mercoledì 29 dicembre 2010

FIAT: 28 gennaio sciopero generale delle tute blu della CGIL



Secondo quanto affermato dal Segretario Generale della FIOM CGIL, Maurizio Landini, è in atto, da parte della FIAT il tentativo di cancellare il sindacato e “noi reagiremo chiamando a raccolta tutti i lavoratori metalmeccanici perché, se passa questo imbarbarimento generale vengono lesi i diritti di tutti”. Così il segretario della FIOM CGIL, Maurizio Landini, annuncia la mobilitazione dei metalmeccanici per il 28 gennaio.

Landini. nel suo intervento durante la conferenza stampa di oggi (29 dicembre), a seguito della riunione del Comitato Centrale della FIOM CGIL, parla di “un atto antisindacale, antidemocratico e autoritario”, da parte della casa automobilistica torinese, e si rivolge “a tutte le forze autenticamente democratiche perché siano vicine ai lavoratori”.Inoltre, aggiunge il leader delle tute blu della CGIL, “lanceremo una raccolta di firme in tutte le fabbriche del paese, incontreremo le forze politiche e chiederemo di parlare nelle assemblee elettive perché questo è un attacco senza precedenti ai diritti”. “La FIOM CGIL - ha concluso Landini - non la cancella la FIAT con un accordo separato. Questa è una pia illusione”.

Sulla vicenda, alle parole della FIOM CGIL, si sono aggiunte quelle del Segretario Confederale della CGIL, Vincenzo Scudiere, che ha sottolineato come “l'accordo di Mirafiori nasconde una natura politica che mira a cancellare la FIOM, non è quindi quest'ultima l'anomalia ma è la FIAT a fare politica'”. L'accordo separato siglato il 23 dicembre, ha aggiunto il dirigente sindacale denota ”da parte di FIAT una scelta di carattere autoritario dettata da una visione subalterna alla crisi per cui vanno messi in discussione i diritti dei lavoratori per fare gli investimenti: non è vero che tutto ciò è imposto dalla 'globalizzazione'”.

Leggendo bene bene l'accordo, ha spiegato Scudiere, “oltre le questioni di natura sindacale, emerge con forza il suo carattere politico, ovvero la decisione di escludere la FIOM CGIL”. Le stesse organizzazioni sindacali firmatarie di quell'accordo, ha fatto notare Scudiere, “stanno pericolosamente sottovalutando la portata di quell'accordo che, per dirla brutalmente, butta via la FIOM CGIL. Anche perché siamo in una condizione per cui non é vero che quello che si concede oggi si riconquista domani”.

Nave La «Stefana» in Consiglio

DAL GIORNALE DI BRESCIA 28/12/2010

Il Consiglio comunale di Nave è stato unanime nell'approvare un ordine del giorno del gruppo di opposizione L'Ulivo-Insieme per Nave che chiedeva l'attuazione di iniziative concrete a favore dei lavoratori del gruppo «Stefana SpA», da un anno in cassa integrazione ordinaria e straordinaria con prospettive non certo rosee.
Il documento, come da regolamento, doveva essere incluso nel prossimo Consiglio ma il sindaco Corsini ha detto «di condividerne lo spirito e di aprire subito la discussione». Gli interventi di Marco Bassolini (Ln), Marco Archetti (Gruppo Misto), Cesare Frati (Pdl), Rosanna Novaglio (Udc), Fabio Ravasio e Riccardo Frati (Ulivo) sono stati ispirati a una sostanziale condivisione. La minoranza ha chiesto al sindaco «di farsi portatore di sentimenti di solidarietà verso gli operai, colpiti dalla crisi e dal massiccio ricorso alla cassa integrazione. Inoltre, di sentire le parti sulla difficile situazione aziendale per ribadire le preoccupazioni per la situazione produttiva di un'azienda che tanto rappresenta per l'occupazione e la crescita economica della comunità». Il sindaco si è impegnato «a ricercare un dialogo tra le parti per arrivare ad un accordo condiviso, non sottacendo anche la difficoltà dell'impresa».

Trovate qui L'ordine del giorno presentato in Consiglio Comunale a Nave

Accordo di Mirafiori, Cremaschi: “Ritorno al fascismo.

Così l’Italia perde la democrazia e non conquista il lavoro” (AUDIO)

Ascolta il commento di Giorgio Cremaschi

Per il presidente del comitato centrale della Fiom "bisogna risalire al fascismo per trovare un accordo di tale gravità e portata antidemocratica come quello sottoscritto da Cisl, Uil e Fiat per Mirafiori. Oltre a distruggere le condizioni di lavoro, cancella non solo il diritto allo sciopero ma il diritto dei lavoratori ad avere una rappresentanza democratica eletta. Un fatto senza precendenti nella storia della democrazia italiana".

domenica 26 dicembre 2010

SCIOPERO GENERALE..... E LA CAMUSSO SI ADEGUI.

Giorgio Cremaschi - Liberazione 24 dicembre 2010
Susanna Camusso ha detto agli studenti che non ci sono le condizioni per lo sciopero generale. E' una risposta assolutamente infelice e totalmente sbagliata, almeno per due ragioni di fondo. In primo luogo, se per mancanza di condizioni si intende l'assenza di motivi sufficienti per scioperare, siamo all'assurdo. Cosa deve succedere ancora? La crisi economica avanza e con essa un disegno delle caste dominanti in Italia e in Europa che propone una catastrofe sociale senza precedenti. Non c'è la ripresa e chi lavora viene costretto agli straordinari, chi ha perso il lavoro viene lasciato nella disoccupazione, cresce la precarietà soprattutto dei giovani, mentre si distrugge ciò che resta dello stato sociale. Questa è la ricetta greca che si vuole applicare un po' alla volta in tutta Europa, non basta essa per scioperare? In Italia l'attacco ai diritti del lavoro è parte integrante della gestione reazionaria e autoritaria della crisi. E' stato approvato il collegato lavoro, che distrugge i principi centenari del diritto del lavoro e che da solo sarebbe motivo sufficiente per uno sciopero generale. Marchionne impone che la Fiat auto esca dal contratto nazionale e addirittura che Mirafiori esca dalla Confindustria, con il solo motivo di impedire alla Fiom di partecipare alle elezioni per le rappresentanze sindacali aziendali. Questo atto di autentico fascismo aziendale sarebbe da solo motivo sufficiente per uno sciopero generale: dal 1945 a oggi mai si era così minacciata la libertà dei lavoratori italiani. E' un autolesionismo privo di senso proporsi di fare un patto sociale con una Confindustria che o sostiene o subisce, ma comunque accetta la linea di Marchionne. (...)

mercoledì 22 dicembre 2010

Stefana, la direzione al sindacato: «Pronti alla solidarietà»

DAL GIORNALE DI BRESCIA 22/12/2010
Dopo la recente manifestazione di protesta dei lavoratori della Stefana di Nave e Ospitaletto, la direzione aziendale, con una nota, precisa alcune questioni aperte.
«A proposito di contratto di solidarietà - si legge nella nota - gli addetti sindacali sanno bene che, come scritto nell'allegato al verbale di consultazione depositato in Regione Lombardia il 15 novembre 2009, la nostra azienda era disponibile all'utilizzo di tale strumento. E anche ora l'azienda mantiene la proposta di ricorrere, con l'accordo sindacale, al contratto di solidarietà».
La direzione Stefana precisa anche la questione del contratto integrativo aziendale. «Ricordiamo alla controparte sindacale - continua la nota - di avere loro proposto una bozza di accordo a fine luglio 2008 che non fu accettata. Dopodiché, in relazione alla situazione economica che ha colpito anche il nostro settore, le trattative sono state sospese. Precisiamo tuttavia che i rappresentanti dei lavoratori erano in linea di massima d'accordo sulla parte economica, mentre non avevano riconosciuto la contropartita richiesta di ottimizzare l'uso degli impianti con una gestione più elastica nell'impiego delle risorse umane».
Sul fronte della formazione, l'azienda sottolinea di essere «impegnata in via continuativa a mantenere efficiente il livello formativo, soprattutto ora che i tempi di maggiore disponibilità dei lavoratori, durante i periodi di cassa integrazione, ne permettono l'incremento». «Ciò nonostante - si legge - i rappresentanti dei lavoratori non hanno dato il loro assenso all'utilizzo dei fondi che sono stati in via istituzionale messi a disposizione».
«Indipendentemente da queste problematiche - si precisa da Nave - l'azienda ha continuato a mantenere invariati i piani di investimento preannunciati, dopo la realizzazione del nuovo treno di laminazione tondo per cemento armato in presa diretta con l'acciaieria in Ospitaletto».
«Abbiamo mantenuto invariato l'organico - prosegue la direzione - come del resto è dimostrato nei fatti, anche dopo l'incorporazione della Profilatinave e ciò per essere pronti quando il trend di mercato ci permetterà di riprendere l'attività in accordo con quella stabilità che dovrebbe riappropriarsi dello spazio oggi occupato dalla volatilità. La dirigenza si augura che queste indicazioni vengano prese in considerazione nello spirito dell'incontro degli interessi reciproci».

