giovedì 24 dicembre 2009

Tra burocrazia e razzismo, l'allarme discriminazioni lanciato dalla Cgil.

È un vero e proprio allarme discriminazione quello lanciato dalla Cgil;
un invitoad alzare il livello di guardia, e possibilmente a mobilitarsi, contro i crescenti episodi discriminatori messi in atto dalle amministrazioni di alcuni comuni bresciani: le borse di studio riservate ai cittadini italiani di Castelmella, l'uso obbligatorio della lingua italiana a Trenzano, il tristemente famoso «White Christmas» di Coccaglio, l'accanimento burocratico contro gli immigrati a Ospitaletto, Villa Carcina e Montichiari, le restrizioni igienico-sanitarie imposte solo per alcuni edifici, abitati da immigrati, il fenomeno è in espansione, purtroppo. Siamo di fronte a una strategia politica ben precisa messa in atto dalla Lega nord; una strategia volta ad aumentare la tensione sulle tematiche dell'immigrazione e a raccogliere consensi».

ringraziamo il compagno Werner per le immagini.
Quando un'Amministrazione fa un'ordinanza che obbliga a tenere le riunioni pubbliche rigorosamente in lingua italiana, ci sono due strade: si può fare ricorso contro la burocrazia che nasconde intenti razzisti o si prende in giro, in modo giocoso, l'Amministrazione stessa.
La Cgil di Brescia ha deciso di percorrere entrambe le strade. E così, se nei giorni scorsi (insieme all'Asgi, Associazione studi giuridici sull'immigrazione) la Cgil ha annunciato il ricorso contro l'ordinanza dell'Amministrazione di Trenzano (e contro altre ordinanze discriminatorie a Castelmella e Montichiari).


Oggi pomeriggio mercoledì 23 dicembre 2009, ha promosso un brindisi multilingue nella piazza del municipio del paese della bassa bresciana. In tutto un centinaio di persone tra cui una trentina di immigrate residenti in paese per uno scambio di auguri in italiano, inglese, francese, arabo, albanese.
Il segretario della camera del lavoro Marco Fenaroli, prima degli auguri in multilingue, ha letto un brano in dialetto bresciano di un poeta di Brescia, che racconta le vicissitudini della sacra famiglia; da un assurdo censimento che ha fatto spostare di centinaia di km povera gente, al respingimento dal paese di queste persone perchè non benestanti, fino alla nascita di quel povero bambino nella stalla fredda. Maria e Giuseppe erano migranti perseguitati, Gesù era loro figlio.
In attesa di capire se in futuro potranno essere organizzati corsi di lingua inglese a Trenzano, una parte della delegazione della Cgil e dei partecipanti, si è recata poi a Desenzano, davanti ai cancelli della Federal Mogul, azienda del settore dell'automotive che a fine anno, secondo le intenzioni della multinazionale proprietaria, dovrebbe cessare l'attività, lasciando senza lavoro i 196 lavoratori e lavoratrici, e una parte invece, si è recata a Coccaglio, dove le donne marocchine auguravano buon Natale in piazza, servendo il The marocchino.
(alcuni passaggi, tratti dal sito della camera del lavoro)
Natale, un giorno (di Hirozaku Ogura)
"Perché/ dappertutto ci sono cosi tanti recinti?/ In fondo tutto il mondo e un grande recinto./ Perché/ la gente parla lingue diverse?/ In fondo tutti diciamo le stesse cose./ Perché/ il colore della pelle non è indifferente?/ In fondo siamo tutti diversi./ Perché/ gli adulti fanno la guerra?/ Dio certamente non lo vuole./ Perché/ avvelenano la terra?/ Abbiamo solo quella./ A Natale - un giorno - gli uomini andranno d’accordo in tutto il mondo./ Allora ci sarà un enorme albero di Natale con milioni di candele./ Ognuno ne terrà una in mano, e nessuno riuscirà a vedere l’enorme albero fino alla punta./ Allora tutti si diranno "Buon Natale!" a Natale, un giorno.

lunedì 21 dicembre 2009

Per Natale vogliamo altri regali: usiamo in maniera più utile 14 miliardi dei caccia F35!


Il super-caccia F35 costa di più... e anche Lockheed Martin dovrà pagare!

La Lochkeed Martin deve pagare parte dei costi maggiorati del programma F-35 Joint Strike Fighter di cui è capocommessa! Non si può rimanere in silenzio di fronte ad una crescita della spesa di 16,5 miliardi di dollari maggiore del previsto!" Chi dice questa parole?Chi lancia questi strali? Saranno dei pacifisti, dei disfattisti, degli anti-militaristi convinti? No, tutt'altro. Queste sono le parole pronunciate a più riprese da alti esponenti politici del Pentagono che, per la prima volta in un comparto così protetto come quello dell'industria militare, hanno fatto sapere di non poter più reggere il gioco al rialzo delle aziende. Soprattutto se condotto contemporaneamente a continui ritardi sulle tabelle di marcia. L'azienda, a capo del più grande progetto di sviluppo di armamento della storia a cui partecipa anche Finmeccanica tramite Alenia Aeronautica, si difende dicendo che i dati forniti dal Pentagono costituiscono il "peggior caso possibile tra le stime. In tutto questo come si colloca l'Italia, che è partner primario del progetto? Sembra che nulla tocchi il silenzio di tomba che è stato scelto sul tema dal nostro Governo, nonostante la mobilitazione in corso di Rete Disarmo e Sbilanciamoci (www.disarmo.org/nof35). Eppure queste ultime notizie confermano i dubbi espressi da tempo dalle associazioni disarmiste sui reali costi dell'operazione F-35 per il nostro paese: se addirittura il Pentagono si preoccupa di far pagare le spese in più alle industrie militari perché da noi non esiste alcuna riflessione seria in merito? E il nostro Governo continua a non dire perché, quando e quanti soldi andrà a sborsare per il super-caccia di nuova generazione (ma dai progetti e costi traballanti, come visto). Al posto di usare questi fondi per asili, scuole, sanità, prevenzione dei disastri naturali, occupazione, economia, ricostruzione dei luoghi terremotati...

domenica 20 dicembre 2009

Mi vergogno di essere Bresciano

Il video si commenta da solo!!

Presidio Hotel Vittoria

Pubblico alcune foto del presidio degli operai della Stefana di Nave e Ospitaletto davanti all'Hotel Vittoria di proprietà del Sig. Ghidini.Il presidio voleva far conoscere all'opinione pubblica la situazione degli operai della Stefana che dopo un anno di Cig sono stati messi per altri 12 mesi in Cigs a 850 euro mensili senza avere neanche un euro di integrazione salariale(come avvenuto nella altre aziende siderurgiche Bresciane).Questo presidio è solo l'inizio di un conflitto che si è manifestato all'interno delle fabbriche del Sig.Ghidini e con la quale la direzione dovrà misurarsi quando la ripresa dell'attività produttiva avrà bisogno della collaborazione degli operai.

Auguri a tutti gli operai del gruppo Stefana

sabato 19 dicembre 2009

Copenaghen flop

Impegni volontari e su base nazionale, senza verifica né scadenze. Il vertice si chiude con un accordo che delude le speranze del mondo.


Quando avranno inquinato l'ultimo fiume, abbattuto l'ultimo albero, preso l'ultimo bisonte, pescato l'ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche. (Toro Seduto)

Lavoro, il ritorno del mutuo soccorso

A Brescia raccolgono fondi per aiutare gli operai senza lavoro. In Emilia le casse di resistenza. Una risposta socialmente organizzata alla carenza di politiche nazionali. E il sabato sera si organizza la sagra del tortellino per auto-finanziarsi

di Antonio Fico

Per uno strano parallelismo della storia questa crisi, innescata da sofisticati meccanismi finanziari, sarà anche ricordata per il ritorno di forme di solidarietà antiche che sembravano relegate agli albori del movimento operaio. A 150 anni dall'esordio delle casse operaie – le prime società nacquero ai tempi della Prima Internazionale ed ebbero il loro apice nel 1904 con oltre 900 mila soci prima che il fascismo le mandasse in soffitta – a Brescia rilanciano il mutuo soccorso. Mentre in molte fabbriche i lavoratori in lotta stanno recuperando le vecchie casse di resistenza. In particolare in Emilia, storica roccaforte rossa, si moltiplicano nelle forme più spontanee i fondi istituiti dagli stessi lavoratori per sostenere quelli che presidiano le fabbriche.

