martedì 9 novembre 2010

martedì 9 novembre 2010

Brescia la protesta sulla gru resiste dopo le cariche di lunedì 8 novembre

Da: clemenzap | 08 novembre 2010

Brescia 8 novembre 2010
questa mattina all'alba polizia e carabinieri hanno caricato gli immigrati che presidiano dal 30 ottobre il cantiere della metropolitana di Brescia dove sei ragazzi sono saliti sulla gru per dare voce alla protesta per ottenere il permesso di soggiorno. Ci sono stati diversi arresti e anche feriti. La polizia ha creato un cordone intorno al cantiere, blindando una parte della città. Sono stati anche maltrattati e caricati comuni passanti. La repressione che in questi giorni stiamo tutti subendo sembra il disperato colpo di coda di un governo che non ha più senso di esistere. La federazione PRC di Brescia - federazione della sinistra sarà sempre al fianco dei più deboli, dei più sfruttati, per la difesa dei diritti e della costituzione che ripudia ogni forma di razzismo e di xenofobia. Appena si è sparsa la voce dello sgombero del presidio centinaia di cittadini e di immigrati fin dalla mattina si sono diretti verso la gru fronteggiando senza paura il blocco della polizia fino a tarda sera.



Prima carica sui manifestanti

COMUNICATO STAMPA

Solo un governo che prima Paolo Guzzanti e più recentemente Andrea Cortellessa hanno definito mignottocrazia poteva confezionare una ripugnante rappresentazione di questo genere: centinaia di migliaia di lavoratori senza diritti sfruttati brutalmente dai loro padroni sono stati nella sostanza ingannati con l'obbligo di sborsare anticipatamente migliaia di euro allo stato, all'inps, agli strozzini approfittatori del loro condizione disperata, con un marchingegno il cui scopo principale rimane in realtà quello di continuare a garantire la presenza di manodopera ricattabile al costo più basso possibile, in una situazione dove tutti i coltelli rimangono nelle mani dei datori di lavoro, che in questo modo possono continuare a ricattare anche l'insieme degli altri lavoratori.
E nel momento in cui questo governo sta per spirare, anzi probabilmente è già morto, ecco che mostra il pugno di ferro. Uno Stato che si dice non in grado di intervenire su una chiara manifestazione di separatismo istituzionale, come nel caso della scuola di Adro, dove su edifici pubblici vengono poste, e continuano a fare mostra di sé, le insegne di un altro stato, per quanto presunto come quello della Padania, interviene invece con un imponente schieramento di forze contro persone inermi, carica, arresta.
Come Partito della Rifondazione Comunista ripetiamo che stiamo e staremo sempre dalla parte degli oppressi e degli sfruttati, ed esprimiamo la nostra più ferma condanna di questa cieca violenza, ricordando che l'ingiustizia e la prevaricazione alla fine non hanno mai pagato.
Chiediamo pertanto l'immediata cessazione delle violenze poliziesche ed il rilascio di tutti gli arrestati.
Rivolgiamo anche un appello a tutte quelle forze politiche, finora colpevolmente latitanti su questo problema, di uscire dalla loro posizione di furbesco attendismo, perché in gioco ci sono cose troppo importanti, ed ai sindacati ed ai lavoratori una mobilitazione immediata, perché si apra lo spazio per una soluzione politica, che è quello, e solo quello, che i disperati della gru chiedevano e chiedono.
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA - FEDERAZIONE DI BRESCIA

giovedì 4 novembre 2010

FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO

LICENZIAMENTI ARBITRARI, NUOVA CONDANNA PER LA FIAT: REINTEGRATO UN ALTRO OPERAIO CUI L’AZIENDA DOVRA’ RISARCIRE 250.000 EURO

Con ripetute sentenze i giudici del lavoro hanno in questi mesi condannato la Fiat Pomigliano a reintegrare tre operai ingiustamente licenziati, nonché un altro della G.M. Sinter di Arzano (dell’indotto Fiat). Questa volta - sull’ennesimo caso - si è pronunciata la Corte di Appello di Napoli, giudici Umberto Marconi, Giovanna M. Rossi, Antonietta Savino che, in accoglimento del ricorso presentato dall’avv. Giuseppe Marziale per l’ufficio legale dello Slai cobas (e riformando la precedente sentenza di primo grado del Tribunale di Nola che lo scorso giugno 2009 dava inopinatamente ragione alla Fiat) ha ordinato la “immediata reintegrazione di Russo Pasquale e condannato la Fiat al pagamento delle retribuzioni maturate dalla data del licenziamento (20 febbraio 2004) oltre agli accessori di legge e alla ricostruzione dei contributi previdenziali”.