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Fà piacere leggere dalle pagine dei giornali la piena disponibilità da parte dell'azienda sui contratti di solidarietà,ma ci si dimentica(volutamente)di ricordare che il contratto di solidarietà,cosi come l'azienda intendeva praticare e come aveva presentato al tavolo della Regione lo scorso anno,non avrebbe avuto il consenso da parte del Ministero del Lavoro,come più volte ricordato ricordato anche dal funzionario della Regione.
Il cronista non spiega le ragioni che hanno portato alla bocciatura del contratto di solidarietà,che la direzione intendeva sfruttare a modo suo.La totale flessibilità dei lavoratori,l'uso dello straordinario sono strumenti che non possono esistere in regime di contratto di solidarietà.
L'uso che si è fatto della Cig in questi anni ha portato i lavoratori a perdere salario e istituti contrattuali che la Stefana ha deciso di non integrare in nessun caso.
Mentre nella maggior parte delle aziende siderurgiche Bresciane,le direzioni aziendali hanno intrapreso con il sindacato un percorso teso a salvaguardare il salario, alla Stefana si cerca di colpire i lavoratori in tutti i modi possibili.Proprio ieri si è concordato cn la direzione il fermo produttivo fino al 10 gennaio,utilizzando 3 settimane di Cig.Dopo un anno di cassa integrazione straordinaria a partire dal 16 Novembre si è fatto ricorso alla Cig ordinaria che risulta essere disponibile per 16 settimane che si incrementeranno fino ad avere una copertura totale fino a Novembre, quindi i lavoratori sanno per certo di essere colpiti ancora per tutto il 2011.Nell'articolo del giornale di brescia, viene rispreso anche il discorso sul contratto integrativo scaduto da 36 mesi,non voglio ritornare su cose già dette, ma voglio dire alla direzione che gli operai non sono disposti a rinunciare ai loro diritti , in cambio di due soldi rendersi totalmente flessibili come Marchionne stà tentendo di fare alla Fiat ma che molti vorrebbero poter esportare in tutti i settori.

mercoledì 15 dicembre 2010

Stefana, lavoratori in piazza


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Il corteo dei lavoratori della Stefana ieri a Nave: gli addetti chiedono maggiori garanzie sul futuro, dopo mesi di cassa integrazione
NAVE«Il gruppo Stefana è sordo alle richieste dei lavoratori che chiedono, innanzitutto, la tutela del loro salari. Inoltre di poter discutere sul rinnovo del contratto aziendale e, infine, di fare chiarezza sul futuro degli stabilimenti del gruppo» (Nave, Ospitaletto e Montirone).
Sono queste, in sintesi, le richieste avanzate dalla Fiom-Cgil, nel corso di una manifestazione sindacale, svoltasi ieri mattina a Nave. A guidare la protesta Francesco Bertoli della segreteria della Fiom, affiancato dai delegati sindacali degli stabilimenti del gruppo Stefana.
Lo sciopero si è svolto in modo ordinato. Striscioni e distribuzione di volantini per sensibilizzare i cittadini di Nave, denunciando la gravità della situazione, hanno caratterizzato la manifestazione che ha sottolineato lo stato di disagio degli operai, «costretti a rapportarsi quotidianamente con una realtà produttiva che non intende confrontarsi in un dialogo costruttivo nell'interesse della proprietà e dei lavoratori». Questa analisi è stata ribadita da Bertoli, al termine del corteo, concluso in via Bologna, davanti allo stabilimento Stefana, dopo una mattinata caratterizzata da un freddo intenso.
Ma la temperatura polare (la colonnina di mercurio segnava -4°) non ha fermato la volontà di questi lavoratori, alle prese con la cassa integrazione ordinaria o straordinaria, orari a singhiozzo, l'incertezza del domani, che finisce con il ripercuotersi in ambito familiare, con conseguenti disagi e rinunce per arrivare alla fine del mese.
Circa 250 lavoratori hanno aderito alla manifestazione, partita davanti al piazzale dell'ex Profilati (ora Stefana), percorrendo via Brescia (sp 237 del Caffaro). Hanno aderito anche colleghi della Valtrompia, venuti in pullman ad esprimere la loro solidarietà.
Lo sciopero ha creato problemi di traffico, in quanto in direzione est si sono create lunghe code, mentre in quella opposta il traffico è proceduto a singhiozzo. Ma il tutto è stato regolato dai carabinieri della stazione di Nave e dalla polizia locale. I manifestanti si sono poi fermati al mercato settimanale di Nave per distribuire volantini.
Per la Fiom-Cgil la manifestazione è stata coronata da successo. La richiesta più significativa? «Utilizzare lo strumento dei contratti di solidarietà - ha concluso Bertoli - come altre imprese hanno fatto, senza dimenticare che alla Stefana il rinnovo del contratto integrativo manca da tre anni».
Dal Giornale di Brescia 15/12/2010 Sergio Botta

martedì 14 dicembre 2010

Alla Stefana la crisi la fanno pagare ai lavoratori

I lavoratori della Stefana,acciaieria e laminatoio di Ospitaletto e laminatoio di Nave di via Bologna,sono di nuovo in cassa integrazione ordinaria dopo 12 mesi di cassa integrazione straordinaria e dopo avere già esaurito le 52 settimane di Cig ordinaria in precedenza.Questo lungo periodo di crisi ha già comportato un decurtamento rilevante degli stipendi dei lavoratori e proseguirà probabilmente anche per il prossimo anno.
Gli altri lavoratori del gruppo Stefana,ex profilati Nave,sono ad oggi coinvolti in periodi di Gic,il laminatoio di via Brescia a Nave ricorre periodicamente alla Gig mentre l'acciaieria di Montirone dall'inizio di Ottobre è in Cig straordinaria.
La crisi riguarda anche le altre aziende siderurgiche Bresciane ma le direzioni aziendali e le proprietà di queste aziende hanno concordato con il Sindacato l'utilizzo di strumenti che hanno consentito di garantire ai lavoratori un salario dignitoso ricorrendo ai contratti di solidarietà con integrazioni a carico dell'azienda,oppure ad integrazioni economiche alla Cig,inoltre in molte aziende siderurgiche sono stati sottoscritti anche gli accordi aziendali per il rinnovo del contratto integrativo che alla Stefana manca da 36 mesi.
La manifestazione di oggi ha portato a conoscenza dell'opinione pubblica la situazione che stanno vivendo gli oltre 700 lavortori del gruppo Stefana.Un ringraziamento a tutta la popolazione di Nave,che pur avendo subito dei disagi ha incoraggiato la nostra lotta e ritenuto giuste le nostra lotte contro un "PADRONE"che se ne frega dei suoi lavoratori e delle loro famiglie che stanno vivendo un periodo difficile

lunedì 13 dicembre 2010

Continua la lotta alla Stefana

Martedì 14 Dicembre appuntamento a Nave, davanti la sede della profilati Nave per proseguire in corteo fino alla sede del gruppo Stefana.Gli operai degli stabilimenti di Ospitaletto,Montirone e Nave sfileranno per le vie del paese per portare la lotta per il contratto integrativo scaduto da 34 mesi,all'attenzione dei cittadini.Il gruppo Stefana di proprietà della famiglia Ghidini conta circa 700 dipendenti,che stanno lottando da mesi per vedersi riconosciuto un aumento salariale previsto dalla contrattazione nazionale.Nonostante l'attuale proprietà sfrutti la Cig in modo indiscriminato da 6 anni, facendo pagare alla collettività la crisi in cui verte il comparto siderurgico,gli operai dell'acciaieria di Ospitaletto hanno messo in campo scioperi giornalieri ,che la manifestazione di domani porterà alla conoscenza dei cittadini di Nave.

mercoledì 8 dicembre 2010

In mille per i ragazzi della gru «Sabato una manifestazione»

L'INCONTRO. Alla scuola media Bettinzoli tutto esaurito per una serata che ha portato a Brescia anche il Nobel Fo.