Nella Leonessa d'Italia, di fronte ai morsi della congiuntura economica sfavorevole, che si annuncia ancora lunga e imprevedibile, l'idea di istituire un fondo per sostenere i lavoratori licenziati o in cassa integrazione, è stata lanciata dalla Cgil. Ma perchè ripescare dal pozzo della storia? “Abbiamo discusso a lungo su come dare un aiuto in modo organizzato – racconta Marco Fenaroli, segretario della camera del Lavoro – e ci siamo convinti che è l'unico modo per mantenere un legame con chi sta perdendo il posto di lavoro e il reddito, e rischia di rimanere solo. Il mutuo soccorso è una risposta socialmente organizzata, un secolo fa come oggi, alla carenza di politiche nazionali”.

A Brescia sono 60 mila i lavoratori in cassa integrazione a 700 euro al mese, e circa 30 mila i licenziati. Una situazione devastante che rischia di provocare un vero e proprio terremoto sociale. Da questa considerazione è partita l'iniziativa, che sta sortendo i primi frutti. Nel giro di un mese, la Camera del lavoro ha raccolto 50 mila euro, soldi provenienti per il momento dai dirigenti e dai quadri sindacali. “Abbiamo deciso inizialmente di autotassarci – spiega il segretario – 250 euro a testa per funzionario. Ci è venuto un aiuto anche da tutte le strutture territoriali e di categoria e presto partiremo con la raccolta nei mercati rionali, presso gli uffici pubblici”.

I soldi raccolti con la sottoscrizione di biglietti da 2,5, 5 e 10 euro (la Cgil ne ha fatti stampare 50 mila) saranno periodicamente girati alla Caritas che confezionerà pacchi da distribuire alle famiglie in difficoltà o usati per diffondere il microcredito. In poche settimane le richieste di prestiti hanno superato quota 350 e serviranno ai lavoratori per fara fronte soprattutto alle bollette, che divorano, in assenza di entrate, i magri bilanci familiari.

“Quello che sta accadendo – evidenzia Fenaroli – è che la gente sta risparmiando anche sulla luce e sul gas, il cui costo annuo varia tra gli 800 e i 1000 euro; fa sorridere amaramente l'epiteto di 'privilegiati' lanciato ai cassintegrati da qualcuno”.

Un altro aspetto di rilievo è che circa il 60 per cento delle richieste di finanziamento arriva da immigrati. Una risposta al razzismo della Lega, che qualche tempo fa lanciò la proposta di dare incentivi ai lavoratori stranieri che sarebbero tornati ai loro Paesi. “Sia chiaro – sottolinea Fenaroli – il muto soccorso non sostituisce le responsabilità dello Stato, che deve varare misure adeguate a questa crisi”.

Sono, intanto, molti i casi in cui i lavoratori promuovono le casse di resistenza. E' accaduto all'Ideal Standard. Ne hanno istituita una all'Agile, ex Eutelia, dove da quattro mesi i dipendenti sono senza stipendio, e alla Phonemedia, entrambe società controllate dalla Omega, al centro di una vicenda giudiziaria dai contorni poco chiari.

Ma è in Emilia che in modo diffuso molte fabbriche stanno rispolverando le casse di resistenza. A Reggio, in particolare la Spx, azienda di macchinari, 60 licenziati su 210 dipendenti, chi entra a lavoro versa un quinto del proprio stipendio ai lavoratori che rimangono a turno in presidio, e il sabato sera si organizza la sagra del tortellino per auto-finanziarsi. Così alla Tecnogas, dove ai 400 dipendenti che rischiano il posto danno una mano tra i fornelli delle cene di solidarietà i dirigenti e gli operai di altre fabbriche della provincia.

Il sociologo del lavoro Luciano Gallino sottolinea due aspetti del fenomeno: “E' un chiaro ritorno alle origini. Con questa crisi il sistema che era stato messo in piedi negli anni 70 ha mostrato limiti e problemi: dopo pochi mesi, le persone sono di fatto senza reddito. E così si riscoprono forme di solidarietà come la condividione degli orari o il mutuo soccorso. Vedo un aspetto positivo nel ritorno ad un sentimento collettivo dopo gli anni della solitudine e dell'individualismo, con cui si cerca di mitigare insieme ai propri anche i problemi degli altri”.

Da Rassegna.it



martedì 15 dicembre 2009

SIDERURGIA

La ripresa più volte sbandierata dal Governo, non sembra trovare riscontri nelle aziende Siderurgiche.La tabella contiene i dati raccolti sulla situazione della cassa integrazione ordinaria (numero settimane fatte, scadenza delle 52 settimane) di quella della CIGS e dei Contratti di Solidarietà nelle aziende Siderurgiche Italiane da sempre termometro della ripresa economica e lavorativa.

CONGRESSO CGIL

Verso il XVI congresso, sabato a Brescia la presentazione della mozione "La Cgil che vogliamo" con Gianni Rinaldini e Marco Fenaroli.

sabato 12 dicembre 2009

Il sindaco imbavaglia i circoli etnici «O parlate italiano o non vi riunite»

Trenzano e il suo Sindaco Andrea Bianchi proprio non se la sono sentita di rimanere fuori dalle cronache giornalistiche cosi si sono inventati una nuova ordinanza per apparire nelle cronache nazionali.L'ordinanza comunale che - come avvenuto per l'operazione «White Christmas» a Coccaglio, rischia di diventare un caso nazionale. Il sindaco Andrea Bianchi ha bandito l'uso delle lingue straniere durante i raduni di circoli e associazioni locali. Una misura che molti hanno già bollato come «ad personam» per un centro culturale islamico, gestito da una piccola comunità marocchina e attivo da qualche settimana a Trenzano. Il centro culturale, ironia della sorte, è stato realizzato in un immobile concesso in locazione da un ex assessore leghista, uscito burrascosamente dalla Giunta in carica lo scorso giugno. Poche settimane dopo l'inaugurazione del circolo, la Giunta di centrodestra ha sentito il bisogno di «di disciplinare le riunioni pubbliche o in luoghi aperti al pubblico da parte di associazioni, comitati o enti che perseguano scopi culturali, religiosi o politici». Il regolamento impone l'obbligo tassativo di tenere le riunioni esclusivamente in lingua italiana.
Oggi alle 16 è stato convocato un Consiglio comunale straordinario, con all'ordine del giorno una mozione presentata dalla maggioranza sulla «contrarietà alla costruzione di moschee e o centri culturali islamici nel comune di Trenzano»

Presido Antifascista

A brescia presidio antifascista contro Casapound

Ieri sera, promosso dalla rete antifascista, un centinaio di compagni hanno presidiato e manifestato contro l'associazione fascista casapountd.
ANTIFASCISMO E' ANCORA UN VALORE CULTURALE DA DIFENDERE!!!!!

giovedì 10 dicembre 2009

Casapound a Brescia vuol celebrare piazza Fontana appropriandosi del Chè


Domani 11 dicembre presidio in via Montesuello

Anche a Brescia Casapound, coloro che si autodefiniscono i "fascisti del terzo millennio", tenta di piantare le sue velenose radici.
Rifondazione Comunista aderisce al presidio indetto dalla "Assemblea antifascista bresciana" per le ore 19.00 di domani 11 dicembre in via Montesuello, ed invita tutti a partecipare. Scarica e diffondi il volantino

L'ACQUA NON E' PIU' UN BENE COMUNE!.....GRAZIE ALLA LEGA NORD.....


