rifondazione Comunista.
La cronaca di questi giorni ci racconta di un alleanza nel Consiglio Provinciale Piemontese tra Pd-Lega-Pdl,che ha bocciato senza appello la proposta di Rifondazione Comunista su una proposta di legge riguardante le delocalizzazioni.La campagna" Primo il Lavoro"(che ci vede impegnati sul territorio in questi mesi con una raccolta di firme)prevedeva anche la proposta di una legge sulle delocalizzazioni che tentava di mettere qualche timido argine a quegli imprenditori, che dopo aver usufruito dei fondi pubblici,delocalizzano le produzioni in Cina,Romania,Polonia etc.
Strano però:ai tempidella crisi Motorola fu lo stesso sindaco Chiamparino a minacciare di legarsi ai cancelli se il centro di ricerca di Torino fosse stato spostato.Strano due volte perchè a Marzo Mercedes Bresso manifestò apprezzamento per la proposta di legge,presenziando a un convegnoi organizzato proprio dal Prc.La nostra proposta di legge è stata condivisa e appoggiata da tantissimi lavoratori anche a Brescia.Il servilismo dimostrato verso le imprese anche dai partiti di centro sinistra,non aiuta certo tutti quei lavoratori che stanno perdedo il posto di lavoro.Perchè continuare a sostenere le aziende con soldi pubblici senza chiedere nulla in cambio?La richiesta di Prc di poter chiedere indietro i soldi alle multinazionali che delocalizzano per sfruttare manodopera a basso costo ci sembra legittima e responsabile.

mercoledì 3 febbraio 2010

Contro "il razzismo istituzionale"

SABATO 6 FEBBRAIO 2010

MANIFESTAZIONE PROVINCIALE

ore 14.30 P.zza della Loggia - Brescia -

Promossa dalle Associazioni Migranti di Brescia e Provincia

Le delibere razziste e xenofobe dei Comuni di Brescia, il bonus bebè ai soli nati da cittadini italiani, e l'offensiva somma di 400 euro per lasciare l'Italia, di Coccaglio con l'operazione White Christmas, di Trenzano con l'obbligo di parlare la lingua italiana, di Castelmella che assegna borse di studio ai soli figli di italiani hanno creato una situazione intollerabile per le decine di migliaia di migranti che vivono, lavorano nella provincia di Brescia. Ma non basta. Il "pacchetto sicurezza" varato dal governo che introduce il "reato di clandestinità" e la volontà di aprire un Centro di identificazione e Espulsione a Brescia mostrano come i migranti siano considerati cittadini di serie B, senza i diritti fondamentali. Tutto ciò lo abbiamo chiamato razzismo istituzionale.

Un razzismo molto pericoloso perché proviene dalle istituzioni che dovrebbero invece favorire la convivenza e le pari opportunità.

La crisi economica fa il resto, per noi si somma al razzismo che si sta diffondendo. Perdere il posto di lavoro significa per noi perdere il permesso di soggiorno e ritornare "clandestini".

Chiediamo il ritiro di tutte le delibere razziste dei Comuni nella provincia di Brescia. Il sostegno ai lavoratori migranti che perdono il lavoro e l'allungamento della durata del permesso di soggiorno in questo periodo di crisi. Il blocco degli sfratti per i licenziati e i disoccupati.

Sabato 6 febbraio scenderemo in piazza per mostrare quanto contano e sono importanti i migranti e le migranti per la provincia di Brescia. Sarà anche una tappa verso il 1° marzo, la giornata di sciopero degli immigrati, che vedrà una mobilitazione nazionale. Non andremo al lavoro, non manderemo i nostri figli a scuola, non faremo acquisti, chiuderemo i nostri negozi

Calendario Banchetti Arancia Metalmeccanica


- CELLATICA
Sabato 6 febbraio dalle 9.00 alle 12.00 in piazza San Giorgio
- VEROLAVECCHIA
Sabato 6 febbraio dalle 9.00 alle 12.00 in Piazza Mercato
- BRESCIA
Sabato 6 febbraio dalle 14.30 alle 18.00 in Largo Formentone (Piazza Rovetta)
- CHIARI
Domenica 14 febbraio dalle 9.00 alle 12.00 in Piazza Zanardelli
- GHEDI
Domenica 14 febbraio dalle 10 alle 12 in Piazza Roma