Jimi: «Ho pagato 6.200 euro, non ho fregato proprio nessuno» Arun: «Se vogliono imbrogliarci ci sono tante cose da occupare»

A tre settimane dalla discesa dei quattro immigrati saliti sulla gru del cantiere Metrobus, Brescia incontra i protagonisti di una protesta che ha tenuto i riflettori nazionali puntati a lungo su via San Faustino. Arun, Jimi, Sajad e Rachid arrivano all'auditorium della scuola media Bettinzoli nell'ambito dell'iniziativa «Parliamo con loro» organizzata dal «Presidio sotto la gru», e la sala è talmente piena che gli organizzatori sono costretti a chiudere le porte già prima dell'inizio. Troppe persone, quasi un migliaio, assiepati sulle scale e sotto il palco, persino riunite a crocchi nel giardino ad ascoltare quantomeno la voce degli oratori, tra cui spicca naturalmente l'eccezionale presenza del premio Nobel Dario Fo accompagnato dall'inseparabile Franca Rame. C'è anche Manlio Milani, presidente dell'associazione delle vittime di Piazza Loggia.
L'incontro comincia con la proiezione di un video che ripercorre gli eventi di ottobre e novembre scorsi e lancia un nuovo appuntamento, una manifestazione a Brescia per sabato. Poi le luci di scena calano e l'attrice Barbara Pizzetti legge alcuni messaggi di solidarietà mandate a Radio Onda d'Urto: «Il vostro gesto fa tremare chi ha imparato a tenere gli occhi bassi" è un verso della poesia scritta da "Donne sotto la gru»; «Grazie di essere venuti nel nostro paese e di aver scelto Brescia», ci tiene a dire Elena.
Poi prende la parola Jimi: il ragazzo egiziano di 25 anni racconta la sua storia, co
me è entrato in Italia da clandestino e quanto ha sperato, dopo due anni senza poter nemmeno farsi vedere in un ospedale, di potersi regolarizzare nel 2009: «Ho pagato in tutto 6200 euro, tra contributi e sanatoria - dice Jimi - e non ho cercato di fregare nessuno. Se ci fosse stato un cane, lassù sulla gru, in 12 ore avrebbero fatto di tutto per lui, l'avrebbero aiutato». «Siamo lavoratori - gli fa eco Arun - non ladri o delinquenti. Ma se vogliono fregarci ancora, ci sono tante cose da occupare».
QUANDO DARIO FO e Franca Rame salgono sul palco l'ovazione è generale: Franca racconta una storia analoga accaduta negli anni '70 «ma allora tutta Milano ebbe il portafogli e il cuore in mano per aiutare chi era in difficoltà»; Dario invece ricorda le origini di Brescia nel '500, citando un vecchio editto della nostra città: «Quando un uomo batte alla porta inseguito dagli sgherri, tutto ciò che gli chiediamo è se sa e vuole lavorare con noi». Seguono gli interventi del professor D'Andrea, dell'avvocato Vicini, di Edda Pando e di padre Storgato.

Dal BresciOggi

30 anni mentre aspettavo il treno per partire per il militare mi arrivava la notizia della sua morte.Voglio ricordarlo cosi.

"5 Stelle? Soltanto a parole"
Il J'accuse di una grillina delusa

di Monica Fontanelli"Lascio il Movimento di Beppe Grillo per la mancanza totale di democrazia all’interno, per la povertà culturale, intellettuale, politica. Non c’è un progetto serio di società, solo slogan".
Continua.......

Ricordando un grande rivoluzionario

SABATO 11 NOVEMBRE A BRESCIA

Sabato pomeriggio a Brescia 2 importanti appuntamenti da non mancare.Alle 0re 15 in via S.Faustino partirà una manifestazione dei migranti e degli antirazzisti,mentre sempre nel pomeriggio e durante la serata appuntamento con Don Gallo il prete degli ultimi.Sempre la sera al magazzino 47 cena vegetariana per raccogliere fondi a sostegno della lotta dei migranti.

Don Gallo a Brescia....il prete degli "ultimi"

sabato 4 dicembre 2010

Mirafiori, salta la trattativa Fiom: no a modello Pomigliano

La trattativa sul piano per Mirafiori e' finita. Per l'azienda non esistono le condizioni per raggiungere un'intesa.

Al termine di una riunione ristretta con i sindacati la Fiat "ha preso atto che non esistono le condizioni per raggiungere una intesa sul piano di rilancio dello stabilimento di Mirafiori". E' quanto si afferma in una dichiarazione della Fiat.

Netto il segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini: "Si conferma il tentativo di usare l'accordo per superare il Contratto nazionale. Ora è necessario dare la parola ai lavoratori convocando le assemblee". E prosegue: "Si conferma che il modello Pomigliano, proposto anche per lo stabilimento di Mirafiori, punta a superare il contratto nazionale, a cancellare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e ad affermare in Italia un modello aziendalistico e neocorporativo. Il Contratto nazionale senza deroghe, quello del 2008, è l'unico che può permettere di affrontare le nuove esigenze produttive, senza peggiorare le condizioni di chi lavora. A questo punto è necessario coinvolgere i lavoratori e le lavoratrici e farli decidere sulle loro condizioni. Proponiamo che, a partire da lunedì, siano convocate le assemblee."

martedì 30 novembre 2010

Consiglio Comunale 29 Novembre 2010

Nel Consiglio Comunale di ieri all'ordine del giorno tra le altre cose,la mozione presentata dal sottoscritto per l'istituzione del "funerale a prezzo calmierato".Ho già spiegato da queste pagine come la vicenda sia stata travagliata e abbia avuto un parto difficile,a partire dalla mancata iscrizione all'ordine del giorno del precedente Consiglio Comunale della mia mozione,fino alla delibera di giunta fatta in fretta e furia per correre ai ripari.Dopo avere ripresentato la mozione con la richiesta di modifica della delibera di giunta 110/2010,la giunta ha deliberato il 22/11/2010 una nuova convenzione includendo le mie richieste.Ho creduto quindi opportuno ritirare la mozione,dopo averne letto i contenuti in Consiglio Comunale

Trovi qui la convenzione

lunedì 29 novembre 2010

Dario Fo incontra i ragazzi della gru - Auditorium scuola media Bettinzoli di Brescia

MERCOLEDì 7 DICEMBRE
ore 20.30
Auditorium scuola media Bettinzoli
via Caleppe 13, Brescia

PARLIAMO CON LORO

INCONTRO PUBBLICO
con
Arun, Jimmy, Sajad, Rachid

interverranno:
prof. Antonio D'Andrea - docente di diritto costituzionale
Edda Pando - comitato immigrati Milano
Manlio Vicini - avvocato di Arun e Jimmy
padre Marcello Storgato - missionario saveriano

con la straordinaria partecipazione di

DARIO FO


modera
Irene Panighetti

partecipano:
Isaia e L'Orchestra di Radio Clochard
Barbara Pizzetti (voce narrante)

Scarica qui il volantino


Don Fabio Corazzina dal Palco della Cgil a Roma

mercoledì 24 novembre 2010

Il governo italiano spreca i nostri soldi comprando questo aereo

Il caso dell'aereo militare F-35. Sceglierà la versione B che gli inglesi stessi hanno abbandonato per l'elevato costo
Rossana de Simon
Fonte: Peacelink - 24 ottobre 2010

caccia F35

In questi giorni abbiamo letto che la crisi finanziaria che imperversa in tutta l'Europa ha portato i vari governi a tagliare le spese militari.
Il Financial Times il 20 ottobre commentava così il taglio previsto da Cameron in Inghilterra: "La manovra britannica per tagliare il bilancio della difesa dell'otto per cento in quattro anni corrisponde su scala globale a un piatto di fagioli".
Ebbene sì, il taglio delle spese militari previste ovunque non è poi così terribile eppure l'Italia decide il contrario di tutti i paesi europei.

La Difesa inglese in particolare rinuncia alla versione più costosa del caccia multiruolo F-35B (variante a decollo corto o verticale e atterraggio verticale (STOVL) dal costo di 120 milioni di dollari per quella meno costosa, l'F-35C, con una riduzione dei costi generali del 25%.
Anche la Francia (come la Germania) ha annunciato una diminuzione delle spese militari di 3,5 miliardi di euro.

Ma fermiamoci ai paesi che avevano deciso di partecipare al programma F-35.
Il Canada ha rimandato la decisione di comprare 15 F-35 al 2013 così come la Danimarca (rinvio al 2014), l'Olanda ha rinunciato all'acquisto (manterrà 2 prototipi) a favore di un aggiornamento degli F-16, Israele ne riceverà 20 ma l'acquisto degli aerei sarà coperto dagli aiuti che Israele riceve dagli Stati Uniti per la sua difesa: tre miliardi di dollari ogni anno per il prossimo decennio.