E' soprattutto la Lega ed il ministro Calderoli in particolare,che dobbiamo ringraziare,se con il Decreto Legge 09/09/2009,entrato in vigore il 9 novembre,la gestione dell'acqua passa nelle mani dei privati,e di quelle imprese multinazionali(spesso compartecipate da società con sede in paesi dei paradisi fiscali)come HERA/IRIDE/A2A/ACEA etc.
Nei prossimi anni e nell'immediato futuro,l'acqua bene essenziale,sarà sempre più un bene di grande valore,grazie allo spreco indiscriminato,che il nostro sistema di vita e il sistema economico capitalistico in generale ne fa.Sempre più,chi avrà a disposizione il "bene acqua" avrà potere,ECONOMICO nel disporne a suo piacimento per la vendita e POLITICO,per gestirlo in senso monopolistico.
Grazie a questo decreto,la gestione di un bene tanto necessario,sarà regolata dal tornaconto di pochi affaristi,e noi li pagheremo e ingrasseremo.
Gran parte dei cittadini ha sempre identificato la LEGA NORD,come un partito legato al bene dei territori,attento alle realtà locali e alla distribuzione"federalista"delle risorse.
NON E' PIU' COSI!! Calderoli firma la nostra condanna togliendo l'acqua ai poveri per regalarla ai ricchi.
In questo senso,ha imparato in fretta la lezione del suo amico Berlusconi,fare affari,fare businnes,fare soldi anche a scapito e alle spalle dei cittadini,della gente che lo vota e dei territori.
Questa è la regola che determina le scelte dei nostri governanti,e lo si vede in ogni loro decisione.Non ce n'è una che non faccia l'interesse di qualcuno di loro,dei loro gruppi imprenditoriali,quando non quella del Presidente del Consiglio stesso o della sua famiglia.E LA LEGA NORD IN QUESTO LI SOSTIENE!COSA FARE ALLORA?INDIGNARSI E' UN DOVERE!E' difficile per un cittadino cambiare le cose,ma ora la parola la dobbiamo passare ai SIndaci,al nostro Sindaco,perchè anche lui si indigni con noi e con noi si mobiliti in questa battaglia per riportare l'acqua ai cittadini.Ai Sindacati,ai giornali liberi,alle persone di cultura,perchè trovino la capacità di indignarsi anch'essi contro questo abuso.Perchè,prima di tutto,a partire dai comuni si faccia pressione per cambiare statuti,accordi e leggi affinchè si affermi che l'acqua è un bene pubblico,privo di interesse economico!

mercoledì 9 dicembre 2009

Calciopoli_tica

Vende il Milan per una squadra più forte

Si fanno sempre più insistenti le voci di una possibile cessione del Milan a personaggi Arabi(extracomunitari).
Il Cavaliere sarà Presidente ed allenatore della"Ghe pensi mi"una squadra più forte che gioca un 3-4-3 trasformabile in 5-6-4 all'occorrenza.

Titolari della squadra sono:
  • Portiere:Vespa pronto a parare qualsiasi siluro riesca a perforare l'aricgna difesa e capace di effettuare rilanci da Porta a Porta che diventano preziosi assist per i tre colleghi attaccanti;
  • Difensori:Ghedini,Dell'Utri,Pecorella;
  • Centrocampisti:Bondi e Bonaiuti per fare melina,affiancati da Brunetta e Capezzone per rompere il gioco avversario;
  • Attaccanti:Bel Pietro,Feltri e Arditti,capaci di sferzare bordate impressionanti.
Altra rilevante novità calcistica è il nuovo regolamento di gioco,predisposto dall'Avvocato Ghedini
che ha la facoltà di modificarlo di volta in volta anche a partita in corso.
Per evitare inutili discussioni,tutte le partite avranno come terna arbitrale Rossella,Minzolin e Fede;quarto uomo Alfano e raccatapalle Gasparri a destra e Cicchitto a sinistra,addetto ai palloni Rotondi.
La sicurezza negli stadi sarà garantita da ronde volontarie coordinate da Maroni e La Russa.

Tutto è stato democraticamente pianificato affinchè "vinca il migliore",il migliore che l'Italia ha avuto negli ultimi 150 anni.

Grazie a Angelo Bersini per la notizia.

martedì 8 dicembre 2009

Ripartiamo Insieme a Sinistra

La sinistra di alternativa, che fino a due anni fa poteva contare su un consenso elettorale del 12 per cento, è stata spazzata via per due motivi.
Perché partecipando al governo Prodi ha deluso le aspettative dei suoi elettori e perché la sua classe dirigente non è risultata credibile, poiché in questi anni ha prodotto solo abbandoni, scissioni e frammentazioni.
Che cosa è la Federazione della Sinistra se non il tentativo di capovolgere questa situazione? Da un lato, infatti, è stato elaborato un documento politico che definisce con chiarezza che la Federazione si muove su un piano di autonomia dal Pd, non si riconosce in un sistema bipolare e ritiene che ciò che serve in questo paese non sia una sinistra che guarda al centro, ma una sinistra che faccia opposizione dura al Governo e alla Confindustria. Dall’altro lato, finalmente, la Federazione unisce, getta le basi per la ricostruzione di una sinistra che abbia una massa critica minimamente significativa.
Il contrario delle scissioni di tutti questi anni. E se lavoriamo bene sono certo che questo può essere l’inizio di un ben più vasto processo riaggregativo.
E’ innegabile che tutte le scissioni che ha subito Rifondazione Comunista siano fallite: hanno indebolito il Prc, ma non hanno costruito nulla di significativo, anzi. Allora: una parte di quelle forze si stanno già rimettendo assieme nella Federazione, c’è posto anche per tutti gli altri!
Facciamo della Federazione la Linke italiana! Possibile che i nostri avversari riescano ad unire tutto per tenere in mano il potere e noi ci sbricioliamo in mille gruppetti?
Ti aspettiamo Sabato 12 Dicembre dalle ore 14 in Piazza V.Emanuele II a Cazzago San Martino.

Pimo:Il lavoro


Sabato 12 Dicembre dalle ore 14 in Piazza Vittorio Emanuele II a Cazzago San Martino banchetto con raccolta di firme per la campagna "Primo:Il Lavoro"promossa da Rifondazione Comunista.
Sarà anche l'occasione per avere informazioni sull'attività dell'amministrazione Comunale


lunedì 7 dicembre 2009

SBILANCIAMOCI!
Ecco i 5 modi per trovare 40 miliardi in funzione anti-crisi


Presentata la contro-finanziaria: stop a spese militari e Ponte. Tasse più eque e scuola pubblica
Riduzione delle spese militari, tassazione delle rendite, tassa patrimoniale e cancellazione di alcune grandi opere. Sono alcune delle «controproposte» per fronteggiare la crisi, finanziare e rilanciare l'economia «sulla base di un nuovo modello di sviluppo» lanciate dal Rapporto 2010 dalla Campagna «Sbilanciamoci!», in alternativa alla finanziaria e agli altri decreti anticrisi presentati nel 2009. Il rapporto è stato illustrato ieri nella sede della Provincia di Roma: 120 pagine, un elenco dei modi con cui reperire e investire le risorse in modo diverso, verso un nuovo modello di sviluppo sostenibile e di qualità. Quaranta miliardi da spendere in due anni per sostenere «un'economia diversa, al servizio della società e delle persone, non degli speculatori e degli inquinatori». Secondo il portavoce di «Sbilanciamoci!», Giulio Marcon, la finanziaria 2010 appare «vuota e sostanzialmente inutile di fronte alla crisi».

Social card, mini indennità ai precari disoccupati, credito alle famiglie per i nuovi nati, Robin Hood tax, bonus alle famiglie, tassi per i mutui al 4% e così via, sono per «Sbilanciamoci!» «tutte misure assolutamente simboliche ma presentate dall'ufficio marketing di Tremonti come importanti provvedimenti». «Sbilanciamoci!» propone invece un intervento pari all'1,6% del Pil del 2010 e allo 0,9% del 2011: 40 miliardi, coperti in parte da nuove entrate e da risparmi sulla spesa pubblica e in parte generati dal necessario indebitamento per far fronte alla crisi. Gran parte di questi 40 miliardi può essere trovata grazie alla riduzione delle spese militari, dalla tassazione delle rendite, da una tassa patrimoniale e dalla cancellazione di alcune grandi opere. Ci sono 5 modi per trovare i 40 miliardi.

In primo luogo accentuare la lotta all'evasione fiscale e politiche di giustizia fiscale. «In due anni - sottolinea il Rapporto - potrebbero entrare 8 miliardi di euro da alcune misure: innalzamento della tassazione delle rendite al 23%; aumento dell'imposizione fiscale al 45% per i redditi oltre i 70 mila euro e al 49% per i redditi oltre i 200mila; introduzione o accentuazione di una serie di tasse di scopo (Suv, diritti televisivi sullo sport spettacolo, porto d'armi, pubblicità)». La seconda proposta prevede l'introduzione di una tassa straordinaria e «una tantum» per i grandi patrimoni (sopra i 5 milioni di euro, il 10% più ricco della popolazione): con l'imposizione minima del 3 per 1000, si avrebbe un introito di 10,5 miliardi. La campagna propone quindi di puntare sulla riduzione delle spese militari. La sola cancellazione del programma di acquisizione del Cacciabombardiere Jsf produrrebbe un risparmio in 10 anni di ben 16 miliardi, mentre la riduzione del 20% delle spese militari, sempre in due anni, un risparmio di 6 miliardi di euro.

