martedì 29 maggio 2012

Brescia - 28 maggio 2012 - Piazza Loggia


Il ritorno del vicequestore Vicarico

Momenti di tensione con qualche immancabile manganellata su studenti e affini (chi per qualsiasi motivo li sostiene) a Brescia nel primo anniversario di Piazza Loggia dopo la ennesima sentenza di assoluzione degli indagati per la strage.
All'ultimo rintocco della campana che alle ore 10.12 ricorda il momento dello scoppio e gli otto morti conseguenti, una voce ha gridato che la polizia stava caricando gli studenti nella zona tra piazza Garibaldi e la stazione.
Immediatamente buona parte della Piazza si svuotava, con centinaia di persone che accorrevano verso il luogo degli scontri, per poi radunarsi tutti al termine di via San Faustino, all'imbocco di Piazza Loggia. Qui un imponente schieramento di polizia e di carabinieri bloccava l'accesso agli studenti ed alla massa che si era formata.
Si creava una situazione paradossale: in piazza la segretaria generale della CGIL stava giusto dicendo che la memoria della strage deve essere trasmessa alle nuove generazioni. Una giovane donna, che era appena passata vicino al blocco che impediva agli studenti di entrare, non resisteva davanti a questa ipocrisia, ed urlava alla Camusso tutta la propria rabbia: si parla di trasmettere ai giovani la memoria proprio mentre si impedisce agli stessi giovani l'accesso alla piazza. Sembra che la Camusso abbia replicato con sufficienza, facendo intendere che non era il caso di agitarsi.
Più o meno nello stesso momento il segretario della Camera del lavoro di Brescia Damiano Galletti, insieme a gran parte della segreteria, si era unito agli studenti bloccati fuori da piazza Loggia (vedi nella foto sotto: la Loggetta sullo sfondo è dentro Piazza Loggia). La massa del corteo, ormai molto variegato, premeva per entrare. In testa, insieme agli esponenti del sindacato, il segretario provinciale di Rifondazione Comunista, Fiorenzo Bertocchi, Giorgio Cremaschi di NO-debito, vari militanti di Rifondazione Comunista, esponenti del movimento. L'imbocco della piazza, già stretto, era ulteriormente strozzato dai blindati allineati su un fianco, e dallo schieramento di reparti di polizia su un lato, e di carabinieri su un altro. Infine non mancava un consistente schieramento di forze dell'ordine in direzione di via San Faustino, a completare l'accerchiamento.
Invece davanti, a chiudere l'imbocco dalle piazza, i poliziotti erano relativamente pochi, ma soprattutto li comandava l'ineffabile vicequestore vicarico Emanuele Ricifari, l'eroe dell'otto novembre al tempo della gru. Quello che per ore ha inseguito cittadini e cittadine lungo via San Faustino al grido di "vicarico!" "caricate!". Per trovarsi la sera migliaia di bresciani sotto la gru, le donne in testa a cantare "Sebben che siamo donne paura non abbiamo..." [vedi il filmato]
Siamo dunque in testa ai manifestanti ammassati. Fronte a fronte Ricifari ed una squadretta di poliziotti (la "sua" squadretta?, verrebbe da chiedere) e la eccellente testa del corteo, che chiedeva ragionevolmente solo di far entrare gli studenti in piazza. Anche la Digos, che prima aveva fermato gli studenti, sembra per una questione di orari, a questo punto preme su Ricifari perché sposti i suoi uomini e lasci sfilare il corteo. Ricifari sembra acconsentire, ma in realtà i suoi uomini continuano a chiudere l'ingresso. Il corteo spinge, i poliziotti arretrano e ad un certo punto cominciano a mulinare i manganelli. Ne fanno le spese un po' tutte le persone nominate prime, più un numero imprecisato di altri: compagni di Rifondazione Comunista, segretari di categoria della CGIL, membri del servizio d'ordine del sindacato, compagni del movimento. Ma nessuno si ferma, il cordone di poliziotti viene forato, la piazza è raggiunta.
A dimostrazione che qualcuno voleva creare il disordine, una volta aperto il varco, il corteo sfila in modo assolutamente pacifico, senza più il minimo incidente. Il segretario provinciale del Prc Fiorenzo Bertocchi, colpito alla spalla, commenta "ancora una volta si è assistito ad un gestione inadeguata della piazza da parte della polizia", ed ancora una volta il protagonista è l'ineffabile "vicarico".


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