E l'Italia? Il Ministro la Russa non solo non intende tagliare il numero degli F-35 italiani, ma manterrà anche la versione B che gli inglesi stessi hanno abbandonato per l'elevato costo.

Riunione di Maggioranza

Lunedì 23 Novembre si è svolta la riunione di maggioranza,in preparazione del Consiglio Comunale indetto per Lunedì 29 Novembra alle 20,30 presso il Teatro Rizzini.
All'ordine del giorno la mozione presentata dal sottoscritto riguardante il "Funerale a prezzo calmierato".Ricordo a tutti che la mozione era già stata presentata una prima volta,ma il Sindaco contravvenendo alle regole democratiche e infischiandosene del regolamento del Consiglio Comunale di Cazzago S.M., aveva deciso di non portare la stessa in Consiglio.Da qui la mia denuncia a tutte le forze politiche espressione della Lista Civica,e al Prefetto di Brescia perchè si intervenisse affinchè il diritto di un Consigliere fosse rispettato.La mozione sui funerali a prezzo calmierato, faceva parte di un pacchetto di richiesta fatte e condivise con tutta la maggioranza,per intervenire in qualche modo sulle famiglie colpite dalla crisi econimica.
All'odg del Consiglio Comunale,anche la variazione di bilancio che si rende sempre necessaria soprattutto dopo le fiere.Anche la fiera di Settembre, nonostante l'Ass.al Bilancio Pelizzari si sia prodigato per contenerne i costi fissando in 113000,00 euro il tetto massimo di spesa e in 85000,00 euro le entrate,ha riportato un passivo di circa 30000,00 euro al quale vanno poi aggiunte, le spese per il personale dipendente e non del Comune di Cazzago S.M.Sappiamo tutti che fare una fiera in pareggio è pura utopia,ma non sono disposto a essere tacciato per il solito "rompiballe"che non fà altro che guardare le spesa della fiera.Mi fà piacere che dopo 3 anni in Consiglio Comunale a fare battaglie solitarie,qualche altro Consigliere e Assessore si sia reso conto che qualche Assessorato possa permettersi si fare spese fuori dal Bilancio senza rendere conto a nessuno.Spendere 30000,oo euro per fare pubblicità a una fiera che esiste da 30 anni ,mi sembra uno spreco di denaro pubblico,soprattutto in questo periodo di crisi dove le famiglie fanno fatica a far quadrare i conti.

domenica 21 novembre 2010

Congresso Federazione della Sinistra


Landini: «Una grande battaglia per la democrazia»

Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, ha riscosso nel suo intervento al congresso applausi scroscianti. Una platea attenta ha seguito l’evolversi del suo discorso, scaldandosi soprattutto nei passaggi in cui egli richiamava la necessità di un’ampia battaglia per la democrazia dentro e fuori i luoghi di lavoro e chiedeva risposte chiare da parte delle forze politiche che intendono interloquire con i lavoratori e le lavoratrici, riproponendo l’esigenza di arrivare presto allo sciopero generale non solo contro le politiche governative ma anche per fermare le scelte di Confindustria.

Leggi qui l'intervista

Adriana,donna libera emancipata,innamorata

Ci ha lasciati a 91 anni Adriana Zarri,“poetessa orante, teologa, donna libera, eremita comunicante, critica, preveggente, viva” .Nel ricordarla con profonda ammirazione, riporto l’epigrafe che si è scritta:

IN MEMORIA DI ME

Non mi vestite di nero:
è triste e funebre.
Non mi vestite di bianco:
è superbo e retorico.
Vestitemi

a fiori gialli e rossi
e con ali di uccelli.
E tu, Signore, guarda le mie mani.
Forse c’è una corona.
Forse
ci hanno messo una croce.
Hanno sbagliato.
In mano ho foglie verdi
e sulla croce,
la tua resurrezione.
E, sulla tomba,
non mi mettete marmo freddo
con sopra le solite bugie
che consolano i vivi.
Lasciate solo la terra
che scriva, a primavera,
un’epigrafe d’erba.
E dirà
che ho vissuto,
che attendo.
E scriverà il mio nome e il tuo,
uniti come due bocche di papaveri.

sabato 20 novembre 2010

Un riarmo da un miliardo di euro

Il governo Berlusconi ha i giorni contati, ma prima di lasciare il potere ha voluto fare un ultimo regalino a Finmeccanica. Con il silenzio-assenso delle opposizioni
Enrico Piovesana
Fonte: Peacereporter - 11 novembre 2010

Nei giorni scorsi, nonostante le difficoltà finanziarie in cui versano le casse dello Stato, le commissioni Difesa di Camera e Senato hanno approvato in fretta e furia, e con il silenzio-assenso dell'opposizione Pd, un programma di riarmo del valore di quasi un miliardo di euro, buona parte dei quali finiranno alle aziende belliche del gruppo industriale guidato Pier Francesco Guarguaglini.

Il programma pluriennale di acquisizione armamenti, legato al crescente impegno bellico dell'Italia sul fronte di guerra afgano e alle esigenze strategiche della Nato, prevede una spesa complessiva di di 933,8 milioni di euro nell'arco dei prossimi quattro/nove anni.
Vediamo il dettaglio di quella che potrebbe essere l'ultima lista della spesa del ministro della Difesa, Ignazio La Russa. La Russa e Guarguaglini

200 milioni di euro sono destinati a fornire i nostri elicotteri da guerra A-129 Mangusta, operativi in Afghanistan, dei nuovi sistemi di puntamento Ots fabbricati dalla Salex Galileo di Finmeccanica, che consentiranno di colpire al meglio gli obiettivi ''nei nuovi scenari di impiego degli elicotteri, in situazioni caratterizzate da fluidità e indeterminatezza della posizione delle forze amiche e nemiche''. Nella stessa cifra è compresa una fornitura, sempre per gli elicotteri Mangusta, di nuovi missili anticarro Spike, di fabbricazione israeliana, che andranno a sostituire gli attuali missili Tow, meno potenti.

22,3 milioni di euro verranno spesi per l'acquisto di 271 mortai da 81 millimetri di nuova generazione, fabbricati all'estero, e del relativo munizionamento, prodotto invece negli stabilimenti di Colleferro (Roma) dell'azienda di armamenti italo-britannica Simmel Difesa. Pezzi d'artiglieria più precisi, destinati a ''elevare le capacità operative delle unità terrestri attualmente impiegate nei diversi teatri operativi'' (leggi: sul fronte afgano).

125 milioni di euro sono stanziati per la costruzione, alla Fincantieri di Genova, di una nuova unità navale della Marina militare con funzione di appoggio alle forze di incursori, ricerca e soccorso, destinata a sostituire la vecchia nave A-5306 Anteo. Sarà una nave da guerra, armata di cannoni e mitragliatrici, di quelle con i portelloni anteriori per lo sbarco di mezzi anfibi.

87,5 milioni di euro verranno spesi per dotare i sommergibili classe U-212 (il 'Salvatore Todaro', lo 'Scirè' e altri due in costruzione) di un nuovo siluro 'pesante' (6 metri lunghezza per 1,2 tonnellate), evoluzione dell'attuale modello A-184. A costruire questi nuovi missili subacquei sarà la Whitehead Alenia Sistemi Subacquei (Wass) di Livorno, del gruppo Finmeccanica.

63 milioni di euro serviranno a realizzare, presso l'aeroporto militare di Pisa, un grande 'hub' aereo militare nazionale ''dedicato alla gestione dei flussi, via aerea, di personale e di materiale dal territorio nazionale per i teatri operativi''. In pratica, si tratterà della più grande base aera della Nato d'Europa, destinata a funzionare come piattaforma logistica di tutte le future missioni militare alleate all'estero.

236 milioni di euro sono stati stanziati per creare una rete informatica militare sperimentale, detta Defence Information Infrastructure (Dii), ''necessaria per la trasformazione net-centrica dello strumento militare, elemento essenziale ed abilitante per la pianificazione e la condotta delle operazioni''. Un progetto che vede coinvolta, tra gli altri, la Elsag Datamat, altra azienda del gruppo Finmeccanica.

200 milioni andranno infine all'AgustaWestland di Finmeccanica per l'acquisto di dieci nuovi elicotteri Aw-139: velivoli militari di soccorso da utilizzare in operazioni all'interno del territorio ''nazionale o limitrofo''.