Rinunciare alle grandi opere, tra cui il Ponte sullo Stretto e le centrali nucleari, comporterebbe un risparmio di 3,5 miliardi in 2 anni. Il passaggio nella Pubblica amministrazione all'open source, porterebbe un risparmio di 4 miliardi in due anni. L'abolizione dei contributi alle scuole private un ulteriore miliardo e 400 milioni in 2 anni, da investire nell'istruzione pubblica.

Manifesto 02 10 09

venerdì 4 dicembre 2009

Brescia cattolica che ti succede?Caso Coccaglio e altro


Segnalo questa lettera scritta al Giornale di Brescia da Don Fabio Corazzina,pubblicata nell'adizione odierna che invita a riflettere su quanto stà succedendo nella nostra provincia.

Cara Brescia cattolica, fammi un po' capire quello che ti sta accadendo: 700 missionari sparsi per il mondo ad annunciare e testimoniare il Vangelo, tra le prime diocesi d'Italia per il numero di adozioni a distanza di seminaristi, 800 sacerdoti, 5 istituti missionari più diversi istituti religiosi aventi missioni, le adozioni a "distanza" proliferano in ogni associazione, più di 150 associazioni-onlus impegnate per la cooperazione nei paesi del sud del mondo (con forme e modalità diverse), 150 gruppi missionari nelle parrocchie che fanno informazione, formazione e raccolgono fondi per i fratelli del sud del mondo, Banca etica fa la sua parte, il Commercio equo e solidale ha raggiunto i 29 negozi, 7 ONG da anni operano per il sud del mondo... e potremmo continuare. Non manca certo l'attenzione agli ultimi, ai poveri, agli "altri".
"Senza Verità, senza fiducia e amore per il vero, non c'è coscienza e responsabilità sociale, e l'agire sociale cade in balia degli interessi privati e di logiche di potere, con effetti disgregatori sulla società, tanto più in una società in via di globalizzazione, in momenti difficili come quelli attuali" (Caritas in veritate, 5)
La verità è che c'è qualcosa che non funziona al di là di questa luminosa facciata e di questa gloriosa storia. Siamo sempre stati in grado di far coabitare virtuosamente diavolo e acqua santa. Infatti siamo tra i primi produttori e commercianti di armi al mondo e non se ne può parlare. Cresce, anche nelle nostre parrocchie e fra i preti e religiosi, una cultura leghista ben lontana dal vangelo (si raccolgono firme per difendere il crocifisso, brandendolo come una spada e urlando "nessuno potrà mai privarci dei nostri simboli, della nostra storia e della nostra identità": che tristezza e che vergogna!). Dilaga la violenza verbale, culturale e aumentano i gesti di avversità contro gli stranieri ( ci mancava pure l'ultima trovata del CIE - Centro di Identificazione e Espulsione - che non renderà Brescia più sicura ma certamente più conflittuale). Continuiamo a maltrattare l'ambiente in cui viviamo e privilegiamo logiche di cementificazione e di inutile inquinamento o l'idea di guadagnare su tutto privatizzando ciò che spetta a tutti (vedi l'acqua).
Consumiamo, pro capite, 25 volte più di un abitante dei paesi del sud del mondo. Tolleriamo (e votiamo) leggi apertamente ingiuste e inique. Dimentichiamo la coscienza pur di intrupparci in logiche di potere e di partito. Ci lamentiamo della chiesa e dei vertici (giustamente), per i loro silenzi e connivenze, ma non sappiamo vivere una sincera, libera e adulta vita di fede nell'economia, nella politica, nell'educazione. Chiediamo privilegi che non riconosceremo mai ad altri. Inneggiamo al Papa e poi prepariamo delibere che calpestano la dignità della persona e i diritti umani.
I fatti di Coccaglio e di Rovato ci turbano e ci interrogano. Ci turba la violenza gratuita e insensata contro due giovani tanto quanto l'odio e la violenza che cresce dentro le nostre comunità. 4 manifestazioni in 4 giorni e totale incapacità di dialogare e lavorare insieme per il bene comune. Chiedere giustizia e legalità non ci esime dal coraggio dell'ospitalità e dell'accoglienza. Chiedere sicurezza e meno violenza non ci esime dalla valutazione della mole di violenza che noi abbiamo seminato nel mondo e stiamo seminando nel nostro mondo. Chiedere attenzione alla famiglia non cancella la responsabilità di espellere famiglie intere in nome di leggi fatte dal centrosinistra o di un pacchetto sicurezza scandalosamente ingiusto (il sindaco di Coccaglio avrà formalmente ragione ma la formalità del rispetto delle leggi in questo caso e in molti altri non si coniuga più con la libertà di coscienza e il bene dell'uomo). Chiedere identità significa fare seriamente il punto sulla qualità della nostra vita e scelta cristiana, di singoli e di comunità. Se le destre e le sinistre che in questi giorni hanno innegggiato al crocifisso e al bianco Natale, se chi vuole mettere la croce sulla bandiera italiana si fermassero a leggere e vivessero il Vangelo nulla di questo sarebbe accaduto. Intanto le comunità cristiane balbettano, o tacciono.
Ci domandiamo cosa abbiamo da perdere e perchè abbiamo così tante paure. Ci domandiamo perchè le nostre comunità si sono incattivite. Ci domandiamo perchè, anche nei nostri consigli pastorali e fuori dalle chiese, in paesi a maggioranza cattolica, è più facile sentire una bestemmia piuttosto che una parola di speranza. Ci domandiamo perchè sia rilanciato un cattolicesimo che cerca poltrone e potere piuttosto che uno stile di vita libero, povero e in dialogo costante con il mondo (vi consigliamo di leggere le due interviste a Cesare Trebeschi e a Graziano Tarantini su Bresciaoggi del 7 novembre 2009 per capire cosa c'è in gioco).
Siamo invece certi che Gesù ci chiede di stare con gli ultimi, di servire e non farci servire, di scegliere Dio e non il denaro, di costruire pace e nonviolenza, di essere benedizione e non maledizione. Buoni, liberi, poveri e coraggiosi compagni di viaggio per questo mondo che chiede incontro e non censure e chiusure.
A quando un discernimento veramente comunitario?
Don Fabio Corazzina(Parroco S. Maria In Silva Brescia)

giovedì 3 dicembre 2009

Il TAR annulla l'autorizzazione sulla Bonfadina


Con sentenza del 01/12/2009 il TAR di Brescia ha annullato l'autorizzazione all'escavazione sulla cava Bonfadina.Qui trovi il testo integrale

In soldoni la sentenza dice che la Regione ha quadruplicato l'ambito estrattivo rispetto alla proposta provinciale che era di 400.000 mc.

Il Comune di Rovato doveva essere riconvocato e risentito per vedere come la pensava rispetto a questo quadruplicamento. La Regione ha invece autorizzato senza riconvocare il comune.
Pena, l'annullamento dell'autorizzazione all'escavazione.
Freno subito i cittadini dai facili entusiasmi. Regione, Provincia e privato potranno ricorrere al Consiglio di Stato e lì si vedrà come la pensano. Vi ricordo infatti che il Consiglio di Stato aveva già annullato la sospensiva imposta dal TAR di Brescia nel corso della primavera del 2008.Possiamo solo dire che le motivazioni addotte dai Comuni negli atti portati presso il TAR non erano campati in aria come qualcuno credeva che fossero.

Grazie a Angelo Bergomi

mercoledì 2 dicembre 2009

IL NATALE BIANCO CHE INSULTA TUTTI NOI

A proposito di razzismo,xenofobia,intelleranza e quant'altro stà succedendo nei paesi della Franciacorta in particolare,ma in tutto il paese in generale vi invito a leggere questa bella lettera della regista Francesca Comencini pubblicata da Repubblica.