Pasquale Russo, operaio, 41 anni e residente a Casoria, assunto alla Fiat Pomigliano dal maggio 1990, aveva cominciato, negli anni, a soffrire di acute patologie osteo-muscolari da sforzo prolungato tipiche degli addetti alle catene di montaggio. Aveva esibito certificazioni mediche e richiesto di essere sottoposto a giudizio di idoneità per essere spostato a mansioni adatte. Richieste rimaste inascoltate dall’azienda. Ciononostante, e venendo meno all’obbligazione di sicurezza e tutela della salute, la Fiat continuava ad impiegarlo al montaggio lastrosaldatura del modello Alfa 147, dove l’operaio, piegato, doveva spalmare il sigillante sottoscocca a 230 vetture, con una scocca lavorata ogni due minuti. Il Russo, essendo divenuta insopportabile la condizione lavorativa, si rivolse poi allo Slai cobas che nel settembre 2003 e poi in novembre 2003 intimava al medico competente l’accertamento dell’idoneità alla mansione, eccependo la violazione dei ritmi di lavoro massimi previsti nella postazione. Il 27 novembre 2003, i sanitari di fabbrica rilasciarono a Pasquale Russo il giudizio di inidoneità alla mansione. A tal punto la Fiat, costretta a togliere il lavoratore dalla catena di montaggio per le prescrizione degli stessi medici aziendali collocò l’operaio in totale inattività a fianco della scrivania del caposquadra (sig. Gennaro De Sena) per essere da questi “controllato” per l’intero turno di lavoro e vietandogli sia di spostarsi che di parlare con gli altri lavoratori: una gravissima condotta palesemente illecita - oltre che illegittima - in evidente e reiterata manifestazione di mobbing.

Poi, il 20 gennaio 2004, la Fiat contestò al lavoratore di …”aver abbandonato il posto di lavoro per 40 minuti senza autorizzazione” e non accogliendo le giustificazioni fornitegli e cumulando il procedimento disciplinare con precedenti ed illegittime sanzioni, il 20 febbraio 2004 lo licenziava. Oltre che a dimostrare che l’abbandono del posto di “lavoro” del sig. Russo durò circa 5 minuti e non i 40 sostenuti dalla Fiat, nel ricorso presentato dal lavoratore è stato, tra l’altro, ribadito che… “a meno che di non assecondare le illecite e discriminanti condotte aziendali, nessun ‘abbandono del posto di lavoro’ era contestabile perché l’azienda non gli aveva assegnata alcuna mansione e postazione lavorativa, rifiutando di spostarlo a compiti diversi, e ciò con premeditata strumentalità dimostrata dalle umilianti condizioni nelle quali la Fiat pretendeva di tenerlo.

UNA SENTENZA QUESTA, CHE DOVRA’ SERVIRE DI MONITO A MARCHIONNE E A QUANTI GIA’, SINDACALISTI E POLITICI, SI SONO SCHIERATI CON LUI PRETENDENDO IL DRASTICO PEGGIORAMENTO DELLA GIA’ INSOSTENIBILE CONDIZIONE OPERAIA.

S.L.A.I. COBAS

Ciao Nanuk

Mancavono 5 giorni e avresti compiuto 13 anni ci hai lasciato questa notte in punta di piedi senza farti sentire lasciando un grande vuoto nella nostra casa.Spero che continuerai nelle tue galoppate nei grandi pascoli.Ciao

martedì 2 novembre 2010

La protesta dei migranti: “Don Nolli: Non sono imbroglioni, sono imbrogliati”

Dal sito http://www.altracitta.com

FERRERO SOSTIENE LA LOTTA DEI MIGRANTI SULLA GRU

«Sono rimasti in 4, dei nove che avevano iniziato sabato pomeriggio, a Brescia, rinchiusi nella cabina di una gru, sospesi nel maltempo a 35 metri di altezza. Sono lavoratori immigrati, in rappresentanza dei tanti e delle tante che hanno fatto regolare richiesta di sanatoria e la cui domanda è stata respinta o per una truffa operata dai datori di lavoro o per antichi provvedimenti di espulsione. Manifestano da un mese per ottenere un tavolo di discussione, hanno ottenuto solo bastonate sabato e lo sgombero di un loro presidio. Hanno scelto una forma estrema di protesta, per chiedere l'attenzione dei media e delle autorità. Berlusconi telefoni in questura anche per loro, che hanno tutto il diritto di ottenere il permesso di soggiorno». E’ la dichiaraziomene di Paolo Ferrero segretario del Prc-Se e portavoce della Federazione della Sinistra in merito alla vicenda degli immigrati di Brescia saliti su di una gru per protesta.