Articolo al link http://it.peacereporter.net/articolo/25227/Un+riarmo+da+un+miliardo+di+euro

venerdì 19 novembre 2010

Sciopero Cgil:Zarrella(Rsu Stefana Ospitaletto) interviene dal palco di Piazza Loggia

Lo sciopero di questa mattina, che ha visto sfilare per le vie cittadine lavoratori,pensionati,precari e disoccupati è un anteprima della manifestazione indetta dall Cgil a Roma per sabato 27 Novembre.
Lo striscione di apertura recitava «Nel lavoro il nostro futuro». Già, ma quale lavoro? Il segretario della Camera del Lavoro Damiano Galletti ha ricordato i numeri del disastro tra cassa integrazione che solo nella nostra provincia ha superato i 50 milioni di ore e aziende storiche a rischio chiusura. Ha anche richiamato la lotta dei migranti sulla gru, sottolineando che «la lotta al lavoro nero è un problema sindacale». Già, perché se un immigrato senza permesso lavora in nero, non ha contributi e via dicendo, non è solo un problema suo ma di tutti, e della qualità del lavoro di tutti i lavoratori, italiani e stranieri. Dal palco è intervenuto anche Gabriel Zarrella delle Rsu della Stefana di Ospitaletto,che ha illustrato la situazione in cui verte la nostra azienda dove da oltre 6 anni la nuova direzione fà un uso indiscriminato della Cig ordinaria,straordinaria che colpisce pesantemente i lavoratori.L'azienda(unico esempio nel comparto siderurgico Bresciano)non rinnova il contratto integrativo scaduto da 35 mesi.Da 9 mesi gli operai oltre alla Cig fanno sciopero ogni giorno per cercare di portare l'azienda ad aprire un serio tavolo di trattativa che viene però rifiutato in ogni modo,cercando di interloquire solo con la Cisl che non ha nemmeno una rappresentanza nell'azienda di Ospitaletto.La situazione è pesante,ha ribadito più volte dal palco Gabriel e l'esasperazione a cui sono stati portati i Lavoratori della Stefana potrà avere conseguenze pesanti rischiando di portare tutti gli operai sulle gru per rivendicare il diritto a un salario dignitoso.

martedì 16 novembre 2010

LETTERA DI DILIBERTO A BERSANI: "L'11 DICEMBRE IN PIAZZA ASSIEME. TU E FINI IRRIDUCIBILMENTE DIVERSI"


Caro Bersani,

ho ascoltato con attenzione ed una certa emozione i valori della sinistra da te enunciati alla trasmissione di Fazio. E’ difficile per ogni uomo e ogni donna di sinistra non riconoscersi in essi. Ma proprio per questo, proprio per la forte condivisione, per il sincero apprezzamento, risultano ancor più incomprensibili tanti atteggiamenti e tanti silenzi del Pd.

La prima incomprensione riguarda le alleanze. E’ difficile accettare la disinvoltura con la quale dirigenti stimati del Pd prefigurino un’alleanza con Fini – uomo che si dichiara ed è orgogliosamente di destra. Non basta come motivazione quella di cacciare Berlusconi. Perché è vero che Berlusconi ha stravolto i valori fondanti del nostro Paese, ma è altrettanto vero che Fini è stato al suo fianco condividendone scelte, leggi, comportamenti.

Quando in un Paese si apre tra centrodestra e centrosinistra uno scontro politico delle dimensioni italiane, non si sostituisce un avversario politico con un altro, anche se indubbiamente più “presentabile”. E infatti ieri sera i valori espressi da Fini erano molto distanti dai tuoi. Tutti e due vi siete detti per quello che siete: irriducibilmente diversi.

Ancor più debole è, come motivazione, l’esigenza di una nuova legge
elettorale. Non ho dubbi che sia brutta e sbagliata. Ma ho ancor meno dubbi sul fatto che si possa istituire un governo (come è stato chiamato? di transizione? e la sua durata sarà garantita da atto notarile?) in un paese devastato dalla questione morale, dall’assenza di lavoro, dai conflitti di interesse, dallo strisciante razzismo, ponendo come prioritaria la legge elettorale. Tant’è che non a caso, nella trasmissione di Fazio, hai parlato di ben altro. Hai parlato dei deboli, di salute, di ingiustizia fiscale, di diritto alla studio… Hai parlato di sinistra.

La seconda incomprensione, non meno importante, è relativa alla manifestazione indetta dal Pd l’11 dicembre. Ti chiedo – l’ho già fatto più di una volta – di mettere quella manifestazione a disposizione di tutte le forze del centrosinistra facendone un evento di straordinaria grandezza ed unità. Di farlo in nome di quei valori che ieri sera sono stati ascoltati da dieci milioni di italiani. Un impegno, più ancora di una promessa.

Caro Bersani, è il tempo di chiamare a raccolta il nostro popolo – oggi confuso, disorientato, a volte persino avverso – per riprendere in mano le bandiere della giustizia e dell’eguaglianza.

Un affettuoso saluto

Oliviero Diliberto

Gli immigrati sono scesi dalla gru

Brescia. I quattro immigrati che da 16 giorni si trovavano su una gru nel centro di Brescia sono scesi intorno alle 20.50 sotto una pioggia battente e accolti dagli applausi,
le grida e gli slogan («giustizia, siamo tutti sulla gru» e
«lotta dura senza paura») di oltre un centinaio di persone venute a portare la loro solidarietà e tenute a distanza dalle transenne presidiate dalle forze dell'ordine. Nello scendere i quattro hanno fatto diverse pause lungo la struttura di metallo salutando tutti coloro che sono intervenuti nella piazza. Anche se non si conoscono i dettagli che hanno portato i quattro a interrompere
la loro clamorosa protesta, sembra essere stata fondamentale l'ultima mediazione messa in campo da ieri sera dalla Curia e da Cgil e Cisl.
Prima di scendere gli immigrati hanno calato dalla gru dei
sacchi con le poche cose che avevano a disposizione e hanno lanciato alcuni slogan. A seguire la scena decine di persone affacciate alle finestre delle abitazioni che danno su via Cesare Battisti e tra le grida dei militanti nel vicino presidio di via San Faustino. Gli immigrati sono stati presi in consegna dai loro avvocati e quindi accompagnati in Questura.
Bresciaoggi

mercoledì 10 novembre 2010

IL PRESIDIO DI IMMIGRATI E ANTIRAZZISTI CHIEDE 48 ORE DI TREGUA UMANITARIA

IL PRESIDIO DI IMMIGRATI E ANTIRAZZISTI CHIEDE 48 ORE DI TREGUA UMANITARIA

Di seguito il comunicato diffuso nel pomeriggio del 10 novembre nel quale si chiedono alle istituzioni almeno 48 ore di tregua umanitaria

TREGUA UMANITARIA” PER EVITARE UN’IMMANE TRAGEDIA.

Le Associazioni che, pur non avendo promosso l’occupazione della gru, hanno fin da subito garantito pieno appoggio politico ed umano ai 6 giovani migranti, costretti a salire a 30 metri di altezza per rendere visibili le proprie ragioni,

in nome della salvaguardia del bene supremo rappresentato dalla vita di queste persone:

CHIEDONO ALLE ISTITUZIONI COMPETENTI

UNA SORTA DI “TREGUA UMANITARIA” DI ALMENO 48 ORE

  • per far abbassare la tensione che si e’ pericolosamente alzata lunedi’ con le operazioni di sgombero del presidio, con cariche, violenze e arresti che hanno esacerbato ancora di piu’ lo stato d’animo dei giovani sulla gru, portandoli a mettere in atto comportamenti estremamente rischiosi per la loro incolumita’
  • per consentire in un contesto di maggiore tranquillita’ l’individuazione di possibili sbocchi e soluzioni ad una situazione che si trova in una pericolosa fase di stallo

Chiediamo quindi che per almeno 48 ore

  • si allenti la presenza di forza pubblica in assetto antisommossa consentendo anche il passaggio in via S Faustino
  • si realizzino le condizioni per una comunicazione continua con i giovani sulla gru per impedire che l’esasperazione, la stanchezza fisica, le privazioni e l’isolamento telefonico possano compromettere la loro tenuta psicologica
  • si sospendano i tentativi di porre una rete di protezione che i migranti vedono come preliminare ad un eventuale blitz e che quindi anziche’ rappresentare un elemento di sicurezza alimenta condotte per loro pericolose

Realizzandosi queste situazioni si creera’ un clima piu’ propizio alla possibilita’ che le Associazioni, che sottoscrivono questa proposta, riescano a convincere i migranti sulla gru ad astenersi da comportamenti che mettono seriamente a repentaglio la loro vita e a restare nella cabina o nella zona protetta da ringhiere. Si chiede infine che possano essere mandate sulla gru delle imbragature di sicurezza normalmente utilizzate in edilizia.

