sabato 22 dicembre 2012


Alle compagne e ai compagni iscritte e iscritti al Partito della Rifondazione Comunista

Roma, 19/12/2012

Care Compagne e Cari Compagni,
come deliberato in varie riunioni della Direzione nazionale e del Comitato Politico Nazionale, stiamo lavorando per la costruzione di una lista unitaria di sinistra che si presenti autonomamente alle prossime elezioni.
E’ questo un obiettivo necessario per evitare che proprio le forze che si sono opposte alle politiche del governo Monti siano escluse dal prossimo Parlamento, e con esse le ragioni dei diritti del lavoro, dell’opposizione al Fiscal Compact e alle politiche europee, della difesa del welfare. Sarebbe un fatto assai negativo per il nostro partito e per il nostro progetto politico.
Nessuna di queste forze, dall’IdV a Rifondazione Comunista, dal movimento di De Magistris ad Alba ha, da sola, la possibilità di eleggere. E’ invece evidente che una lista che tenga insieme l’arco di forze politiche, sociali e culturali che si sono opposte al governo Monti, può rappresentare un punto di riferimento reale per quanti non si riconoscono né nell’alleanza dei democratici e progressisti, né in Grillo.
Questa scelta non ha nulla a che vedere con lo scioglimento del partito o con la sua fine. Come abbiamo detto mille volte, Rifondazione Comunista è necessaria ma non sufficiente, ed in questa linea ci muoviamo.
Necessaria, quindi Rifondazione deve esserci per l’oggi e per il domani.
Non sufficiente, quindi contribuiamo alla costruzione di una lista unitaria.
Ovviamente in questo quadro, dovremo presentarci alle elezioni sotto un simbolo di coalizione, che per forza di cose non potrà coincidere con il nostro simbolo. Si tratta di una situazione presente anche in altri paesi europei – basti pensare al Izquierda Unida in Spagna, al Front de Gauche, in Francia, a Syriza in Grecia - dove i partiti comunisti o di sinistra radicale non si presentano alle elezioni con il loro simbolo ma con il simbolo della coalizione. E’ un passaggio necessario che dovremo gestire direttamente come partito, con una propaganda apposita che specifichi che Rifondazione Comunista invita a votare la lista unitaria.
Questo lavoro di costruzione della lista unitaria è tutt’ora in corso ed ha visto la nostra partecipazione attiva alle assemblee di Cambiare si può, così come abbiamo espresso una valutazione positiva sulla possibilità che sia Antonio Ingroia a svolgere la funzione di candidato presidente per il quarto polo.
Come ogni percorso unitario vi sono svariati problemi e stiamo lavorando affinché questo percorso trovi due primi momenti di sintesi nelle assemblee convocate per il 21 da Ingroia e per il 22 da “Cambiare si può”. In quel contesto si avrà una prima definizione della fisionomia del quarto polo e della lista che lo dovrà concretamente realizzare, alla quale intendiamo partecipare praticando il principio della reciprocità.
Ho ritenuto necessario rivolgervi questa lettera perché la fase è molto complicata ed in assenza del nostro giornale, vi è una seria difficoltà ad informare correttamente i compagni e le compagne su quanto sta avvenendo.
Nella convinzione di operare nella giusta direzione per la causa di tutti noi.
Saluti comunisti,
Paolo Ferrero
Segretario nazionale

MONTI COME MUSSOLINI?

La storia si ripete.Cosi come nel 1939 l'allora capo del governo Mussolini visitava lo stabilimento Mirafiori ,nel 2012 Monti visita Melfi accompagnato da Marchionne e applaudito dagli operai(esclusi quelli della Fiom)invitati.Per completare il quadretto mancava solo Bersani e Vendola complici delle nefandezze del governo monti sulle politiche del lavoro e dei diritti in fabbrica.

lunedì 17 dicembre 2012

IO CI STO'


Ingroia ha rotto gli indugi mettendo in campo la sua candidatura.Oggi ha annunciato che sarà candidato premier con la sua lista "Io Ci Stò" e che farà parte del nuovo progetto politico definito come quarto polo a cui hanno aderito anche IDV-Comunisti Italiani-Rifondazione Comunista.Ecco in dieci punti il manifesto politico di Ingroia.

