sabato 25 agosto 2012

FRANCIACORTA:VENDEMMIA E CAPORALI


Dal blog della Redazione di Radio Onda d’Urto – Franciacorta:
La feroce passata polemica fra sindacati e Consorzio vini durante la vendemmia 2011 sembra non aver sortito alcun risultato. In questo agosto 2012 caldo e afoso, l’uva che si trasformerà nel costoso spumante “”, continua ad essere raccolta da mani e braccia provenienti da migliaia di chilometri a Nord del Sebino. Sono perlopiù braccianti Rumeni e Polacchi organizzati da connazionali in contatto con aziende e cooperative della .
A loro viene offerto un pacchetto tutto incluso, viaggio in autobus o minibus andata e ritorno, colazione pranzo, cena e alloggio. In cambio dalle 8 alle 15 ore consecutive fra i vigneti a raccogliere uva. In mezzo la paga (5.6 euro netti prevederebbe il contratto) ma non tutti la riceveranno interamente.
Il consorzio vini della Franciacorta non vuole commentare, non spiega, non chiarisce. Dice solo che gli Italiani questo lavoro non lo vogliono più fare. Difficile crederci ormai, centinaia di persone disoccupate, italiani o stranieri residenti che siano, farebbero volentieri un centinaio di ore per risollevare le loro magre finanze erose dalla crisi. Ma lavoro nei campi della Franciacorta i locali lo trovano raramente. Sono poche le cantine che hanno deciso di assumere direttamente gli avventizi.  Le altre, la maggior parte, stipulano contratti al quintale con aziende o cooperative agricole che fanno a gara nel ribassare i prezzi fino agli attuali, insostenibili, 15 euro al quintale. Quasi la totalità di queste aziende o cooperative utilizza lavoratori provenienti dal nord est europa. E a guardare come muovono mani e gambe fra i filari, il dubbio che non siano pagati ad ore ma a cottimo viene a chiunque.
Il sistema che abbiamo toccato con mano è complesso e differenziato, aziende oneste e altre meno, gruppi di lavoratori negli Hotel (200 all’Hotel Industria di Brescia e 150 all’Hotel Lamosa di Provaglio) e altri alloggiati nei cascinali, braccianti disponibili a parlare e felici dell’occasione avuta e altri che fuggono quando ti avvicini.
Ma la domanda che rimane sullo sfondo, sia nelle situazioni più dignitose che in quelle più oscure, è: come può essere economicamente sostenibile assumere lavoratori che, olte alla paga oraria, richiedono esborsi per alberghi, vitto e trasporto?  Nessuna risposta ufficilale ci è finora pervenuta, tranne quella del sindacato: “si abbassa illegalmente la paga corrisposta al lavoratore fino a ridurla a circa 3 euro ora. Il maltolto va agli intermediari (caporali?) e a coprire le spese. E poi c’è un sacco di lavoro nero, giornate non dichiarate e contributi evasi.” Ma questo c’è sempre stato… ora la Franciacorta delle bollicine batte il sentiero del caporalato organizzato… un bel passo avanti!

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