Brescia 10-10-2010

Le comunita’ egiziana, indiana, pachistana, marocchina, senegalese del presidio permanente, Associazione Diritti per tutti, Coordinamento immigrati CGIL, Partito della Rifondazione comunista, CSA Magazzino 47, CSA 28 maggio, Conf. COBAS, USB (Unione sindacale di base), Associazione senegalesi Brescia e provincia Associazione islamica Muhammadiah (moschea pachistana), sinistra critica.

martedì 9 novembre 2010

martedì 9 novembre 2010

Brescia la protesta sulla gru resiste dopo le cariche di lunedì 8 novembre

Da: clemenzap | 08 novembre 2010

Brescia 8 novembre 2010
questa mattina all'alba polizia e carabinieri hanno caricato gli immigrati che presidiano dal 30 ottobre il cantiere della metropolitana di Brescia dove sei ragazzi sono saliti sulla gru per dare voce alla protesta per ottenere il permesso di soggiorno. Ci sono stati diversi arresti e anche feriti. La polizia ha creato un cordone intorno al cantiere, blindando una parte della città. Sono stati anche maltrattati e caricati comuni passanti. La repressione che in questi giorni stiamo tutti subendo sembra il disperato colpo di coda di un governo che non ha più senso di esistere. La federazione PRC di Brescia - federazione della sinistra sarà sempre al fianco dei più deboli, dei più sfruttati, per la difesa dei diritti e della costituzione che ripudia ogni forma di razzismo e di xenofobia. Appena si è sparsa la voce dello sgombero del presidio centinaia di cittadini e di immigrati fin dalla mattina si sono diretti verso la gru fronteggiando senza paura il blocco della polizia fino a tarda sera.



Prima carica sui manifestanti

COMUNICATO STAMPA

Solo un governo che prima Paolo Guzzanti e più recentemente Andrea Cortellessa hanno definito mignottocrazia poteva confezionare una ripugnante rappresentazione di questo genere: centinaia di migliaia di lavoratori senza diritti sfruttati brutalmente dai loro padroni sono stati nella sostanza ingannati con l'obbligo di sborsare anticipatamente migliaia di euro allo stato, all'inps, agli strozzini approfittatori del loro condizione disperata, con un marchingegno il cui scopo principale rimane in realtà quello di continuare a garantire la presenza di manodopera ricattabile al costo più basso possibile, in una situazione dove tutti i coltelli rimangono nelle mani dei datori di lavoro, che in questo modo possono continuare a ricattare anche l'insieme degli altri lavoratori.
E nel momento in cui questo governo sta per spirare, anzi probabilmente è già morto, ecco che mostra il pugno di ferro. Uno Stato che si dice non in grado di intervenire su una chiara manifestazione di separatismo istituzionale, come nel caso della scuola di Adro, dove su edifici pubblici vengono poste, e continuano a fare mostra di sé, le insegne di un altro stato, per quanto presunto come quello della Padania, interviene invece con un imponente schieramento di forze contro persone inermi, carica, arresta.
Come Partito della Rifondazione Comunista ripetiamo che stiamo e staremo sempre dalla parte degli oppressi e degli sfruttati, ed esprimiamo la nostra più ferma condanna di questa cieca violenza, ricordando che l'ingiustizia e la prevaricazione alla fine non hanno mai pagato.
Chiediamo pertanto l'immediata cessazione delle violenze poliziesche ed il rilascio di tutti gli arrestati.
Rivolgiamo anche un appello a tutte quelle forze politiche, finora colpevolmente latitanti su questo problema, di uscire dalla loro posizione di furbesco attendismo, perché in gioco ci sono cose troppo importanti, ed ai sindacati ed ai lavoratori una mobilitazione immediata, perché si apra lo spazio per una soluzione politica, che è quello, e solo quello, che i disperati della gru chiedevano e chiedono.
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA - FEDERAZIONE DI BRESCIA

giovedì 4 novembre 2010

FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO

LICENZIAMENTI ARBITRARI, NUOVA CONDANNA PER LA FIAT: REINTEGRATO UN ALTRO OPERAIO CUI L’AZIENDA DOVRA’ RISARCIRE 250.000 EURO

Con ripetute sentenze i giudici del lavoro hanno in questi mesi condannato la Fiat Pomigliano a reintegrare tre operai ingiustamente licenziati, nonché un altro della G.M. Sinter di Arzano (dell’indotto Fiat). Questa volta - sull’ennesimo caso - si è pronunciata la Corte di Appello di Napoli, giudici Umberto Marconi, Giovanna M. Rossi, Antonietta Savino che, in accoglimento del ricorso presentato dall’avv. Giuseppe Marziale per l’ufficio legale dello Slai cobas (e riformando la precedente sentenza di primo grado del Tribunale di Nola che lo scorso giugno 2009 dava inopinatamente ragione alla Fiat) ha ordinato la “immediata reintegrazione di Russo Pasquale e condannato la Fiat al pagamento delle retribuzioni maturate dalla data del licenziamento (20 febbraio 2004) oltre agli accessori di legge e alla ricostruzione dei contributi previdenziali”.

Pasquale Russo, operaio, 41 anni e residente a Casoria, assunto alla Fiat Pomigliano dal maggio 1990, aveva cominciato, negli anni, a soffrire di acute patologie osteo-muscolari da sforzo prolungato tipiche degli addetti alle catene di montaggio. Aveva esibito certificazioni mediche e richiesto di essere sottoposto a giudizio di idoneità per essere spostato a mansioni adatte. Richieste rimaste inascoltate dall’azienda. Ciononostante, e venendo meno all’obbligazione di sicurezza e tutela della salute, la Fiat continuava ad impiegarlo al montaggio lastrosaldatura del modello Alfa 147, dove l’operaio, piegato, doveva spalmare il sigillante sottoscocca a 230 vetture, con una scocca lavorata ogni due minuti. Il Russo, essendo divenuta insopportabile la condizione lavorativa, si rivolse poi allo Slai cobas che nel settembre 2003 e poi in novembre 2003 intimava al medico competente l’accertamento dell’idoneità alla mansione, eccependo la violazione dei ritmi di lavoro massimi previsti nella postazione. Il 27 novembre 2003, i sanitari di fabbrica rilasciarono a Pasquale Russo il giudizio di inidoneità alla mansione. A tal punto la Fiat, costretta a togliere il lavoratore dalla catena di montaggio per le prescrizione degli stessi medici aziendali collocò l’operaio in totale inattività a fianco della scrivania del caposquadra (sig. Gennaro De Sena) per essere da questi “controllato” per l’intero turno di lavoro e vietandogli sia di spostarsi che di parlare con gli altri lavoratori: una gravissima condotta palesemente illecita - oltre che illegittima - in evidente e reiterata manifestazione di mobbing.

Poi, il 20 gennaio 2004, la Fiat contestò al lavoratore di …”aver abbandonato il posto di lavoro per 40 minuti senza autorizzazione” e non accogliendo le giustificazioni fornitegli e cumulando il procedimento disciplinare con precedenti ed illegittime sanzioni, il 20 febbraio 2004 lo licenziava. Oltre che a dimostrare che l’abbandono del posto di “lavoro” del sig. Russo durò circa 5 minuti e non i 40 sostenuti dalla Fiat, nel ricorso presentato dal lavoratore è stato, tra l’altro, ribadito che… “a meno che di non assecondare le illecite e discriminanti condotte aziendali, nessun ‘abbandono del posto di lavoro’ era contestabile perché l’azienda non gli aveva assegnata alcuna mansione e postazione lavorativa, rifiutando di spostarlo a compiti diversi, e ciò con premeditata strumentalità dimostrata dalle umilianti condizioni nelle quali la Fiat pretendeva di tenerlo.

UNA SENTENZA QUESTA, CHE DOVRA’ SERVIRE DI MONITO A MARCHIONNE E A QUANTI GIA’, SINDACALISTI E POLITICI, SI SONO SCHIERATI CON LUI PRETENDENDO IL DRASTICO PEGGIORAMENTO DELLA GIA’ INSOSTENIBILE CONDIZIONE OPERAIA.