Repubblica — 19 novembre 2009
Caro direttore, leggo sui giornali dell' operazione "White Christmas", messa in atto dal sindaco di Coccaglio, che consiste nell' individuare, casa per casa, tutte le persone straniere non in regolae cacciarle, in vista del Natale. La notizia mi colpisce, non solo per l' idea di accoglienza, di cittadinanza e di cristianità che la sottende, ma anche perché Coccaglio è il luogo dove riposano i miei nonni, Cesare Comencinie Mimì Hefti Comencini. Per loro mi sento in obbligo di scrivere questa lettera. Mia nonna, figlia di una famiglia svizzera tedesca, si innamorò di mio nonno Cesare e per sposarlo dovette combattere contro tutti i pregiudizi di cui gli italiani erano vittime nel suo paese. Gli svizzeri tedeschi non amavano gli italiani, li consideravano sporchi, primitivi, ne avevano paura, al massimo li impiegavano nelle loro fabbriche o per pulire le loro case. Ma mia nonna non cedette, si sposò con il suo Cesare e venne a vivere in Italia. Mio nonno era di origini modeste, ma con molti sacrifici era riuscitoa laurearsi in ingegneria. Tuttavia in Italia non riusciva ad assicurare una vita sufficientemente degna a sua moglie, e ai loro due figli che nel frattempo erano nati, mio padre, Luigi, e suo fratello Gianni. Vivevano a Salò, dove gli affari andavano molto male. Un giorno mio nonno decise di emigrare in Francia, aveva sentito che lì si compravano terre a basso prezzo, perché i francesi abbandonavano la campagna, e per ogni due francesi c' era un italiano. Così partirono. La loro vita in Francia non fu facile, i miei nonni, poco esperti dei lavori agricoli, dovettero imparare tutto. Nel suo libro, "Infanzia, vocazione e prime esperienze di un regista", mio padre racconta: «Ora riesce difficile immaginare com' era la nostra vita nelle campagne del Sud-ovest francese. Non avevamo né luce, né acqua corrente. Ma avevamo il pianoforte. Ogni sera, dopo cena, mio padre sedeva in poltrona, e, cullato dalla musica di mia madre, lentamente sprofondava nel sonno». A scuola, mio padre, che quando arrivò in Francia aveva sei anni, veniva sempre messo da solo all' ultimo banco, e regolarmente chiamato "Macaroni", come in Francia venivano chiamati gli immigrati italiani. Fu mio nonno Cesare a soffrire più di tutti per la lontananza dall' Italia. Mio padre ricorda che si era costruito una radio a galena, che tutte le sere si ostinava a cercare di far funzionare. Quando mio nonno si ammalò iniziò a dire «non voglio morire in Francia, non voglio morire in Francia». Così mia nonna lo riportò a casa, in Italia, da suo fratello, a Coccaglio. Fu sepolto nel piccolo cimitero di Coccaglio, dove molti anni dopo lo raggiunse mia nonna, che dopo la sua morte era rimasta a vivere in Italia, a Milano. I miei nonni sapevano cos' è lasciare il proprio paese per poter lavorare, cos' è essere stranieri, sapevano cos' è la dignità da salvare, per sé e per i propri figli. Al funerale di mia nonna ricordo che mio padre lesse quel brano del Vangelo secondo Matteo in cui Gesù dice "Ama il prossimo tuo come te stesso". Mia nonna era credente a modo suo, di religione Valdese. Ricordo un giorno, un venerdì santo, era venuta a trovarci a Roma per Pasqua, e io la trovai in camera sua, che piangeva piano e quando le chiesi perché mi rispose, asciugandosi in fretta gli occhi con il fazzoletto che teneva sempre nella manica del suo golfino: «Penso a Gesù, a come doveva sentirsi solo e impaurito nel giardino di Getsemani». I miei nonni riposano nel cimitero di Coccaglio, che non è solo la casa di chi provvisoriamente ne amministra il comune in questi anni, ma è stata anche la loro, e quindi ora è un po' la mia e di tanti altri, che, come me, discendono da chi ha dovuto lasciare l' Italia per lavorare, con fatica, dolore, umiliazione. E sono sicura che i miei nonni, se potessero alzarsi e sorgere dalla memoria, condannerebbero chi ha osato inventare l' operazione "White Christmas". A nome loro, tramite queste righe, lo faccio io.
FRANCESCA COMENCINI

I lavoratori Stefana: «La cassa integrazione non basta»


La manifestazione dei dipendenti Stefana ieri a Brescia
Hanno manifestato ieri mattina in via X Giornate a Brescia, proprio davanti all’ingresso dell’hotel Vittoria, di proprietà di Giampiero Bosco Ghidini. Sono i lavoratori della Stefana di Nave e Ospitaletto, acciaieria guidata sempre da Bosco Ghidini. La protesta è stata organizzata dalle Rsu aziendali e dalla Fiom Cgil, dopo il mancato accordo sindacale per un’integrazione aziendale degli importi di cassa integrazione straordinaria.
La Stefana, infatti, ha chiesto la cigs per i prossimi dodici mesi, per 500 addetti su 744. «Tuttavia - spiega un comunicato della Fiom - mentre nelle altre aziende siderurgiche bresciane, per affrontare la crisi, sono stati raggiunti accordi importanti con il sindacato, utilizzando strumenti che hanno consentito di garantire ai lavoratori un salario dignitoso, la Stefana ha scelto di non concordare niente con il sindacato, lasciando i lavoratori con la sola erogazione salariale prevista dall’Inps, pari a 850 euro al mese».
I dipendenti dell’azienda, davanti all’hotel bresciano, hanno così chiesto la solidarietà ai cittadini, spiegando che la sola cassa non può bastare per vivere. «La crisi - continua la nota sindacale - ha già comportato una decurtazione rilevante degli stipendi di questi lavoratori e gli altri duecento dipendenti del gruppo Stefana, ex Profilati Nave, con stabilimenti a Montirone e Nave, sono coinvolti dalla cassa ordinaria».
Sindacato e lavoratori, che hanno iniziato ieri un percorso di lotta che continuerà nelle prossime settimane, chiedono all’azienda di ricorrere ai contratti di solidarietà o di integrare la cassa integrazione. Ma, per ora, non sono arrivate risposte convincenti dai vertici del gruppo.

Dal Giornale di Brescia 29 Novembre 2009

lunedì 30 novembre 2009

Manifestazione a Coccaglio

Non avendo potuto partecipare alla manifestazione di Coccaglio vi rimando al sito di Leonardo per le notizie e tutte le fotografie.

mercoledì 25 novembre 2009

martedì 24 novembre 2009

A Coccaglio "united colours of Christmas"

COCCAGLIO

SABATO 28 NOVEMBRE 2009

ORE 14.30

STAZIONE FS

MANIFESTAZIONE:

UNITED COLOURS OF CHRISTMAS!

La giunta leghista di Coccaglio offre ai lavoratori licenziati, cassintegrati, delocalizzati la soddisfazione di avere un Natale da bianchi. Rifondazione Comunista presenta le sue proposte concrete a difesa dei lavoratori e vuole un Natale felice per i lavoratori di tutti i colori.

Tutti i compagni sono invitati a trovarsi in Federazioe sabato 28 novembre alle ore 13.45 per partire insieme alla volta di Coccaglio.

Scarica e diffondi il volantino

martedì 24 novembre 2009

Vittoria della Fiom

Comunicato stampa

Oggi 23 novembre 2009, la prima sezione penale della corte di appello di Brescia, ha respinto l’impugnazione della sentenza del 13 maggio 2005 che condannava Locatelli Luigi, responsabile della sicurezza del lavoro in Feralpi Siderurgica Spa, per l’infortunio mortale di Jamal Eddine. Con la sentenza di oggi il responsabile della Feralpi è condannato alla pena di un anno di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali. Nella sentenza di appello inoltre viene riconosciuta la domanda di risarcimento del danno introdotta dalla Fiom Cgil di Brescia che si era costituita parte civile. Nel processo di primo grado il giudice aveva accolto la costituzione di parte civile della Fiom Cgil ma aveva rigettato la domanda di risarcimento. Il giudice in appello riconosce alla Fiom Cgil anche il risarcimento del danno. L’infortunio mortale di Jamal Eddine, addetto alla laminazione e deceduto 11 novembre 2002 trova, con la sentenza di oggi, giustizia anche nelle aule del tribunale. Jamal stava intervenendo per un incaglio durante una fase della lavorazione della vergella, ed era stato investito da un improvviso rotolamento del filo che gli aveva procurato la morte immediata per decapitazione.