domenica 31 ottobre 2010

Rolfi isolato è il tuo neurone - Brescia, gli immigrati sulla gru


"Rolfi, siamo migliaia, non siamo isolati. Isolato è il tuo unico neurone".
Così diceva uno dei bellissimi cartelli, fortunosamente ricavati dai più diversi materiali, che gli immigrati alzavano durante la manifestazione di sabato 30 ottobre. Rolfi, una delle tante facce da pierino non proprio sveglio che imperversano di questi giorni, specie dalle parti della girandola verde, per chi non lo sapesse è il vice-sindaco di Brescia. Sindaco di fatto, dicono, visto che il comunione-liberazione-compagnia-opere Paroli, sindaco di nome, è latitante vuoi per i suoi impegni di parlamentare, vuoi per quelli professionali. E proprio Rolfi è l'animatore di una incessante campagna razzista e xenofoba che soffia sul capoluogo bresciano, dopo essere stata incubata da lustri nel contado.
L'ultima missione, alla quale si è dedicato, è stata quella di stroncare la protesta dei migranti vittima della legge truffa e generatrice di truffe sul permesso di soggiorno a colf e badanti. Una sanatoria selettiva in senso classista a favore di quella parte di italiani che possono avere prestazioni di tipo servile in casa (come durante il fascismo: allora l'unico settore economico che ebbe un incremento numerico di addetti, addirittura un raddoppio, fu quello dei domestici); razzista e vessatoria verso gli immigrati, che rimangono comunque in condizioni di totale dipendenza e ricattabilità; contraddittoria nella sua formulazione ed applicazione.

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PROSEGUE L’OCCUPAZIONE DELLA GRU, SABATO 6 NOVEMBRE GRANDE MANIFESTAZIONE

PER AGGIORNAMENTI SULLA SITUAZIONE VISITA IL SITO: http://dirittipertutti.gnumerica.org/

BRESCIA MANIFESTAZIONE DEI MIGRANTI: IL DIVIETO GENERA RIBELLIONE

Chi credeva che un semplice divieto servisse per quietare gli animi e a "far finire la ricreazione" si sbagliava. E di molto. Oggi a Brescia il corteo dei migranti, vietato pretestuosamente dalla questura, anche sotto pressione dei leghisti al potere si è trasformato in una giornata di lotta tosta e originale. Tosta per le manganellate che qualcuno di noi si è preso dritte in testa. Tosta per il compagno che è stato portato in questura. Tosta per il coraggio di una decina di migranti ancora ora sopra una gru a 30 metri da terra. Ma anche originale, in quanto, cordoni, fronteggiamenti e trattative sono finalmente stati conditi da imprevisti quanto salvifici "fuoriprogramma". L'aggiramento del blocco di via san faustino tramite i vicoli. L'ingresso nel cantiere del metro per raggiungere i manifestanti che si erano issati sulla gru. I diversi scontri diffusi, che a volte si sono trasformati in paradossali incontri, fra forze di polizia e manifestanti. L'infame distruzione del presidio da parte dei pompieri. Il blocco del ring. La chiesa che si mette di mezzo e offre ospitalità per la notte. Una giornata particolare insomma. Una giornata di lotta che è andata oltre i tatticismi e gli equilibri. Vietatecele tutte! Vietatecele ancora!
La Brescia antirazzista oggi ha violato i divieti della questura e ha manifestato in città. In una piazza Rovetta militarizzata per la manifestazione che voleva portare in piazza la propria rabbia per la sanatoria truffa "colf e badanti" del 2009, in favore del permesso di soggiorno e , a fronte dei divieti, dell'agibilità politica in città. Decine di camionette, centinaia di poliziotti in tenuta antisommossa, e transenne per impedire l'accesso a Piazza Loggia. Il corteo si è radunato dopo che un corteo spontaneo partito dal presidio di via Lupi di Toscana per raggiungere il centro era stato bloccato dopo alcune centinaia di metri dalle forze di polizia.
In via San faustino la manifestazione è partita salendo verso nord e ha fronteggiato un cordone di carabinieri che sbarravano il percorso. E' partita una carica ma la resistenza dei manifestanti ha impedito lo scioglimetno del corteo che si è fermato in piazza. A seguito di questa carica è stato fermato un compagno con l'accusa di violenza a pubblico ufficiale. Il compagno dovrebbe essere rilasciato in serata.
Mentre il corteo subiva la repressione delle forze di polizia è giunta la notizia che in maniera furtiva le forze dell'ordine hanno sgomberato il presidio di via lupi di Toscana, deserto a causa della manifestazione. Saputa la notizia una parte della piazza ha aggirato i blocchi di polizia e si è recata ad occupare il cantiere della metropolitana dove alcuni migranti erano in precedenza saliti su una gru, a circa 30 metri d'altezza, issando uno striscione con la scritta 'Sanatoria'. Dopo un'ora altri manifestanti hanno deciso di bloccare il traffico del ring di Brescia presidiando piazzale Cesare Battisti. Il blocco del traffico si è concluso alle 18.30, e i manifestanti si sono concentrati sotto la gru per portare attivamente solidarieta' ai migranti ancora a trenta metri d'altezza.