S.L.A.I. COBAS

Ciao Nanuk

Mancavono 5 giorni e avresti compiuto 13 anni ci hai lasciato questa notte in punta di piedi senza farti sentire lasciando un grande vuoto nella nostra casa.Spero che continuerai nelle tue galoppate nei grandi pascoli.Ciao

martedì 2 novembre 2010

La protesta dei migranti: “Don Nolli: Non sono imbroglioni, sono imbrogliati”

Dal sito http://www.altracitta.com

FERRERO SOSTIENE LA LOTTA DEI MIGRANTI SULLA GRU

«Sono rimasti in 4, dei nove che avevano iniziato sabato pomeriggio, a Brescia, rinchiusi nella cabina di una gru, sospesi nel maltempo a 35 metri di altezza. Sono lavoratori immigrati, in rappresentanza dei tanti e delle tante che hanno fatto regolare richiesta di sanatoria e la cui domanda è stata respinta o per una truffa operata dai datori di lavoro o per antichi provvedimenti di espulsione. Manifestano da un mese per ottenere un tavolo di discussione, hanno ottenuto solo bastonate sabato e lo sgombero di un loro presidio. Hanno scelto una forma estrema di protesta, per chiedere l'attenzione dei media e delle autorità. Berlusconi telefoni in questura anche per loro, che hanno tutto il diritto di ottenere il permesso di soggiorno». E’ la dichiaraziomene di Paolo Ferrero segretario del Prc-Se e portavoce della Federazione della Sinistra in merito alla vicenda degli immigrati di Brescia saliti su di una gru per protesta.

domenica 31 ottobre 2010

Rolfi isolato è il tuo neurone - Brescia, gli immigrati sulla gru


"Rolfi, siamo migliaia, non siamo isolati. Isolato è il tuo unico neurone".
Così diceva uno dei bellissimi cartelli, fortunosamente ricavati dai più diversi materiali, che gli immigrati alzavano durante la manifestazione di sabato 30 ottobre. Rolfi, una delle tante facce da pierino non proprio sveglio che imperversano di questi giorni, specie dalle parti della girandola verde, per chi non lo sapesse è il vice-sindaco di Brescia. Sindaco di fatto, dicono, visto che il comunione-liberazione-compagnia-opere Paroli, sindaco di nome, è latitante vuoi per i suoi impegni di parlamentare, vuoi per quelli professionali. E proprio Rolfi è l'animatore di una incessante campagna razzista e xenofoba che soffia sul capoluogo bresciano, dopo essere stata incubata da lustri nel contado.
L'ultima missione, alla quale si è dedicato, è stata quella di stroncare la protesta dei migranti vittima della legge truffa e generatrice di truffe sul permesso di soggiorno a colf e badanti. Una sanatoria selettiva in senso classista a favore di quella parte di italiani che possono avere prestazioni di tipo servile in casa (come durante il fascismo: allora l'unico settore economico che ebbe un incremento numerico di addetti, addirittura un raddoppio, fu quello dei domestici); razzista e vessatoria verso gli immigrati, che rimangono comunque in condizioni di totale dipendenza e ricattabilità; contraddittoria nella sua formulazione ed applicazione.

Leggi tutto qui

PROSEGUE L’OCCUPAZIONE DELLA GRU, SABATO 6 NOVEMBRE GRANDE MANIFESTAZIONE

PER AGGIORNAMENTI SULLA SITUAZIONE VISITA IL SITO: http://dirittipertutti.gnumerica.org/

BRESCIA MANIFESTAZIONE DEI MIGRANTI: IL DIVIETO GENERA RIBELLIONE

Chi credeva che un semplice divieto servisse per quietare gli animi e a "far finire la ricreazione" si sbagliava. E di molto. Oggi a Brescia il corteo dei migranti, vietato pretestuosamente dalla questura, anche sotto pressione dei leghisti al potere si è trasformato in una giornata di lotta tosta e originale. Tosta per le manganellate che qualcuno di noi si è preso dritte in testa. Tosta per il compagno che è stato portato in questura. Tosta per il coraggio di una decina di migranti ancora ora sopra una gru a 30 metri da terra. Ma anche originale, in quanto, cordoni, fronteggiamenti e trattative sono finalmente stati conditi da imprevisti quanto salvifici "fuoriprogramma". L'aggiramento del blocco di via san faustino tramite i vicoli. L'ingresso nel cantiere del metro per raggiungere i manifestanti che si erano issati sulla gru. I diversi scontri diffusi, che a volte si sono trasformati in paradossali incontri, fra forze di polizia e manifestanti. L'infame distruzione del presidio da parte dei pompieri. Il blocco del ring. La chiesa che si mette di mezzo e offre ospitalità per la notte. Una giornata particolare insomma. Una giornata di lotta che è andata oltre i tatticismi e gli equilibri. Vietatecele tutte! Vietatecele ancora!
La Brescia antirazzista oggi ha violato i divieti della questura e ha manifestato in città. In una piazza Rovetta militarizzata per la manifestazione che voleva portare in piazza la propria rabbia per la sanatoria truffa "colf e badanti" del 2009, in favore del permesso di soggiorno e , a fronte dei divieti, dell'agibilità politica in città. Decine di camionette, centinaia di poliziotti in tenuta antisommossa, e transenne per impedire l'accesso a Piazza Loggia. Il corteo si è radunato dopo che un corteo spontaneo partito dal presidio di via Lupi di Toscana per raggiungere il centro era stato bloccato dopo alcune centinaia di metri dalle forze di polizia.
In via San faustino la manifestazione è partita salendo verso nord e ha fronteggiato un cordone di carabinieri che sbarravano il percorso. E' partita una carica ma la resistenza dei manifestanti ha impedito lo scioglimetno del corteo che si è fermato in piazza. A seguito di questa carica è stato fermato un compagno con l'accusa di violenza a pubblico ufficiale. Il compagno dovrebbe essere rilasciato in serata.
Mentre il corteo subiva la repressione delle forze di polizia è giunta la notizia che in maniera furtiva le forze dell'ordine hanno sgomberato il presidio di via lupi di Toscana, deserto a causa della manifestazione. Saputa la notizia una parte della piazza ha aggirato i blocchi di polizia e si è recata ad occupare il cantiere della metropolitana dove alcuni migranti erano in precedenza saliti su una gru, a circa 30 metri d'altezza, issando uno striscione con la scritta 'Sanatoria'. Dopo un'ora altri manifestanti hanno deciso di bloccare il traffico del ring di Brescia presidiando piazzale Cesare Battisti. Il blocco del traffico si è concluso alle 18.30, e i manifestanti si sono concentrati sotto la gru per portare attivamente solidarieta' ai migranti ancora a trenta metri d'altezza.

Dal sito:http://www.28maggio.org/

sabato 30 ottobre 2010

Manifestazione dei Migranti

Momenti di forte tensione oggi pomeriggio, alla manifestazione dei migranti a Brescia.Colpiti dalle cariche della polizie anche 4 militanti di Rifondazione Comunista.Oltre al sottoscritto e Elisa Gobbi ,Walter Longhi della Cgil.Ibrahim ha dovuto essere portato in ospedale per accertamenti.Al piu breve un resocondo della manifestazione.

mercoledì 27 ottobre 2010

Boomerang Marchionne

di Giorgio Cremaschi

Le intenzioni erano diverse, evidentemente si voleva rispondere al grande impatto della manifestazione del 16 ottobre. Fatto sta che l'intervista dell'amministratore delegato della Fiat nella trasmissione di Fabio Fazio di domenica si è rivelata un boomerang. Sergio Marchionne, di fronte a un interlocutore sorridente e compiacente, si è sentito evidentemente autorizzato a dare il peggio di sè. Ne è uscita una sequela abbastanza sconclusionata di invettive e lamentele, che è servita unicamente a non fornire un solo dato, una sola notizia sui reali programmi della Fiat in Italia.
Conosciamo questo modello comunicativo, è quello di Silvio Berlusconi. Da un lato c'è il "fare" e dall'altro c'è il "sabotare". Sindacalisti, giudici, intellettuali non compiacenti sono i sabotatori, coloro che impediscono che sia apprezzato il fare di chi comanda. Sergio Marchionne ha parlato allo stesso modo. La Fiat non guadagna nulla in Italia, ma solo all'estero.
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lunedì 25 ottobre 2010

La protesta dei lavoratori della Cartiera di Toscolano si sposta in città

Prosegue la mobilitazione a difesa del lavoro alla Cartiera di Toscolano. Dopo la partecipata assemblea e la fiaccolata per le vie del paese, mercoledì prossimo la protesta si sposta in città


venerdì 22 ottobre 2010

"Due anni di governo"


Se sei d' accordo fai girare
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Con riferimento all'annuncio del Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi di inviare ad ogni famiglia italiana il libro "Due anni di governo", mi preme comunicarVi che desidero assolutamente NON riceverlo, essendo un mio diritto in base alla legge per la tutela della privacy n. 675/1996 ed il relativo D.P.R. n. 501/1998, nella fattispecie articolo 13 comma e), e che la spesa relativa che si risparmierà, venga messa a disposizione del Ministero della Pubblica istruzione e/o del Ministero della Sanità.
Ringraziando per l'attenzione porgo distinti saluti.