Il Pubblico Ministero aveva chiesto per il rappresentante della Feralpi la condanna a tre anni di reclusione; con la sentenza di oggi si conclude un iter processuale di primo e secondo grado e conferma la condanna penale a un anno di reclusione.

La Fiom Cgil riafferma la scelta fatta di costituirsi parte civile in caso di infortuni mortali sul lavoro. La presenza del sindacato nel processo garantisce tutti i lavoratori ed è uno strumento concreto per migliorare la sicurezza nelle fabbriche.

Il risarcimento del danno che il giudice oggi riconosce, pari a 5.000 €uro, sarà destinato a sostegno della lotta dei lavoratori della Rothe Erde, la fabbrica bresciana della Thyssen krupp dove l’incuria dell’ azienda provocò nel dicembre del 2007, una strage che costò la vita a 7 lavoratori e per i quali non si è ancora ottenuta giustizia.

Segreteria Fiom Cgil

domenica 22 novembre 2009

"UNITED COLOURS OF CHRISTMAS"

"UNITED COLOURS OF CHRISTMAS"è il titolo che che si è dato per la manifestazione di Sabato 28 Novembre a Coccaglio.Una partecipata riunione al Circolo 28 Maggio ha deciso all'unanimità una serie di iniziative, cominciate oggi con un volantinaggio e una presenza davanti al Municpio di Coccaglio in concomitanza con la diretta televisiva della rete mediaset sulla vicenda che in questi giorni occupa i media.Mercoledì alle ore 18 ci sarà la presenza al Consiglio Comunale e Sabato 28 la manifestazione.
L'operazione White Christmas, lanciata in grande stile dall'amministrazione comunale di Coccaglio e benedetta dai vertici della Lega.L'operazione messa in campo dalla nuova giunta ha creato molto scompiglio e imbarazzo tra i cittadini,che hanno da sempre convissuto pacificamente con gli immigrati presenti sul territorio.La manifestazione partirà dalla stazione F.S. alle ore 14,30 Sabato 28 Novembre sfilando per le vie del paese per dire NO alla forma di Apartheid che si stà instaurando neon solo a Coccaglio ma in altri paesi limitrofi.
Hanno aderito alla manifestazione:
Sportello Immigrati Cgil-Centro Sociale 28 Maggio-Rete Antifascista Provinciale di Brescia-Gruppo Tutela Ambiente-G.P.L. Cazzago San Martino-Sinistra di Gussago-Gruppo DOnne Immigrate-Rifondazione Comunista,Federazione di Brescia-Altre Voci-Coordinamento della Sinistra di Cazzago S.M.-Ass.Migranti di Coccaglio-Sinistra Critica-Rete 28 Aprile-Ass.Antirazzista 3 Febbraio-Socialismo Rivoluzionario-Comitato Solidale e Antirazzista "Gli amici di Oriella"Ass.Nazionale di Solidarietà Sri Lanka/Italia-Ass.Diritti Per Tutti di Brescia-S.D.M.-COBAS-Centro-sinistra di Capriolo-Forum Marocchino per l'integrazione in Italia-CGIL "CF GOMMA"-Donne della Franciacorta-Ass.Terre UNite-Radio Onda d'Urto-Centro Sociale Magazzino 47-Ass.Integrazione Culturale-ARCI ragazzi Brescia.

venerdì 20 novembre 2009

Mario Placanica, il bravo carabiniere ?


Mario Placanica, l'ex carabiniere accusato e poi prosciolto per la morte di Carlo
Giuliani durante il G8 di Genova, è indagato dalla procura di Catanzaro per violenza
sessuale su minore e maltrattamenti.

giovedì 19 novembre 2009

Stefana Ospitaletto

Speriamo che la vignetta di Vauro sia da sprono per gli operai della Stefana, pesantemente colpiti dalle scelte fatte dal Sig.Ghidini, che ha scelto di mettere 500 operai in Cigs a partire dal 16 Novembre,senza riconoscere nessuna integrazione salariale come avvenuto in tutte le altre realtà siderurgiche Bresciane.La scelta fatta è chiara e inequivocabile.Colpire il sindacato all'interno degli stabilimenti di Nave e Ospitaletto.
Nelle Assemblee che verranno svolte Sabato nei siti produttivi verranno illustrate le proposte di "Lotta"che intendiamo intraprendere, per contrastare in tutti i modi le scelte dell'amministrazione.
Grazie a Vauro per la vignetta

White Christmas. A Coccaglio il razzismo toglie il velo

In provincia, si sa, la politica non conosce i bizantinismi del “palazzo”. In provincia non c'è bisogno di nascondersi dietro il politicamente corretto: il razzismo e la discriminazione, quando ci sono, si offrono senza veli. Nel tempo di crisi e di emergenza sociale e politica che stiamo vivendo, la repressione nei confronti delle classi sociali più deboli può ormai fare a meno di mascherarsi dietro la paranoia securitaria: lavoratori in lotta, studenti e soprattutto migranti possono essere colpiti in quanto tali, senza troppe attenzioni e riguardi nei confronti di quel che resta dell'opinione pubblica. Devono avere pensato qualcosa di questo genere i leghisti Franco Claretti e Claudio Abiendi, rispettivamente sindaco e assessore alla sicurezza del comune bresciano di Coccaglio, quando hanno architettato l'ultimo provvedimento razzista che arriva dalla profonda provincia settentrionale. Il nome scelto, “White Christmas (Bianco Natale), dice già molto sulla natura dell'iniziativa. Purtroppo, dietro al semplice nome che di per sé evoca scenari da supremazia bianca – e in tempi in cui anche in Italia si fonda una sezione del Ku Klux Klan, c'è poco da scherzare al riguardo -, c'è ben di peggio: oltre le intimidazioni, oltre la schedatura, a Coccaglio per i migranti si è infatti deciso di passare direttamente al rastrellamento di massa. Dal 25 ottobre al 25 dicembre (da qui la malsana scelta del nome “White Christmas”), ai vigili urbani del centro dell'Ovest bresciano è stato dato mandato di passare in rassegna le abitazioni di circa 400 cittadini migranti residenti in paese, ufficialmente avvisati in precedenza dalla solerte Amministrazione tramite una lettera. Tutti i migranti devono dimostrare ai vigili, carte alla mano, di avere il permesso di soggiorno. Quelli che hanno i documenti scaduti o in scadenza, o che attendono i tempi biblici dei rinnovi imposti dalla burocrazia italiana, devono in subordine dimostrare di aver avviato le pratiche per il rinnovo. "Altrimenti - dice il sindaco Franco Claretti - la loro residenza viene revocata d'ufficio". Niente residenza, niente servizi di alcun genere, né per loro né per i loro famigliari. Fin qui, l'iniziativa xenofoba e discriminatoria della giunta Lega – PdL di Coccaglio: una mossa odioisa che rientra però nel novero di provvedimenti di tenore simile presi qui e là da molti primi cittadini del Nord Italia. Prendendo spunto dai big nazionali, le Amministrazioni locali cercano infatti di scaricare i pesantissimi costi economici e sociali della crisi ricorrendo all'armamentario di paure e fobie che giorno dopo giorno ogni cittadino sperimenta sulla propria pelle. “White Christmas”, però, non è solo questo. Rappresenta infatti un salto di qualità nelle politiche della destra nostrana. Per capirlo non servono particolari analisi sociologiche: basta affidarsi alle parole degli stessi amministratori leghisti. Per giustificare “White Christmas”, infatti, il sindaco di Coccaglio Claretti non strumentalizza fatti di cronaca o situazioni di disagio evidenziate dai cittadini: “Da noi – sottolinea quasi con orgoglio il primo cittadino leghista – non c'è criminalità. Vogliamo soltanto iniziare a fare pulizia". Ma perchè proprio “White Christmas”? “Perchè - gli fa eco l'assessore alla sicurezza, Claudio Abiendi – per me il Natale non è la festa dell'accoglienza ma quella della nostra tradizione e della nostra identità”. Semplice, chiaro ed efficace. I circa 1500 migranti residenti a Coccaglio, su un totale di 8mila abitanti, non creano problemi specifici: sono un problema. Perchè sono migranti, non sono cristiani, non sono – in molti casi – nemmeno particolarmente “white”. E fa niente se il parroco locale, don Giovanni Gritti, boccia come “inappropriato” l'accostamento fra il provvedimento xenofobo e il Natale. "La nostra parrocchia - ricorda don Gritti - in ogni caso è un luogo di accoglienza, dove tutti possono rivolgersi". E fa niente, per Lega e PdL, che molti fra i cittadini raggiunti telefonicamente in maniera casuale nella giornata di ieri da Radio Onda d'Urto abbiano espresso più di una perplessità sul provvedimento. Lo schema applicato a Coccaglio è infatti lo stesso che diversi amministratori del Carroccio applicano nell'ovest bresciano da metà anni Novanta in poi. A Rovato, l'ex primo cittadino Roberto Manenti organizzava ronde già 15 anni fa, prima di essere espulso dalla Lega perdendosi poi fra movimenti di estrema destra e guai giudiziari. Ad Adro, Oscar Lancini ha proposto taglie da 500 euro per quei cittadini che avessero denunciato “i clandestini”. A Chiari, il sindaco-senatore-cavaliere del Lavoro Sandro Mazzatorta come primo atto amministrativo, nel 2004, ha pensato bene di chiudere lo Sportello Stranieri, un progetto intercomunale di aiuto e integrazione sovvenzionato dalla Regione Lombardia. Forte della copertura istituzionale fornita dai vertici del Carroccio (“White Christmas” fu annunciata a fine ottobre durante una riunione milanese fra primi cittadini lombardi e i leader padani), la Lega ha quindi deciso di alzare la posta. Eppure, anche nell'ovest bresciano, gli anticorpi non mancano: già questa sera (ieri per chi legge) a Coccaglio la lista civica di sinistra “Coccaglio Viva” ha organizzato una prima riunione per discutere il da farsi, mentre il centro sociale “28 Maggio” della vicina Rovato annuncia iniziative al riguardo. Occorre però rimboccarsi presto le maniche. Finchè c'è ancora tempo.