Dal sito:http://www.28maggio.org/

sabato 30 ottobre 2010

Manifestazione dei Migranti

Momenti di forte tensione oggi pomeriggio, alla manifestazione dei migranti a Brescia.Colpiti dalle cariche della polizie anche 4 militanti di Rifondazione Comunista.Oltre al sottoscritto e Elisa Gobbi ,Walter Longhi della Cgil.Ibrahim ha dovuto essere portato in ospedale per accertamenti.Al piu breve un resocondo della manifestazione.

mercoledì 27 ottobre 2010

Boomerang Marchionne

di Giorgio Cremaschi

Le intenzioni erano diverse, evidentemente si voleva rispondere al grande impatto della manifestazione del 16 ottobre. Fatto sta che l'intervista dell'amministratore delegato della Fiat nella trasmissione di Fabio Fazio di domenica si è rivelata un boomerang. Sergio Marchionne, di fronte a un interlocutore sorridente e compiacente, si è sentito evidentemente autorizzato a dare il peggio di sè. Ne è uscita una sequela abbastanza sconclusionata di invettive e lamentele, che è servita unicamente a non fornire un solo dato, una sola notizia sui reali programmi della Fiat in Italia.
Conosciamo questo modello comunicativo, è quello di Silvio Berlusconi. Da un lato c'è il "fare" e dall'altro c'è il "sabotare". Sindacalisti, giudici, intellettuali non compiacenti sono i sabotatori, coloro che impediscono che sia apprezzato il fare di chi comanda. Sergio Marchionne ha parlato allo stesso modo. La Fiat non guadagna nulla in Italia, ma solo all'estero.
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lunedì 25 ottobre 2010

La protesta dei lavoratori della Cartiera di Toscolano si sposta in città

Prosegue la mobilitazione a difesa del lavoro alla Cartiera di Toscolano. Dopo la partecipata assemblea e la fiaccolata per le vie del paese, mercoledì prossimo la protesta si sposta in città


venerdì 22 ottobre 2010

"Due anni di governo"


Se sei d' accordo fai girare
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Con riferimento all'annuncio del Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi di inviare ad ogni famiglia italiana il libro "Due anni di governo", mi preme comunicarVi che desidero assolutamente NON riceverlo, essendo un mio diritto in base alla legge per la tutela della privacy n. 675/1996 ed il relativo D.P.R. n. 501/1998, nella fattispecie articolo 13 comma e), e che la spesa relativa che si risparmierà, venga messa a disposizione del Ministero della Pubblica istruzione e/o del Ministero della Sanità.
Ringraziando per l'attenzione porgo distinti saluti.

da incollare sulla pagina

http://www.governo.it/scrivia/scrivi_a_trasparenza.asp

mercoledì 20 ottobre 2010

La Piazza Fiom: cosa viene dopo

Per capire se la manifestazione della Fiom di sabato sia stata solo un grande successo o costituisca invece una potenziale svolta storica per la vita politica e sociale del paese è necessario approfondire cinque punti: dimensioni numeriche della partecipazione, strategia sindacale radicalmente alternativa avanzata dal segretario Fiom Landini, capacità o meno di unificare lavoratori occupati con disoccupati e precari, capacità di unificare lotte sociali e lotte civili, implicita necessità di una proiezione politica di tutto ciò.....Continua

Paolo Flores d’Arcais dal sito Micromega

venerdì 15 ottobre 2010

CON LA FIOM CONTRO LA DIFFAMAZIONE



di Luciano Muhlbauer

La manifestazione nazionale della Fiom del 16 ottobre sarà molto partecipata, non c’è dubbio. E questo nonostante l’incessante lavorio della collaudata macchina della tensione e della diffamazione, per cui anche un uovo si trasforma in un atto di terrorismo, e i troppi bastoni tra le ruote messi da chi nel nostro paese si occupa di trasporto pubblico.
Anzi, è proprio l’intensità e l’aggressività di quella azione di contrasto a confermarci che l’appuntamento di sabato prossimo sta crescendo. Ma attenzione, questo non significa affatto che ora possiamo rilassarci, perché l’esperienza insegna che non c’è limite alle bassezze che sono disposti a mettere in campo.
Fate un piccolo sforzo di memoria e ripensate alle mobilitazioni degli anni passati. E non ci riferiamo al classico nostrano dell’allarme bomba e dei proiettili in busta, ma a quelle operazioni meno rozze, ma più insidiose sul piano comunicativo, che prendono qualche fatto marginale, per farlo diventare mediaticamente il fatto principale che oscura tutto il resto.