da incollare sulla pagina

http://www.governo.it/scrivia/scrivi_a_trasparenza.asp

mercoledì 20 ottobre 2010

La Piazza Fiom: cosa viene dopo

Per capire se la manifestazione della Fiom di sabato sia stata solo un grande successo o costituisca invece una potenziale svolta storica per la vita politica e sociale del paese è necessario approfondire cinque punti: dimensioni numeriche della partecipazione, strategia sindacale radicalmente alternativa avanzata dal segretario Fiom Landini, capacità o meno di unificare lavoratori occupati con disoccupati e precari, capacità di unificare lotte sociali e lotte civili, implicita necessità di una proiezione politica di tutto ciò.....Continua

Paolo Flores d’Arcais dal sito Micromega

venerdì 15 ottobre 2010

CON LA FIOM CONTRO LA DIFFAMAZIONE



di Luciano Muhlbauer

La manifestazione nazionale della Fiom del 16 ottobre sarà molto partecipata, non c’è dubbio. E questo nonostante l’incessante lavorio della collaudata macchina della tensione e della diffamazione, per cui anche un uovo si trasforma in un atto di terrorismo, e i troppi bastoni tra le ruote messi da chi nel nostro paese si occupa di trasporto pubblico.
Anzi, è proprio l’intensità e l’aggressività di quella azione di contrasto a confermarci che l’appuntamento di sabato prossimo sta crescendo. Ma attenzione, questo non significa affatto che ora possiamo rilassarci, perché l’esperienza insegna che non c’è limite alle bassezze che sono disposti a mettere in campo.
Fate un piccolo sforzo di memoria e ripensate alle mobilitazioni degli anni passati. E non ci riferiamo al classico nostrano dell’allarme bomba e dei proiettili in busta, ma a quelle operazioni meno rozze, ma più insidiose sul piano comunicativo, che prendono qualche fatto marginale, per farlo diventare mediaticamente il fatto principale che oscura tutto il resto.

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S L A I C O B A S

IL DISASTROSO PIANO SULL’AREA ALFA E’ NAUFRAGATO

FORMIGONI SPECULATORI BANCHE E FINANZIARIE DOVRANNO RIFARSI I CONTI.

BOCCIATO DALLE LOTTE DEI LAVORATORI E CASSINTEGRATI ALFA

BOCCIATO DALLE MANIFESTAZIONI DI VARI COMITATI E CITTADINI

BOCCIATO DAL PIU’ GROSSO COMUNE DELLA ZONA.

Dopo aver partecipato al presidio di massa indetto da tutti i comitati nel Consiglio Comunale a RHO fino alle due e mezza di notte;

Lo Slai Cobas ed i lavoratori Alfa Romeo che in tutti questi mesi si sono battuti con varie

manifestazioni contro lo smantellamento delle produzioni Fiat e contro le speculazioni non possono che essere contenti del NAUFRAGIO di un piano speculativo fatto a danno degli attuali occupati in Fiat.

Questo piano infatti era stato architettato per lasciare mano libera alla Fiat di smantellare le ultime lavorazioni Alfa ed eliminare i quasi mille lavoratori in parte in cassa integrazione ed in parte ancora attivi, eliminare quel po’ di occupazione che con le lotte eravamo riusciti ad imporre.

Per L’area Alfa Romeo questo era il terzo accordo di programma, dopo quelli del CRAA e della“mobilità sostenibile” tanto amato da Formigoni che ha portato solo aziende logistiche con centinaia e centinaia di camion e Tir senza rioccupare i cassintegrati.

Ricordiamo che formigoni e tutte le istituzioni nulla hanno mai fatto per far rispettare gli accordi di assunzione che erano previsti in questi piani.

La cosa scandalosa e che dopo queste primi piani speculativi, adesso si stava avanzando un altro piano dove diversamente dagli altri non si poneva minimamente il problema dei cassintegrati alfa e della loro rioccupazione ne tantomeno l’occupazione dei giovani e disoccupati della zona o qualsivoglia piano concreto di sviluppo industriale e produttivo.


giovedì 14 ottobre 2010

L’INPS nasconde la verità sulle pensione ai precari per evitare rivolte

L’unico sistema che l’INPS ha trovato per affrontare l’amara verità, è stato quello di nascondere ai lavoratori che nel loro futuro la pensione non ci sarà, sperando che se ne accorgano il più tardi possibile e che facciano meno casino possibile.

Ma quello che non si dice sono i proventi da signoraggio che l’INPS riscuote come azionista di bankitalia. NF

Fonte: http://www.agoravox.it/L-Inps-nasconde-la-verita-sulle.html

Il presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua ha finalmente risposto a chi gli chiedeva perché l’INPS non fornisce ai precari la simulazione della loro pensione futura come fa con gli altri lavoratori: “Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale”.

I precari, i lavoratori parasubordinati come si chiamano per l’INPS gli “imprenditori di loro stessi” creati dalle politiche neoliberiste, non avranno la pensione. Pagano contributi inutilmente o meglio: li pagano perché L’INPS possa pagare la pensione a chi la maturerà. Per i parasubordinati la pensione non arriverà alla minima, nemmeno se il parasubordinato riuscirà, nella sua carriera lavorativa, a non perdere neppure un anno di contribuzione.

L’unico sistema che l’INPS ha trovato per affrontare l’amara verità, è stato quello di nascondere ai lavoratori che nel loro futuro la pensione non ci sarà, sperando che se ne accorgano il più tardi possibile e che facciano meno casino possibile.

Non si può non notare come anche la politica taccia su questo scandalo, ma non ci si potrebbe attendere altrimenti, perché a determinare questo scandalo hanno contribuito tutti i partiti attualmente rappresentati in parlamento, nessuno escluso.

I precari, tenuti all’oscuro o troppo occupati a sopravvivere, difficilmente noteranno la dichiarazione di Mastropasqua al Corriere della Sera e i media sembrano proprio intenzionati a non rovinare loro la sorpresa. Proprio una bella sorpresa!

http://www.stampalibera.com/?p=17052

Manifestazione 16 ottobre. Landini (Fiom): “Sbagliato e pericoloso alimentare un clima mediatico che cerca di modificarne il senso e le ragioni”

Il clima di paura,la tensione, che c'è in questi giorni che precedono la manifestazione di Roma mi riporta indietro al 1978,anno di grandi battaglie Studentesche e Operaie.
Il Ministro Maroni stà mettendo le mani avanti in caso di possibili disordini.In qualità di Ministro degli Interni ha avvertito della possibilità di infiltrazioni di gruppi stranieri all'interno dei cortei.Sarà cosi legittimato a colpire operai,studenti,liberi cittadini come fece il suo collega Scaiola al G8 di Genova,lasciando liberi i Black Block di entrare e uscire dai cortei?

Il Segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.

“E’ sbagliato e pericoloso alimentare un clima mediatico che cerca di modificare il senso e le ragioni della manifestazione del 16 ottobre.”

“Garantire la sicurezza e l’ordine pubblico nel Paese è un compito e una responsabilità istituzionale del ministero degli Interni.”

“Ciò è ancor più vero se il ministro Maroni e i servizi parlano di possibili infiltrazioni di gruppi stranieri che, com’è noto, non sono metalmeccanici, né tantomeno sono stati invitati al corteo.”

“Sabato a Roma la manifestazione indetta dalla Fiom si svolgerà in modo pacifico, democratico e non violento per il Contratto nazionale, il lavoro, i diritti, le democrazia e la legalità e siamo certi che avrà una grande partecipazione.”



venerdì 8 ottobre 2010

IMMAGINA............


Questo autunno inizia e finisce con 2 anniversari che intendo ricordare.Il 9 Ottobre di 1940 nasceva John Lennon morto 8 Dicembre 1980.Voglio ricordare i 70 anni dalla nascita e i 30 dalla morte con una sua canzone.


Immagina che non esista il paradiso, è facile se provi,
nessun inferno sotto di noi, sopra di noi solo il cielo.
Immagina tutta la gente vivere per il presente.
Immagina che non esistano frontiere,
non è difficile da fare,
nessuno per cui uccidere o morire e nessuna religione.
Immagina tutta la gente vivere una vita in pace.
Puoi darmi del sognatore, ma non sono il solo.
Spero che un giorno tu ti unirai a noi e il mondo sarà unito.
Immagina che non ci siano ricchezze, mi meraviglierei se tu ci riuscissi,
né avidità né cupidigia, una fratellanza di uomini.
Immagina che tutta la gente si divida tutto il mondo.
Spero che un giorno tu ti unirai a noi e il mondo vivrà unito.