Liberazione 19/11/2009

ALFA ARESE, LA FIAT NON RITIRA I TRASFERIMENTI

MILANO, 18 NOV - La Fiat non ha accolto la richiesta dei sindacati di ritirare la procedura di trasferimento per 232 lavoratori di Arese. Lo afferma Corrado Delle Donne, sindacalista dello Slai Cobas, dopo l'incontro tra i rappresentanti della Fiat e i sindacalisti.Di fatto si configura la chiusura del Centro stile e progettazione a cui seguira' quella di Powertrain col trasferimento anche del call center e quindi l'abbandono definitivo - temono i sindacati - dell'Alfa Romeo di Arese.''. ''La chiusura dell'Alfa - spiega Corrado Delle Donne dello Slai-Cobas - e' uno sfregio per tutta Milano, l'Alfa Romeo e' stata regalata alla Fiat a suon di tangenti, e Torino, dopo aver incassato 2 mila miliardi per Arese a fondo perduto vuole chiudere tutto, toghe rosse cercasi''. Secondo Delle Donne ''al danno si aggiunge la beffa, perche' Fiat se ne va da Arese ma lascia a comandare l'area un suo ex manager, Luigi Arnaudo''. Davanti alla sede di Assolombarda e' stata posata la riproduzione di un bonifico da 4 miliardi di lire eseguito l'11 marzo 1992 da Credito Italiano alla Banque Internationale de Luxembourge a favore del cliente 'Gabbiano'. ''Quel Gabbiano - ha spiegato Delle Donne - era Bettino Craxi e l'assegno fu staccato da Cesare Romiti perche' l'Alfa venisse ceduta alla Fiat anziche' alla Ford''.I lavoratori dell'Alfa Romeo di Arese lanciano un appello anche a ''senatori e parlamentari leghisti: dove siete anche qui e' Padania''.

Slai Cobas Arese

mercoledì 18 novembre 2009

Lombardia: si parla di "riforma" della legge elettorale, ma è un affare privato tra gruppi di potere.


Le notizie che trapelano sulle modifiche della legge elettorale regionale a pochi mesi dalle elezioni, dimostrano una volta di più ormai le istituzioni sono affare privato di gruppi di potere. Con un occhio alla spartizione delle poltrone fra Lega Nord e Pdl, ecco che la legge di “riforma” sembra fatta.Non si sta pensando, infatti, di cambiare le cose in modo da dare più potere democratico ai cittadini, ma di eliminare, con lo sbarramento al 4%, quella sinistra che seppur divisa è l’unica opposizione al modello Formigoni, alla Lega Nord, alla spartizione della cosa pubblica, all’intreccio affari-politica, alla devastazione ambientale in Lombardia.Mentre Bersani parla di fine dell’autosufficienza, di alternativa e non di alternanza, in Lombardia il Pd fa esattamente il contrario. Atteggiamento ancor più grave se si considera che la destra incorpora anche le fazioni fasciste e naziste. In questo senso, lo sbarramento sembra servire al solo Pd.Evidentemente le esperienze recenti non hanno insegnato niente. Forse il Pd vuole le mani libere per continuare senza problemi un’opposizione di facciata a Formigoni e, sotto sotto, intrecciare accordi e inciuci. Critiche pesanti in questo senso sono venute dall’interno stesso del Partito democratico: aree Franceschini e Marino. E’ questo, ciò per cui ha votato il popolo delle primarie? E L’IdV, con cui partecipiamo al No-B-Day del 5 dicembre a Roma, accetta questa logica trasformista?Al contrario, la crisi sociale ed ambientale,la crisi democratica provocata dalla gestione Formigoni, la questione morale che è ritornata prepotente nella Milano di tangentopoli, richiedono un cambiamento, una svolta.È questo cambiamento che noi continueremo a proporre, a partire dalla sinistra. La cancellazione della sinistra dal Consiglio regionale sarebbe una cosa grave. È tempo di porre fine a una stagione troppo lunga di divisioni, e avere il coraggio, lo spirito di servizio, l’umiltà dell’unità.
Dichiarazione di Ugo Boghetta, segretario regionale Prc-Se

Tensione alla Rothe Erde di Visano

Nella mattinata di oggi 17 novembre davanti al presidio della Rothe Erde - Metallurgica Rossi in sciopero ormai da 4 settimane per la scelta folle dell’azienda di procedere a 45 licenziamenti, si sono presentati un gruppo di impiegati e alcuni lavoratori accompagnati dalle forze dell’ordine con il chiaro intento di forzare il presidio.

La cosa grave era la presenza alla testa di questo corteo di lavoratori, di una quindicina di persone definite, non si sa bene a quale titolo, vigilantes e che avevano il chiaro obiettivo di intervenire fisicamente sui lavoratori che partecipavano al presidio.

Grazie all’estrema serietà e alla ragionevolezza di tutti i lavoratori presenti al presidio, la Fiom e il rappresentante della questura hanno lavorato per trovare una mediazione che aprisse un tavolo di confronto con l’azienda.

La mediazione trovata prevedeva la convocazione di un incontro nel tardo pomeriggio alla presenza della direzione aziendale, della questura e della Fiom, e l’impegno di tutte le parti ad evitare forzature fino allo svolgimento dell’ incontro.

Nonostante gli impegni presi, un gruppo è entrato da un cancelletto di una abitazione privata confinante con l’azienda, raggiungendo i reparti produttivi.

Con questa azione pensiamo, che coloro che a parole si dichiarano solidali con i colleghi licenziati, e che da giorni tentano ripetutamente di forzare il presidio, hanno compiuto una azione estremamente vergognosa mettendo a repentaglio la possibilità di iniziare una trattativa sindacale.

I lavoratori che da giorni partecipano e sostengono il presidio e i loro colleghi licenziati, hanno dato una dimostrazione di serietà, evitando che la situazione potesse degenerare e confermano insieme alla Fiom lo sdegno per una azione vigliacca verso tutti coloro, licenziati e no, che vedevano nello sforzo per avviare una trattativa, un segno di distensione tra le parti.

Fiom Brescia

Bersani-Franceschini

Il PD non si smentisce mai.Dopo Franceschini è arrivato Bersani ma l'ambiguità della politica del PD rimane la stessa e il popolo di una parte della Sinistra deve fare affidamento su un partito di destra come Idv per scendere in piazza.