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S L A I C O B A S

IL DISASTROSO PIANO SULL’AREA ALFA E’ NAUFRAGATO

FORMIGONI SPECULATORI BANCHE E FINANZIARIE DOVRANNO RIFARSI I CONTI.

BOCCIATO DALLE LOTTE DEI LAVORATORI E CASSINTEGRATI ALFA

BOCCIATO DALLE MANIFESTAZIONI DI VARI COMITATI E CITTADINI

BOCCIATO DAL PIU’ GROSSO COMUNE DELLA ZONA.

Dopo aver partecipato al presidio di massa indetto da tutti i comitati nel Consiglio Comunale a RHO fino alle due e mezza di notte;

Lo Slai Cobas ed i lavoratori Alfa Romeo che in tutti questi mesi si sono battuti con varie

manifestazioni contro lo smantellamento delle produzioni Fiat e contro le speculazioni non possono che essere contenti del NAUFRAGIO di un piano speculativo fatto a danno degli attuali occupati in Fiat.

Questo piano infatti era stato architettato per lasciare mano libera alla Fiat di smantellare le ultime lavorazioni Alfa ed eliminare i quasi mille lavoratori in parte in cassa integrazione ed in parte ancora attivi, eliminare quel po’ di occupazione che con le lotte eravamo riusciti ad imporre.

Per L’area Alfa Romeo questo era il terzo accordo di programma, dopo quelli del CRAA e della“mobilità sostenibile” tanto amato da Formigoni che ha portato solo aziende logistiche con centinaia e centinaia di camion e Tir senza rioccupare i cassintegrati.

Ricordiamo che formigoni e tutte le istituzioni nulla hanno mai fatto per far rispettare gli accordi di assunzione che erano previsti in questi piani.

La cosa scandalosa e che dopo queste primi piani speculativi, adesso si stava avanzando un altro piano dove diversamente dagli altri non si poneva minimamente il problema dei cassintegrati alfa e della loro rioccupazione ne tantomeno l’occupazione dei giovani e disoccupati della zona o qualsivoglia piano concreto di sviluppo industriale e produttivo.


giovedì 14 ottobre 2010

L’INPS nasconde la verità sulle pensione ai precari per evitare rivolte

L’unico sistema che l’INPS ha trovato per affrontare l’amara verità, è stato quello di nascondere ai lavoratori che nel loro futuro la pensione non ci sarà, sperando che se ne accorgano il più tardi possibile e che facciano meno casino possibile.

Ma quello che non si dice sono i proventi da signoraggio che l’INPS riscuote come azionista di bankitalia. NF

Fonte: http://www.agoravox.it/L-Inps-nasconde-la-verita-sulle.html

Il presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua ha finalmente risposto a chi gli chiedeva perché l’INPS non fornisce ai precari la simulazione della loro pensione futura come fa con gli altri lavoratori: “Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale”.

I precari, i lavoratori parasubordinati come si chiamano per l’INPS gli “imprenditori di loro stessi” creati dalle politiche neoliberiste, non avranno la pensione. Pagano contributi inutilmente o meglio: li pagano perché L’INPS possa pagare la pensione a chi la maturerà. Per i parasubordinati la pensione non arriverà alla minima, nemmeno se il parasubordinato riuscirà, nella sua carriera lavorativa, a non perdere neppure un anno di contribuzione.

L’unico sistema che l’INPS ha trovato per affrontare l’amara verità, è stato quello di nascondere ai lavoratori che nel loro futuro la pensione non ci sarà, sperando che se ne accorgano il più tardi possibile e che facciano meno casino possibile.

Non si può non notare come anche la politica taccia su questo scandalo, ma non ci si potrebbe attendere altrimenti, perché a determinare questo scandalo hanno contribuito tutti i partiti attualmente rappresentati in parlamento, nessuno escluso.

I precari, tenuti all’oscuro o troppo occupati a sopravvivere, difficilmente noteranno la dichiarazione di Mastropasqua al Corriere della Sera e i media sembrano proprio intenzionati a non rovinare loro la sorpresa. Proprio una bella sorpresa!

http://www.stampalibera.com/?p=17052