1) Vogliamo che la legalita' e la solidarieta' siano il cemento per la ricostruzione del Paese.
 2) Vogliamo uno Stato laico, che assuma i diritti della persona e la differenza di genere come un'occasione per crescere
3) Vogliamo una scuola pubblica che abbia sia per gli insegnanti che per gli studenti il criterio del merito, con l'universita' e la ricerca scientifica pubbliche non sottoposte al potere economico dei privati e una sanita' pubblica con al centro il paziente, la prevenzione e il riconoscimento professionale del personale medico e infermieristico
4) Vogliamo una politica antimafia nuova che abbia come obiettivo ultimo non solo il contenimento, ma l'eliminazione della mafia, e la colpisca nella sua struttura finanziaria e nelle sue relazioni con gli altri poteri, a cominciare dal potere politico
 5) Vogliamo che lo sviluppo economico rispetti l'ambiente, la vita delle persone, i diritti dei lavoratori e la salute dei cittadini e la scelta della pace e del disarmo sia la strada per dare significato alla parola "futuro". Vogliamo che la cultura sia il motore della rinascita del Paese. 
6) Vogliamo che gli imprenditori possano sviluppare progetti, ricerca e prodotti senza essere soffocati dalla finanza, dalla burocrazia e dalle tasse
 7) Vogliamo la democrazia nei luoghi di lavoro e ripristinare il diritto al reintegro sul posto se una sentenza giudica illegittimo il licenziamento
8) Vogliamo che i partiti escano da tutti i consigli di amministrazione, a partire dalla Rai e dagli enti pubblici e che l'informazione non sia soggetta a bavagli
9) Vogliamo selezionare i candidati alle prossime elezioni con il criterio della competenza, del merito e del cambiamento
10) Vogliamo che la questione morale aperta in Italia diventi una pratica comune, mentre ci vogliono regole per l'incandidabilita' dei condannati e di chi e' rinviato a giudizio per reati gravi, finanziari e contro la pubblica amministrazione. Vogliamo ripristinare il falso in bilancio e una vera legge contro il conflitto di interessi.

domenica 16 dicembre 2012


di Paolo Ferrero
Oggi possiamo dire che si parte! La costruzione unitaria del Quarto polo, rosso e arancione, a cui Rifondazione Comunista ha lavorato con passione e perseveranza da mesi, è diventata un fatto, il fatto nuovo del panorama delle prossime elezioni politiche. Una lista caratterizzata dalla centralità della questione morale e democratica e dal rifiuto delle politiche di austerità e del rigore. In questi giorni migliaia di persone stanno partecipando alle assemblee di Cambiare si può che si tengono in tutta Italia. Ieri sia De Magistris che Di Pietro hanno sciolto le riserve sulla costruzione della lista. Oggi finalmente l'obiettivo di unire tutte le forze sociali, culturali e politiche che si oppongono al governo Monti diventa realtà. Bene! Oggi è una buona giornata per la sinistra, per i lavoratori, per il paese.

mercoledì 12 dicembre 2012

PIAZZA FONTANA

Per non dimenticare

12-12-1969 ore 16,37 

17 morti 88 feriti, dopo 43 anni nessun colpevole.