ROMA - ''Il 5 dicembre dobbiamo scendere tutti in piazza contro un governo che fa le leggi solo per se' e per la sua lobby piduista''. Lo ha detto il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, nel corso della manifestazione a Roma in favore della Eutelia. ''Non capisco - ha proseguito, riferendosi al Pd - chi dice che non scendera' in piazza perche' questa manifestazione non l'ha organizzata lui. A loro dico: toglietevi quel cappello da primi della classe e venite in piazza come tutti noi"

''Noi facciamo le nostre manifestazioni. Noi, lezioni di antiberlusconismo, non le prendiamo da nessuno''. Lo ha detto il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, a margine della manifestazione in favore dei lavoratori Eutelia, a Roma, replicando alle critiche mosse da Antonio Di Pietro in merito alla posizione del Pd sul 'No Berlusconi day'. ''Il piu' antiberlusconiano - ha aggiunto - sara' quello che riesce a mandarlo a casa, non quello che grida di piu'. Lezioni di quel genere - ha ribadito - a noi non ne fanno. Dopodiche', se si ragiona, se le parole d'ordine sono accettabili, certamente non c'e' una proibizione ad andarci ai militanti del Pd. Quando le parole d'ordine saranno accettabili - ha concluso - le vedremo''.

(ANSA)

martedì 17 novembre 2009

AMIANTO E INGIUSTIZIA

Con il meccanismo dell’improcedibilità (prescrizione breve)lo Stato cancella di fatto i reati da lavoro.
Migliaia di lavoratori e cittadini ammalati non avranno mai più giustizia

I Comitati e le Associazioni che da anni si battono per mettere al bando l’amianto e per ottenere giustizia per i morti, i malati e tutte le vittime dell’amianto denunciano l’ennesimo tentativo di concedere l’impunità a datori di lavoro e dirigenti colpevoli di reati da lavoro che hanno anteposto il profitto alla vita umana. La nuova norma riguarda i processi in corso e i reati per cui sono previste pene sotto i 10 anni, come quelli per omicidio colposo di cui si sono resi responsabili i padroni e i dirigenti che non hanno rispettato le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro e nel territorio, a cui viene concessa l’impunità.

Da sempre abbiamo denunciato la lentezza dei processi e l’ingiustizia compiuta nelle aule dei Tribunali Italiani rivolgendoci anche alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo a Strasburgo e alla Comunità Europea a Bruxelles per ottenere giustizia. Tuttavia il tentativo in atto di introdurre un meccanismo di impunità, improcedibilità dopo due anni, per ogni grado di giudizio, nel quale sono imputati i responsabili di gravi reati non è accettabile e lede irreversibilmente i diritti delle vittime, molti dei quali deceduti, malati e le loro famiglie.

Questo renderebbe improcedibile un gran numero di processi e potrebbe influire molto negativamente anche per quelli Eternit, quello Fibronit, e per quello Thyssenkrupp e molti altri meno noti, ma con decine se non centinaia di morti che non avranno neanche la speranza di avere prima o poi un pò di giustizia

Con questa controriforma della giustizia si concede l’impunità ai potenti, al potere economico e politico e l’ingiustizia nei confronti dei lavoratori vittime dello sfruttamento potrebbe diventare legge dello Stato. Contro questo tentativo di legalizzare le stragi di lavoratori e cittadini in nome del profitto è necessaria una grande mobilitazione di tutte le forze sociali.

sabato 14 novembre 2009

Consiglio Comunale

Nel Consiglio Comunale di Lunedì 9 Novembre si è votato all'unanimità l'istituzione di un ufficio congiunto tra i 4 Comuni(Cazzago S.M.-Berlingo-Rovato-Travagliato)per la gestione del P.L.I.S.Trovate tutte le informazioni e e ultime notizie sulla Macogna qui

Paura e delirio a Villa Carcina

Si è svolta questa mattina un presidio davanti al Comune di Villa Carcina per dire NO! al nuovo regolamento di Polizia Municipale.Alla manifestazione indetta dalla Lista Civica" LiberaMente", e Rifondazione Comunista, a fianco del Consigliere Gatti Marsilio,hanno partecipato altre Associazioni presenti sul territorio, come il Gruppo 10 Novembre.Il presidio si è svolto in modo pacifico.Soltanto un principio di scaramucce con alcuni Leghisti, che hanno cercato di provocare i compagni ha turbato il clima,ma l'intervento delle forze dell'ordine ha evitato spiacevoli conseguenze.
Dal Giugno scorso ,la nuova Amministrazione Giraudini, stà mettendo in pratica la Politica Xenofoba e Razzista che il Vice Sindaco di Brescia Rolfi ha intrapreso nella città.I provvedimenti presi dall'Amministrazione di Villa Carcina mediante delibere,ordinanze,modifiche al regolamento e approvazione delle linee programmatiche dell'Assessorato alla Sicurezza, si sono tradotte in ordinarie attività di chiara impronta discriminatoria nei confronti dei cittadini immigrati del Comune.

VIETATO!VIETATO!VIETATO!VIETATO!



Dal nuovo regolamento di Polizia Urbana:Art.7 Comportamenti vietati

C)Vietato sdraiarsi sulle panchine ed occuparle con oggetti o indumenti personali impedendone l'uso ad altre persone.(guai a chi vuole riposare appoggiando la borsa della spesa)
E)Vietato collocare,affiggere o appendere,senza autorizzazione,alcunchè su beni pubblici e ,ove non si sia autorizzati,sulle altrui proprietà.(Basta con i volantini del Palio delle Contrade...e delle 32 associazioni presenti sul territorio)
F)Vietato praticare giochi di qualsiasi genere comportanti:L'impedimento del pubblico transito compresi i marciapiedi.(Non si può più giocare a rialzo???ma non erano per il recupero delle tradizioni???)
G)Vietato bere appoggiando direttamente le labbra all'erogatore delle fontane pubbliche.(Daranno la multa a tutti i bambini che bevono appoggiando le labbra???)

Art.8 Altri comportamenti Vietati

I)Vietato collocare,appoggiare,legare cicli e motocicli su barriere di protezione di monumenti o ad altri elementi di arredo urbano;è Vietato altresì legarli a saracinische,cancelli,ringhiere,pali dell'illuminazione o segnaletica quando ciò rechi intralcio alla circolazione pedonale o carrabile.(Bisognerà spiegarlo a chi appoggia la bici al muro mentre entra a comperare il pane che il suo comportamento è vietato e multabile.

venerdì 13 novembre 2009

GIGS alla Stefana

Il rappresentante della Regione Lombardia sentite le dichiarazioni della parti,dichiara esperito e concluso con esito negativo l'esame congiunto di cui Art.5 legge 146/1975 e art.2 DPR 10/06/200 n°218 relativo alla richiesta di Cigs per crisi aziendale per evento improvviso e imprevisto.

Questa mattina, presso gli uffici della Regione Lombardia, si è consumato l'ultimo atto di "prepotenza e arroganza" da parte della Direzione della Stefana rappresentata dal Dott.Scalabrin,Rinaldi e Bonetti.
La Cigs partorà da Lunedì 16 Novembre e avrà durata di 12 mesi.Sono interessati alla Cigs 500 lavoratori su un totale di 548(a Nave 268 su 297, a Ospitaletto
Dopo le già citate vicende(di cui si può leggere su queste pagine),oggi era fissato il termine ultimo per trovare un accodo tra le parti sulla Cigs,ma già dalle prime battute si è capito che l'azienda non voleva concedere niente agli operai,in termini di integrazione salariale riguardo gli istituti(ferie,par,tredicesima mensilità e premi).Voglio ricordare che in tutte le aziende siderurgiche Bresciane, che hanno in questi mesi fatto uso degli ammortizzatori sociali, come i Contratti di Solidarietà o Cassa Integrazione,si sono raggiunti accordi con il Sindacato,tesi a tutelare i lavoratori già pesantemente penalizzati dalla crisi.In tutte le aziende serie i "Padroni"che hanno fatto grossi profitti in questi ultimi anni,hanno cercato di tutelare i lavoratori,coprendo in parte o in alcuni casi totalmente le ore perse delle Ferie,Par e intervenendo anche con integrazioni salariali.Al Sig.Ghidini evidentemente non interessano i propri lavoratori.La crisi attuale non permette forme di protesta, che possano incidere sulla produzione e quindi sui lauti guadagni del Sig.Padrone, ma i lavoratori non dimenticano,come non hanno dimenticato il mancato rinnovo del Contratto Aziendale scaduto da 2 anni.Ci sarà modo di dimostrare al Sig.Ghidini e ai suoi 3 moschettieri che la classe operaia non è morta.

"Siediti e aspetta sulla riva del fiume, vedrai passare il cadavere del tuo nemico"