domenica 9 dicembre 2012

PERUNALTRALOMBARDIA



di Paolo Ferrero
L’assemblea di Cambiare si può del 1 dicembre  scorso rappresenta un passaggio importantissimo. In quella assemblea infatti si è deciso di verificare attraverso assemblee sui territori se vi sono le condizioni  per dar vita ad una lista di sinistra, autonoma dal centro sinistra e avversa alle politiche neoliberiste. Quanto andiamo proponendo da mesi sulla necessità di aggregare tutte le forze  - sociali, politiche, culturali, associative – disponibili a costruire una lista di sinistra fuori dal centro sinistra trova quindi un primo importante momento di concretizzazione. Si tratta di un punto fermo per noi decisivo. All’interno di questo positivo indirizzo politico vi sono certo diverse culture politiche, tra di loro non di rado in contrasto. Si tratta di una condizione fisiologica di cui non occorre spaventarsi.
Ogni processo di apertura di uno spazio pubblico è destinato ad essere attraversato da diverse ipotesi e sensibilità. Il nodo è affrontare queste diversità con calma e pazienza, nel reciproco ascolto, per cercare di individuare una strada che non faccia fare due passi indietro a nessuno ma piuttosto un passo in avanti a tutti. Il punto fondamentale è infatti il dar vita ad una lista di sinistra che sia in grado contemporaneamente di fare una critica al neoliberismo e alla degenerazione della politica tipica della Seconda repubblica. In questo quadro valuto molto positivamente che queste diversità si possano confrontare all’interno di un processo democratico e partecipato che comincerà con le assemblee provinciali del 14, 15 e 16 dicembre. Il punto fondamentale è quindi operare per la piena riuscita delle assemblee provinciali, allargando al massimo i soggetti coinvolti nel percorso costituente della lista. In altre parole il punto fondamentale posto dall’assemblea del primo dicembre è l’orientamento politico e il tratto innovativo che deve esprimere la lista, il resto verrà discusso democraticamente nel percorso di costruzione che è chiaramente aperto, democratico e plurale.
Nei prossimi giorni vi saranno poi altri appuntamenti che possono costituire un arricchimento e un allargamento della costruzione della lista. Il 12 dicembre De Magistris presenterà il suo movimento arancione che  dichiaratamente vuole operare per la costruzione della lista unitaria. Il 15 dicembre da parte sua l’Italia dei Valori scioglierà le riserve riguardo alla collocazione politica nelle prossime elezioni. Ho ragione di credere che anche l’Italia dei Valori deciderà di partecipare alla nostra impresa. Così come, in questo processo di allargamento, confido si possa aprire un dialogo proficuo con i Verdi. Il processo cominciato il primo dicembre si potrà e si dovrà quindi arricchire sia sul piano degli interlocutori politici che sul piano dei soggetti associativi, dei comitati, delle realtà territoriali e sindacali che costituiscono la vera spina dorsale della sinistra diffusa italiana. Non resta quindi che lavorare per la costruzione di questa lista di sinistra, con la precisa consapevolezza che si tratta di un passaggio decisivo per la ripresa e il rilancio della sinistra antiliberista in Italia. Occorre costruire uno spazio pubblico di sinistra che sia in grado di aggregare tutta la sinistra diffusa e di farci uscire da una condizione di minorità che rischia di essere il principale ostacolo al dispiegarsi della nostra proposta anticapitalista. Il Partito della Rifondazione Comunista ne farà quindi parte con spirito unitario e costruttivo. Come avrebbe detto un grande rivoluzionario, si tratta di fare un passo indietro per farne due avanti.

venerdì 7 dicembre 2012

Un altro "Oscar" per Lancini


Contributo affitti, condannato il Comune di Adro
Il tribunale di Brescia (sezione Lavoro) ha condannato il Comune di Adro a pagare il contributo affitto chiesto da oltre 10 ricorrenti, sostenuti dalla Camera del lavoro di Brescia, dalla Fondazione Piccini e dall'Asgi, l'Associazione studi giuridici sull'immigrazione.
La vicenda risale al 2010, quando il Comune di Adro aprì un bando per il contributo affitti che escludeva i cittadini extra Ue. Dopo un primo ricorso fatto dalle associazioni, il Comune fu obbligato a modificare il regolamento e a riaprire il bando ma non ha poi mai pagato materialmente i contributi, appellandosi al fatto che la sentenza gli imponeva di riaprire il bando ma non di pagare i contributi. Inevitabile una nuova serie di ricorsi, fino alla conclusione odierna. Il Comune di Adro è stato condannato a pagare i contributi affitto e le spese di lite (1.200 euro + Iva).
A riguardo è bene ricordare che le somme dovute ai ricorrenti ammontano complessivamente a poco meno di 6 mila euro mentre le spese che il Comune ha dovuto sostenere per i diversi ricorsi (relativi a questa vicenda, non quindi per mense o Soli delle Alpi) sono state di circa 10mila euro, esclusi gli oneri per pagare gli avvocati di parte e per la pubblicazione di alcuni brani di una sentenza su due quotidiani locali.
«Il sindaco ignaro della Costituzione e delle leggi porta avanti campagne ideologiche a spese della collettività - afferma Damiano Galletti, segretario della Camera del Lavoro -. E, nel caso specifico, lo fa addirittura spendendo somme maggiori di quanto avrebbe dovuto se solo avesse avuto l'accortezza di leggere qualche passaggio della Costituzione».

Camera del Lavoro di Brescia

giovedì 6 dicembre 2012

IL CONTRATTO DEI PADRONI



Fim, Uilm e Fismic hanno firmato un accordo per il rinnovo del Contratto dei
metalmeccanici che conviene solo alle imprese.
Dopo tre mesi di finta trattativa, escludendo dal negoziato il sindacato maggiormente
rappresentativo nella categoria, senza coinvolgere le lavoratrici e i lavoratori e
senza
mandato degli stessi, la nuova intesa raccoglie solo i contenuti voluti dalla
Federmeccanica e rappresenta il primo frutto avvelenato dell’accordo separato sulla
produttività non firmato dalla Cgil.
Gli aumenti previsti – 130 euro lordi per il quinto livello, in tre rate, l'ultima
nel 2015 – non tutelano il potere d’acquisto dei salari, l’erogazione e le quantità
dichiarate non sono garantite nel triennio di vigenza contrattuale.
Ciò che è garantito, invece, è l’aumento secco dell’orario di lavoro, attraverso il
raddoppio dello straordinario obbligatorio e l’aumento delle ore di flessibilità.
Quest’accordo cancella il ruolo contrattuale delle Rsu in materia di orario e ne
consegna alle aziende la gestione unilaterale, perché dalla sua entrata in vigore per
le stesse sarà sufficiente l’esame congiunto, da effettuare in tempi ristretti, per
applicare nuove turnazioni.
Le aziende potranno pagare 3 Par all’anno, aumentando anche per questa via l‘orario
di lavoro.
Le lavoratrici e i lavoratori non avranno più la garanzia del pagamento dei primi tre
giorni di malattia, così come vedranno svanire l’obbligo dell’automatismo nella
progressione dei passaggi di livello più bassi.
Fim, Uilm e Fismic pensano di liquidare il Contratto nazionale senza passare
attraverso il voto
dei lavoratori, perché consapevoli di aver assecondato le posizioni di Federmeccanica
su
aspetti decisivi della tutela delle condizioni di lavoro.
La Fiom considera questo accordo illegittimo, perché è l’esito di una trattativa che
ha escluso il sindacato maggiormente rappresentativo della categoria e perché
manomette essenziali diritti contrattuali. Perciò la Fiom intensificherà la propria
iniziativa per conquistare un vero
contratto e invita i lavoratori e le lavoratrici a mobilitarsi per rivendicare il
diritto a decideresul proprio contratto e sulle proprie condizioni di lavoro.
FIOM NAZIONALE
Roma, 5 dicembre 2012

lunedì 3 dicembre 2012

BERSANI, UN NOME UNA GARANZIA



ECCO CHI CI GOVERNERA'

Bersani è un politico finanziato da Riva

Bersani è un "senza se senza ma"dalla parte di Monti

Bersani ha votato l'aumento dell'età pensionabile

Bersani ha votato l'abolizione dell'Art.18

Bersani ha sostenuto il governo Monti con PDL-UDC

Bersani è n nome e una garanzia per la lotta contro gli operai

Ferrero: "Con la vittoria di Bersani ha vinto il montismo: quel Pd che con i suoi voti sostiene le politiche di questo governo"

"La sinistra aveva già perso al primo turno con la sconfitta di Vendola - dichiara Paolo Ferrero, Segretario Nazionale di Rifondazione Comunista. - Ora con la vittoria di Bersani nelle primarie nel centrosinistra ha vinto e prevalso il montismo: quel Pd che ha sostenuto e sostiene con i suoi voti le politiche di questo governo". 
Paolo Ferrero difatti resta convinto che la candidatura a premier di Pier Luigi Bersani per il centrosinistra rende "sempre più indispensabile e necessario mettere in campo alle elezioni una lista unitaria di sinistra alternativa alla quale con De Magistris come ora anche Di Pietro stiamo lavorando".

domenica 2 dicembre 2012


Le strategie economiche? Le faccia la politica

IL DIBATTITO. L´INCONTRO ORGANIZZATO DA RIFONDAZIONE COMUNISTA CON FERRERO, TARANTINI E FENAROLI HA RIMARCATO LA NECESSITÀ DI UN «NUOVO FUTURO» 

DAL BRESCIAOGGI DI FEDERICA PIZZUTO

L´AFFONDO SUI TECNOCRATI DEL CANDIDATO ALLA REGIONE DI STEFANO E UNO SGUARDO AL MALCONTENTO BRESCIANO


Il tavolo dei relatori al dibattito organizzato ieri sera da Rifondazione Comunista| Sala gremita ... 
«La politica deve prendere in mano i problemi economici. È troppo tempo che sono affidati a tecnocrati, ora dobbiamo occuparcene noi cittadini». Su questo punto quattro ospiti, ieri sera, si sono mostrati d´accordo. Pur appartenendo a realtà diverse, Graziano Tarantini, Marco Fenaroli e Paolo Ferrero, intervenuti all´incontro promosso dalla federazione Brescia del Partito della Rifondazione Comunista, svoltosi nella Sala Piamarta, hanno concordato con le parole espresse da Andrea Di Stefano, candidato di sinistra per la presidenza regionale.
Il dibattito è iniziato con l´intervento di Marco Fenaroli, candidato sindaco per le amministrative di Brescia 2013, che ha subito portato la discussione al nocciolo, sottolineando la gravità dell´errore, a suo parere commesso dalla giunta comunale vigente, di aver sottovalutato la crisi seguendo la lettura fatta a suo tempo da Silvio Berlusconi. «L´impoverimento e la pesantezza sociale devono entrare nel discorso politico», ha dichiarato Fenaroli, esprimendo così la stessa opinione di Di Stefano. Quest´ultimo, già direttore della rivista economica «Valori» ed esperto di economia, partendo dall´analisi esposta all´interno del libro di Paolo Ferrero, «Pigs! La crisi spiegata a tutti», ha illustrato al pubblico la sua idea riguardo alla centralità dell´aspetto finanziario nella crisi.
CONVINTO che la finanza non sia elemento negativo in sé, Di Stefano ha evidenziato il modificarsi del rapporto tra finanza ed economia, andato fuori controllo. «Ad un certo punto la finanza è divenuta una variabile indipendente e distruttiva» ha spiegato alla sala gremita di bresciani Di Stefano, puntando il dito soprattutto contro la deregulation e trovando nella riduzione degli attivi finanziari l´unica soluzione per ristabilire regole protettive all´interno dei sistemi finanziari. Per conto suo, Graziano Tarantini, presidente del Consiglio di gestione A2A, ha potuto offrire ai cittadini che hanno partecipato all´incontro una visione pragmatica e molto tecnica della crisi, ma soprattutto delle sue conseguenze.
Partendo dalla propria esperienza di professore universitario, Tarantini si è detto preoccupato soprattutto per due aspetti che riguardano la quotidianità: da un lato la casa, dall´altro il lavoro. Disoccupazione e sfratti continui sono gli effetti più evidenti e toccanti della crisi e sono ciò per cui le persone possono lottare. Portando il proprio esempio di gestione in A2A, Tarantini ha poi colpevolizzato le agenzie di rating, ree di dichiarare «in default» imprese il cui servizio viene osservato solo nel breve periodo. 
«Gli effetti dell´attività industriale sono incompatibili con il breve periodo, perché saranno visibili solo sul lungo periodo», ha ricordato Tarantini.
Sollecitato sul tema dei beni comuni da Giovanni Armanini, giornalista di «Bresciaoggi» che ha moderato l´incontro, Paolo Ferrero ha chiuso il cerchio del dibattito tornando sulla questione della necessità di «una politica che includa la programmazione economica». Spiegando poi le motivazioni che lo hanno portato alla stesura del libro, ha espresso la sua contrarietà nei confronti del governo Monti e delle sue scelte politiche: «Tutto ciò che fanno aggrava la crisi» ha evidenziato, suscitando applausi e cogliendo il malcontento sempre più diffuso anche tra i bresciani.